La pittura di Fabrizio Testana

Testo del critico d'arte Livio Garbuglia

Una materia cromatica densa e mossa

La composizione pittorica di Testana, limpida ed equilibrata, poggia su una fisicità immediata del colore: i dettagli di naturalismo, servono in funzione realistica a dar verità a incantesimi e miraggi, coltivati nel fascino degli elementi.
Testana sente il fascino del rapporto tra l’uomo e la natura, cioè tra i diversi aspetti della pulsante vitalità cosmica.
L'opera appare in un’aria cromatica densa e mossa, la condotta pittorica e di un’essenziale espansione sintetica, ferma e trasmette una psicologica vibrazione, impone la partecipazione ad una emozione totalizzante, fatta di esperienza e di passione.
A volte gli elementi della composizione sono coordinati con un taglio dinamico, per ottenere una immediata concentrazione di effetti cromatici.

LIVIO GARBUGLIA


Testo del critico d'arte Annalisa Venditti

E' un linguaggio figurativo semplice, ma allo stesso tempo ricco di suggestioni, quello che emerge da alcune opere di Fabrizio Testana.
Artista del colore e delle sue innumerevoli combinazioni, Testana predilige atmosfere trasognate ed intimistiche allo scrosciare rumoroso della vita circostante. Apre le porte di un universo pulsante, animato da una forza primigenia e vitale che accogli silenzioso un'altrettanto muta riflessione. La sua natura, sprofonda nelle tenebre o in un aere sospeso e terso, si accende di inattese folgorazioni del colore: così in "Luna" e "Splendi sole" l'occhio è calamitato dall'enigmaticità degli astri, mentre con "Un viaggio lontano" il cielo, aperto alla pennellata, diventa una distesa gialla infinita ed indecifrabile. La presenza umana si inserisce nella sacralità del paesaggio, emozione dell'anima come nella "Vallata" con un'icona scura e chiusa in se stessa; un "piccolo" uomo con l'ombrello aperto, sagoma ricorrente per un interrogativo costante. Di fronte allo spettacolo della vita, che sia luce avvolgente o sentimento devastante come nella "Passione di colori", l'uomo, protetto da un'effimera copertura, si fa portavoce di un'inquetudine ricorrente. Una cifra stilistica, questa, che introduce e meglio spiega un altro aspetto dell'arte di Testana: l'emozionato sguardo rivolto all'infanzia (Pianto di bimbo) e la ricercata protezione materna, che scandisce il senso ultimo ed effimero dell'esistenza (Momenti, Incontriamoci). La donna, femmina e madre, è il ventre in cui affogare dolore e sentimento: apparizione fugace pervasa d'azzurro, corposa ed avvolgente nei "Momenti di una notte", sostegno nell'abbandono amoroso in "Passione di colori". Se in "Vento di libertà" il volto sfugge, frantumato da un'improvvisa folata, ad una visione unitaria dei particolari fisionomici, determinando una lettura spezzata dei dettagli, è al disegno che Testana affida l'altro nodo teorico della sua esperienza artistica. In "Perdite di un essere" e "Mascherando" è sancita l'insicurezza della conoscenza. L'uomo, creatura mutevole ed inafferrabile, mostra la sua illusoria natura, terreno di una sfida istintiva e quotidiana in cui nulla è più determinante. L'arte di Testana, intensa nell'elaborazione e pastosa nella pennellata, raccoglie nel suo pentagramma di linee e colori il ritmo di diverse pulsazioni. Sono battiti, spesso irregolari e destabilizzanti (Delusione, Urlo silenzioso, Sensualità) che traducono drammaticamente il coraggio di un uomo imprigionato nella pietra.

ANNALISA VENDITTI