| La
pittura di Paolo Tognon
Testo del critico d'arte
Livio Garbuglia
Opere Pittoriche.
Dissimulata e spirituale costruzione di un teatro felliniano.
Metafisico protagonismo dell'io.
Sensi onirici e visionari dell'esistenza.
Paolo Tognon, opera tra matrici surreali e simboliste e miraggi
espressionisti e antropologici che ritrovano sensi onirici e visionari
dell'esistenza. Le opere ricordano e ricostruiscono la temporanea
alleanza e gli sviluppi divergenti, di volta in volta confluiti
nel neoespressionismo, in un realismo altamente introspettivo e
in ulteriori esiti, con una tensione concettuale della figurazione
che giunge fino alla rivendicazione dell'immagine che assume il
sapore di una scissione di responsabilità di fronte ai miti
astratti del nichilismo sociale e mediatico (Giudice, acrilico su
tela, cm 120x120). La composizione pittorica costituisce un continuo
dialogo ed un'assidua interpretazione visiva, che ritrova il repertorio
iconografico di Tognon nella fisicità luminosa e leggera,
fino alla dissimulata e spirituale costruzione di un teatro felliniano,
che vaga attorno a tutti i regni del processo continuo di realizzazione
dell'io.
Con l'opera di Tognon la riscoperta del soggetto, si traduce in
una specie di metafisico protagonismo dell'io, in assoluta creatività
e libertà: una dimensione, questa della libertà come
volontà di superamento del mondo approssimativo odierno.
Opere scultoree.
Forme che rendono conto della multiforme capacità espressiva
dell'arte.
Componenti essenziali e ancestrali dell'essere umano.
Le sculture di Paolo Tognon, come tessere di un puzzle immaginario,
sembrano scomporre in frammenti il disegno imprevedibile e variegato
di un universo fantastico in cui si intrecciano liberamente la memoria,
lo stupore o il disincanto. Sulle sculture in terracotta, crescono
racconti di realtà omerica, dove la realtà, il sogno,
e il desiderio ancestrale sono mescolati e poi reinventati in forme
e storie metamorficamente cangianti.
Tognon sviluppa una ricerca creativa che si qualifica per invenzione
e libertà espressiva. Le masse fisiche di materia determinano
lo spazio che le trasmuta modificando atmosfere e relazioni in maniera
egualitaria.
Opere incisorie.
Una vissuta, oggettiva, 'cosmica', costruzione mentale.
In un lavoro incisorio impostato sullo spazio-progressione, sui
segnali rispondenti, su quasi immediati mutamenti di messaggio,
il riferimento dalla visione individuata all'immagine disegnata
pone la necessità per Paolo Tognon di ricercare l'immagine-determinazione
-individuazione, in un'atmosfera duttile di organicità individuale.
L'equilibrio tra informalità ed esattezza origine-estrema,
che attraverso gli anni si è creato nell'opera incisoria
di Tognon assume di volta in volta differenti proporzioni consente
una lettura profusa di risonanze; e si presta a interpretare tempi
e segni come possibilità internamente connesse a un sensibilità
individuale, ma anche una vissuta, oggettiva, 'cosmica', costruzione
mentale.
LIVIO GARBUGLIA
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