| La pittura di Amerigo
Schiavo
Testo del critico
d'arte Livio
Garbuglia
La
scena del dramma umano nell'accensione del colore
Nelle pitture di Amerigo Schiavo la luce investe i corpi tutti
diaframmati da ombre e sia la luce che le ombre sono di registro
notevole, provocando continue accensioni e spegnimenti, che si avvalorano
per la violenta e superba distribuzione cromatica. Le opere pittoriche
di Schiavo vengono a presentarsi nella loro singolarità,
ognuna identificata e contemplata con un indugio che esalta ogni
forma in relazione alla materia pittorica, sofferta e drammaticamente
umana nell'accensione del colore; continuamente è ventilata
una moltiplicazione di luci, penombre, ombre, ognuna individuata
e respirante, che dà alle scene l'atmosfera misteriosa dove
appare la verità del dramma umano. La vita comunicata e il
mistero infinitamente fluido che ha dentro di sé il pittore,
sono la visione fascinosa dell'immensità, la magia degli
elementi naturali, il dramma universale dei personaggi rappresentati,
l'amoroso e profondo incanto di una terra fiorente che sembra colta
in un momento d'alba fresca e illuminata, di rinnovato risveglio
di tutte le cose del mondo visibile. Una "pace dopo la tempesta"
che gronda ancora del destino umano inesorabile, un grande respiro
di quiete contemplativa che s'apre e si dilata nella visione. La
vita si svela, immortale nel suo spirito e nel mondo. La vita medesima
cede all'energia illimitata dell'idea d'arte, alla forza generatrice
capace di indefiniti sviluppi. Amerigo Schiavo la immagina immersa
nel mare dell'essere svolgersi per mille aspetti fino alla sua perfezione
di dramma universale.
LIVIO GARBUGLIA
La pittura di Amerigo Schiavo
Testo del professore
Nato Frascà
Appunti
di Nato Frascà sulla serie di opere dedicate a Hugo Pratt
e al suo eroe Corto Maltese, realizzate (su provocazione/invito
di Giampaolo Berto) da Ilaria Rezzi, Jacopo Ravenna, Amerigo Schiavo,
Cristiano Romano, Stefania Missio, Franca D'Angelo, Nato Frascà
e dallo stesso Giampaolo Berto.
Le furibonde pitture di Amerigo Schiavo si schiantano sulla superficie
dipinta con i segni arroventati di pennellate simili a minacciose
premonizioni spaziotemporali di una vox clamans... e che, nei suoi
farneticamenti cromatici, sembra invocare il diritto ad una sovrapposizione
iconoclasta, distruttiva di quelle stesse immagini che vanno affollandosi
per stratificare le sue opere? Amerigo sembra manifestare, con queste
pitture, quel tipo di violenza che, rompendo gli argini di ogni
regola, persino quelli del più disperato postespressionismo
o del fauvismo-art brut di uno Chaissac, si fanno autoesplodere
come un kamikaze, per infrangersi sulle scogliere di un'immaginario
primordiale dove Corto ci appare, ora sdoppiandosi in un'apparizione
di beuyus, ora in stregate e misteriose figure femminili, oppure
nelle apparizioni di figure di selvaggi ai bordi di una foresta
tropicale. O ancora, trasformato in emblemi delle sagome nere delle
sue barche da avventuriero che solcano paesaggi notturni, melanconiche
solitudini e parole senza suono risucchiate dal pallore lunare.
Tutto questo frantumarsi di immagini, d'anima riflessa in mille
schegge che sembrano cercare disperatamente un senso al di là
della pittura stessa, sembrano rivelarci, in verità, l'inconsapevole
volontà, il segreto di "un dipingere che si sta dipingendo".
Un'ulteriore immagine di Narciso che, ancora una volta, rotti gli
indugi di una morale narcotica e immobile, viola le ferme, ingannevoli
acque dello stagno per guardare oltre lo specchio di Alice, oltre
le soglie dell'apparenza. Dove Amerigo, osa svelarci i nostri tratti,
per quanto sgraditi e crudeli essi possano apparire, quali familiari,
ingannevoli fisionomie "colte in flagrante delitto d'esistenza"
e, noi stessi, colti nel tentativo di indossare le false maschere
adattate ai nostri cosiddetti giorni di quiete.
NATO FRASCA'
La pittura di Amerigo Schiavo
Testo del pittore
Amerigo Schiavo
Della
pittura religiosa
La parabola di Gesù è come sangue nelle vene, sgorga
copiosa nella testa che ne ha conosciuto la storia e allora ritorna
al cuore. Il dramma della croce si alza con una scala di significati
fino al cielo. E' eterea e spirituale. E' legno nel cuore. Attesa
d'epifania sbrigata ogni giorno; trasparente crescita. Nel 1994
con il mio amico E.R. Schlesinger allestii a Laurino una mostra
dove egli espose anche una crocifissione. Quello è stato
uno stimolo a continuare a dipingere quadri a carattere religioso.
Penso che ogni tratto della storia di Gesù può essere
posto in relazione all'identificazione di una crescita, fino al
concepimento di un mondo basato sulla comprensione ed il perdono
ma chiuso in una gerarchia di valori essenziali al pensiero dell'uomo
moderno. La parabola sintesi ed estrinsecazione del dramma universale.
Il mistero altare delle debolezze umane, della felicità esuberante
dell'essere fanciullo, della forza intrinseca, della parola essenziale
al mistero delle cose. Il felice esuberante entusiasmo della gentile
presenza del fanciullo sintesi ed estrinsecazione del mistero. In
un quadro possono confluire le soluzioni del gesto e il tratto meditativo
che si confrontano in una composizione che è vero circuito
di significati che non finiscono mai. Come la realtà.
AMERIGO SCHIAVO
Testo del pittore
Amerigo Schiavo
Della
scultura
La scultura esiste solo per chi intraprende un percorso mentale
intorno, dentro uno spazio "abitato" da una scultura.
La scultura è nel ritmo cosmico ed il suo perno è
in ogni dove. significa che perseguendo un valore in forme avremo
un complesso scultoreo che distaccandosi dal resto lo usa a suo
piacimento. Nulla è stato detto o fatto senza che una forza
esterna abbia spinto in quel senso.
AMERIGO SCHIAVO
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