| La
pittura di Patrizia Ricca
NOTE
CRITICHE Patrizia Ricca
L'opera di Patrizia Ricca dai pregnanti valori tattili, dimostra
un pregio stilistico nella conduzione della linea moderna, spiegata
secondo un ordine gotico e nella campitura di una raffinata materia.
I contenuti-simboli emersi dalle forme da una tradizione che è
passata e si è ritrovata nel modo di poco fa: classicità
non classicismo
Prof. Luigi Tallarico
Arte che strugge ed emoziona quella proposta da Patrizia Ricca,
opere intense espresse attraverso immagini che sorgono dall'intrinseco
vigoroso dell'artista. Opere rappresentative di stati d'animo ed
inquietudini che sorgono dal profondo dell'umano.
Patrizia Ricca è profondamente immedesimata nelle sue composizioni,
l'osservatore è soggiogato dalla bellezza delle immagini
proposte, si sente simbolicamente calato in esse, come se in quel
simulacro espresso attraverso la grammatica pittorica di Patrizia
possa indiscutibilmente trovare una parte di se stesso straordinariamente
apportata alla tela.
Opere che abbondano di simbolismi ed originalità artistica,
fortemente suggestive, il percorso espressivo è articolato
e vibrante in una pittura generosa, animata dall'interesse dell'artista
per gli stati d'animo che si possono riscontrare nella natura umana.
Intuitiva delle emozionalità profonde dell'animo, Patrizia
Ricca sa apportarle alle tele con grande padronanza di mezzi e indubbie
capacità pittoriche, lei sa "muoversi" sulla tela
come fosse il suo naturale spazio di vita, Patrizia vive ed opera
nelle sue composizioni, ella è indissolubilmente unite ad
esse.
L'arte di Patrizia segna l'anima dell'osservatore, sa arrivare ad
essa attraverso canali emozionali non percorribili da tutti. Essere
artisti è ammaliare, coinvolgere, fare della tua arte un'arte
in cui metti te stesso e le tue emozioni, un'arte ove ci si può
e si deve immedesimarsi e riconoscersi, è trovare una parte
di se stessi in qualcosa che altri hanno saputo rappresentare, ed
è questo che accade al cospetto delle opere di Patrizia Ricca,
si trova in esse qualcosa che ci appartiene, quel qualcosa che non
sappiamo esprimere e che l'animo sensibile dell'artista ha saputo
cogliere riportandolo con talento alla composizione.
Le opere di Patrizia seguono uno sviluppo preciso, apparentemente
sembra nascano da una ricerca sperimentale, ma hanno una solida
radice nella competenza pittorico/espressiva dell'artista, ella
arricchisce le sue figurazioni di cromatismi perfettamente bilanciati
ed equilibrati; Patrizia presta grande attenzione alla scelta dei
colori, essi devono essere il naturale complemento dell'opera, devono
unirsi all'ispirazione che ha dato movimento alla sua mano affinché
ne scaturisse il tratto sinuoso e sicuro che va a posarsi sulla
tela che accoglie tutti i sentimenti, le sensazioni, i palpiti e
le percezioni che hanno alimentato il suo bisogno di essere pittrice
di stati emozionali.
Patrizia Ricca è profonda conoscitrice del suo animo, e solo
chi conosce tanto bene il suo animo può rappresentare con
tanta enfasi pittorica i sentimenti che hanno sede nell'intrinseco
proprio della natura umana.
Dott.ssa Sandra Mirto
Dialogo-confronto
di due civiltà (antica, contemporanea).
Alla ricerca d’una bellezza sublime, inattingibile.
Forse è proprio in questi nostri tempi postmoderni, forse
adesso si può apprezzare la pittura di Patrizia Ricca. L’età
delle avanguardie è finita, e con essa sembra finita la minaccia
di non essere, ogni giorno, alla page. E’ finito il tempo
della spoglia semplicità della linea, dei volumi essenziali:
Patrizia Ricca, ha idee da difendere; slanci interiori da manifestare;
misteri da svelare. Si potenzia per gareggiare coi fantasmi dei
greci e dei romani antichi, alla ricerca d’una bellezza sublime,
inattingibile. Una trama di embrionali analogie tende a concentrare
nella sua arte il carattere di forma culturale letteraria e figurativa
nella quale viene ad esprimersi una soggettività profonda,
una potenza dell’immaginazione creatrice ed evocatrice.
Patrizia Ricca sembra ostinarsi a voler salvare la bellezza in
un sublime eterno dialogo-confronto di due civiltà (antica
e contemporanea); anzi il sogno d’una bellezza mai vista in
natura, senza riscontri visibili, e possibile solo in una eletta
fantasia, nella sfera intangibile della fantasia e dell’arte.
La mancanza di fede nei “valori rassicuranti” della
contemporaneità genera nella pittrice una crisi che dalla
sfera eminentemente artistica arriva a mettere in dubbio il senso
dello stesso esistere odierno come individui. Intellettuale esente
da pregiudizi culturali Ricca cerca in ogni direzione suggerimenti
(Maniera cinquecentesca, Masaccio) senza lasciarsi irretire da modelli
assunti a dogmi.
La compostezza e l’intima solennità di tanti ritratti
(donne, statue raffiguranti personaggi femminili) sono trasformate
in attestati di superiorità sociale ed intellettuale allo
stesso tempo. La pittrice, non cerca conforto ai propri turbamenti
nell’etica; il suo temperamento è portato a risolvere,
la questione destino-individuo-civiltà in un dialogo a tu
per tu col presente, il passato. Ricca avverte qualche cosa in più
rispetto alla presenza coscienza-essere-arte: la sensazione del
Tempo che va in cerca dei corpi per impadronirsene e che è
patrimonio della nevrosi moderna, figlia del nichilismo attuale.
La caducità delle cose umane è sentita come crruzione
biologica inesorabile che interessa ogni aspetto del quotidiano.
Ma la bianca statua sembra ancora accantonare il sentimento della
melanconia, sfiorando appena lo sconforto dovuto all’accorgersi
dell’avvicendamento tempo-destino-civiltà, mentre la
bellezza emanante dai volti femminili, evoca la nostalgia dell’alto
grado di conoscenza e di coscienza, fondamento del genere umano.
Livio Garbuglia
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