La pittura di Salvatore Russo

Testo del critico d'arte Livio Garbuglia

La concezione dell’artista per cui ogni essere od oggetto è un attore nel teatro del mondo.

Nell’opera pittorica di Salvatore Russo il clima è quello di un’istantanea metafisica colta nel mezzo di un’azione, con tutti i moti e le pose sospese delle figure; per dare al percorso della visione una temporalità propria e prolungata, indicando sequenze, accelerazioni, soste, interruzioni, diversioni sia in superficie che in profondità, assegnando agli eventi un carattere di penetrante emozione fantastica e umana.
Quasi ritrovando la scoperta primeva del rapporto puro di corpo e spazio concretato dalla forma-idea, Russo ha cancellato ogni limite definito, e col segnare la sola proiezione del corpo d’arte, ha conferito alla composizione figurale una presentazione veemente come un’apparizione e insieme ha stabilito un appiombo architettonico di una saldezza intensamente comunicativa nel descrivere gli eventi quotidiani degli individui.
Le opere di Russo partecipano ad una sorta di ricerca di fusione ambientale, nella quale il dato di esperienza si trasformi totalmente in immagine di visione interiore o stilistica, affermando insieme la concezione costante dell’artista per cui ogni essere od oggetto è un attore nel “teatro del mondo,”ed ognuno deve conservare, nell’investimento artistico, la sua identità in una serie corale di “ritratti” che formano una costellazione infinitamente animata.
L’incisività della condotta cromatica, nella fantastica sinfonia di base dei colori e nel pennelleggiare ondoso, fluido, determinato, improvviso di animazioni e di scatti, non altera la monumentalità ariosa e vitale all’ordine del rapporto vita-destino ideale,così ottenuta della composizione, che esalta il personaggio-mito, al quale è stato conservato il carattere, in una rivendicazione fortemente comunicativa improntata al rapporto mito- evento-storia.
La pittura di Russo è ben fusa e riuscita, per la densità atmosferica animata di bagliori crepuscolari diffusi, per la leggerezza lievitante dei corpi fasciati da un pulviscolo-memoria, riflesso nelle pose istantanee delle figure.

Livio Garbuglia


Testo del critico d'arte Luigi Tallarico

"L'interesse che ci comunicano le recenti opere di Salvatore Russo è da attribuire alla sua concezione di uno spazio evocativo e comunque al particolare tipo di struttura linguistica, usata per tale realizzazione. Egli, infatti, tende a testimoniare l'oggettiva (anche materica) esperienza delle cose, degli eventi, dei miti, non per la loro referenza, ma per la funzione monitoria a cui affidare i simboli ricompattati unitariamente. Un "ricordo" cioè rievocato e riportato, nonostante l'allontanamento temporale e/o l'estraneamento di alcuni di essi, nel contesto scenico rappresentativo"

Luigi Tallarico