Con la fotovideoregia di Maria Pia Michieletto cronaca del vernissage di Lughia alla personale 'Memorie dell'Assoluto' con la presentazione di Claudio Strinati e la cura di Giuseppe Salerno alla galleria Ottagoni di Roma giovedì 13 novembre 2008.
Così Claudio Strinati in catalogo: "Lughia ci pone di fronte a numerose realizzazioni di grande formato che delineano con chiarezza il percorso di unartista che, nellintera sua produzione, si presenta con pacato distacco dalle contingenze del quotidiano. Le Architetture di Sabbia, scenari dellanima come lei stessa le definisce, sono i lavori più noti, custodi della sacralità e del mistero di un universo in movimento. Un far arte quello di Lughia che, tanto per luso dei materiali che per il pensiero in ogni opera sotteso, la rende presenza significativa nel panorama artistico contemporaneo. Da queste sue prime opere, delle quali fu il professor Paolo Portoghesi ad inaugurare una esposizione nel Borgo di Calcata e successivamente una mostra nella Chiesa di Santa Maria della Salute a Viterbo, prende avvio un percorso in continua evoluzione, ricco per tematiche, tecniche e modalità espressive. Con le realizzazioni pittoriche e scultoree la presenza umana, assente dagli scenari delle sue prime rappresentazioni, diviene il principale oggetto dattenzione. La piccolezza dellessere umano in rapporto al tempo senza fine la porta a coniugare il tema del ciclico divenire con quello dei linguaggi, delle rappresentazioni simboliche, delle memorie. Ombre nere, tracce inconsistenti della presenza umana, si alternano a sagome la cui epidermide, depositaria di memoria, appare ora immersa nel buio delleterno, ora calata in un universo di astrazioni simboliche che lanciano la propria sfida al tempo. Lungi dagli accadimenti del quotidiano, l'arte di Lughia ha il pregio di condurci serenamente in quella dimensione alta del sentire che è una sorta di nettare di vita".
Galleria Ottagoni
Via Goffredo Mameli, 9 - Roma