| La pittura di Reveylant
Tecnica
Questi lavori di grafica, sono
eseguiti con la tecnica del Puntinismo, tecnica pittorica nata in
Francia con Georges Seurat e nota in Italia come Divisionismo.
Il Divisionismo è un movimento pittorico degli ultimi decenni
del XIX secolo, dove il colore non viene mescolato, impastato sulla
tavolozza, ma depositato sulla tela, cartoncino o tavola a piccoli
puntini, lineette, virgole o cerchietti.
Ed è a questo movimento che io mi ispiro.
L’esecuzione delle mie opere risulta lunghissima, perché
dopo un minuzioso e particolareggiato disegno di base a matita,
procedo applicando il colore punteggiando il cartoncino con un pennino
d’acciaio intinto in terre o colori naturali, diluiti su una
tavolozza per acquerello.
Le terre e i colori naturali arrivano direttamente da paesi del
nord Africa, dove mi sono recato sia per lavoro che per turismo.
Per eseguire un’opera di quelle più grandi (cm 50 x
30) ci vogliono circa 130-140 ore e per le misure minori (cm 20
x 30) servono circa 35-40 ore di lavoro.
Di conseguenza le mie opere sono pezzi unici, con soggetti originali
e non sono riproducibili.
REVEYLANT
Testo
di Paolo Rizzi
“Reveylant è un
friulano che dimostra, come d’altra parte molti friulani,
una sua pazienza e una sua tenacia, un suo scavo in profondità.
Questi quadri sono fatti tutti di puntini, e già questo ci
riempie di meraviglia perché noi tendiamo quasi ad entrare
con gli occhi nel loro interno; questi elementi sono composti da
circa 600.000 punti, eppure in questa frammentazione dell’esperienza,
in questa polverizzazione degli aspetti formali della pittura si
rileva una unità, l’unità del clima, dell’atmosfera,
del sentimento che circola attorno a questi quadri.
Sono paesaggi, alberi, sono elementi naturali visti con semplicità,
senza “arzigogoli” e senza sofisticazioni, ma quello
che conta è che l’artista riesce ad imprimere il suo
sentimento lirico e la sua trasfigurazione del mondo entrando in
queste cose. Egli vi entra in maniera lenticolare, pulviscolare,
cercando di aprirsi il suo varco in questa miriade di puntini per
esprimere se stesso, la sua natura e la sua sensibilità che
evidentemente è una sensibilità molto sottesa, quasi
sensitiva.
Questa vibrazione che si vede non è soltanto fisiologica
della materia che si muove, atomica pulviscolare, ma è anche
una vibrazione dello spirito, del suo animo, cioè un captare
sensibilmente e sensitivamente il suo senso grandioso della natura
e del mistero”.
Venezia, 1992.
“REVEYLANT ama la natura e lo si vede, ed è chiaro
come non può non esserlo! Ama la natura e la rappresenta
con questi disegni che in realtà potrebbero sembrare delle
acqueforti, delle incisioni, invece sono dei disegni: sottili, raffinati,
toccati con dei puntini sottilissimi che evidentemente richiedono
all’artista un tempo enorme, un lungo tempo, un lunghissimo
tempo, come se l’artista diventasse quasi un antico alchimista
chiuso nel suo gabinetto di mistero e cercasse di scartare all’interno
della forma per trasformarla in un’altra.
E questi paesaggi si trasformano di per sé. Guardateli bene
attentamente: sono la trasfigurazione che un artista ha fatto della
realtà, sono la riappropriazione di un mondo, di una realtà,
di una immagine che magari noi vediamo in ogni momento ma che sembra
quasi sfuggirci, mentre lui riesce a raccoglierla, a fermarla e
a rappresentarla in un modo pacificato, sublimato che è nello
stesso tempo analitico, come la stesura tecnica di questi disegni,
ma anche sintetico, perché attraverso la sintesi egli mira
ad una essenzialità che è anche un fatto puramente
spirituale.
Udine, 1992.
