| La scultura di Nwarth
Zarian
Testo del critico d'arte
Livio Garbuglia
Una
presentazione d’arte vitale-planetaria al di là di
confini geografici e ideologici.
L’opera scultorea di Nwarth
Zariah, vibra di un’intensa, contenuta vitalità, segnata
dal risultato di un’espansione e da una ampia respirazione
della figura. La figura scultorea è composta nell’appiombo
centrale, celebrata nel gesto di una sacralità ecumenica
e sociale, e dà la referenza e la misura delle cadenze ritmiche
incise sui volumi essenziali e contenuti di un impianto poliedrico.
Una presentazione vitale-planetaria carica di pathos, dove la testa
armonica della figura scultorea femminile è animata dalla
serenità della sofferenza solidale e del convincimento della
vita come passione per i problemi dell’umanità. La
statua fonda i percorsi e le ritmiche cadenze, che si snodano su
un velo-coscienza respirabile, quasi davvero fossero il gigantesco
incresparsi libero di esseri-pianeta: la struttura del corpo, sereno
nel gesto titanico, si articola, si sviluppa, si espande quasi in
un lento, trattenuto ma vitale slancio ricerca-atto- esistenza.
Una forte, agile, prestante atleta, dal volto assorto, dai lineamenti
individuati, una scultura eccezionale che con la sua presenza celebra
l’essere umano al di là di confini geografici e ideologici.
LIVIO
GARBUGLIA
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