La pittura di Francisco Servin

Testo del critico d'arte Livio Garbuglia

La figura umana radice labirinto spettacolo

La pittura di Francisco Servin è nella speciale energia, nella qualità fascinatrice che hanno le personalità eccezionali. Non è solo il tratto fisico carismatico delle modelle nei corpi d’arte, non è solo il colore “caldo” e raziocinante, appassionato e memore, né solo la continua seduzione di una vitalità e curiosità straordinarie, è tutto questo ma non solo questo. C’è anche, elemento indefinibile e misterioso, una riconoscenza nel ripescare la figura umana dallo stato magmatico dell’emozione e del sentimento in cui si afferma la radice labirinto dello spettacolo amore vita. Ecco, mi sembra di riconoscere una immagine femminile, senza tutte le complicazioni e con tutte le affascinanti ambiguità di questo ruolo. Di Servin si può dire che possiede le qualità che Barthes indica per l’artista: la vigilanza, la saggezza, l’entusiasmo. E la curiosità intellettuale si può aggiungere, che sa stupire l’interlocutore. Servin dialoga con grande dignità con l’arte e con la vita, circondato dai colori e dalle modelle che oggi costituiscono il suo “mondo mitologico”: i volti, le membra femminili eleganti: un volto che sa racchiudere nei propri tratti e nelle proprie linee una intera vita.

LIVIO GARBUGLIA