PAOLO
RIZZI
Testo della Dott.ssa Gabriella
Niero
“Ho conosciuto e imparato a stimare Reveylant per la scelta
stilistica che ha fatto, perché al di là di quella
che è la scelta o figurativa o astratta di un’artista,
qui c’è veramente un grossissimo lavoro a livello mentale,
tecnico e di realizzazione, un lavoro che dura mesi, quindi non
si può parlare di una pittura d’istinto o immediata,
perché c’è già un progetto alla base.
È interessante notare che Reveylant riesce a riprendere alcuni
connotati tipici del divisionismo, cioè riesce a carpire
quella che era la regola scientifica di cento anni fa, a scomporre
in migliaia di particelle di colore quelle che sono le tonalità,
per poi ricomporle con il pennino sulla carta.
A livello tecnico il processo è molto raffinato, perché
innanzi tutto si parte dalla conoscenza approfondita del mezzo usato,
cioè le terre, con tutta una serie di gamma di colori che
cambiano il loro variare anche quando sono a contatto con la carta,
o per come sono messi accanto ad altri colori, quindi Reveylant
deve approfondire molto quella che è la singola tonalità
per vedere poi nell’assieme quali sono le reazioni delle diverse
sfumature, o delle diverse lucentezze, per cui bisogna avere una
conoscenza di base già prestabilita.
Come dicevo prima tutta quella che è poi l’immagine
finale è già praticamente proiettata nella sua mente,
perché questo tipo di realizzazione grafica, questa sovrapposizione
di particelle di colore, non permette ripensamenti, quindi ci vuole
una tecnica particolarmente sicura, ed una mano sicura, con anche
una sorta di delicatezza nel mezzo tecnico, che poi è il
pennino. Questo vuol dire che non si può andare per tentativi,
ma bisogna già sapere quale sarà quel tipo di ombra
o di luce, che va poi a rendere quella che è la caratteristica
di Reveylant, che è la fuga prospettica. Nei suoi lavori
c’è spessissimo o la strada o il sentiero che va letto
come un aspetto simbolico, perché c’è una strada
che porta lontano, un percorso, ma al di là di questo segna
proprio il livello prospettico dell’ immagine, per cui c’è
l’idea di una finestra vera e propria aperta sulla parete
che ti dà la sensazione di entrare nel bosco, nella vegetazione
fitta.
Un’altra particolarità è il discorso che richiede
questo tipo di realizzazione, che è profondamente “intimista”,
un po’ come i monaci nei conventi che coniano le miniature,
perché ci vuole un particolare raccoglimento, sia mentale
che sentimentale; bisogna cioè procedere con una concentrazione
assoluta su quello che si fa, non si può certamente parlare
di una grafica-pittura istintiva o di immediatezza o impressionista,
anche se poi l’idea è quella impressionista dell’aria,
dell’atmosfera, della luce….però la realizzazione
non è di questo tipo.
Quindi posso dire che, secondo me, qui ci troviamo benissimo in
una condizione grafico-pittorica che unisce benissimo, in maniera
equilibrata, le due componenti dell’artista, cioè il
lato mentale, intellettuale della ricerca e quello sentimentale,
perché la sua idea dell’arte è quella di dare
pace, tranquillità, di rendere sereno l’osservatore,
anche quando vengono affrontati temi diversi. I frammenti di colore
non sono altro che le parole di una poesia, piccole particelle di
tonalità date con il cuore, che alla fine ci danno un componimento
lirico, di grande effetto e di grande maestria.
Mestre (Venezia), 1998.
DOTT.SSA
GABRIELLA NIERO
Testo
della Dott.ssa Lucia Majer
“È autore di paesaggi
realizzati con una pazienza ed una cura meticolosa verso il particolare,
indice di una natura riflessiva e di uno spirito incline alla meditazione
e all’analisi. I volti della natura che Reveylant ritrae si
offrono allo sguardo attraverso una sfaccettatura di particolari
variati secondo un’indagine lenticolare che porta a evidenziare
il dato oggettivo nei suoi volumi e nella sua forma.
Attraverso una pittura stesa in punta di pennello, con una tecnica
puntinista, l’immagine presenta un’armonia d’insieme
fatta di lenti e graduali trapassi chiaroscurali che sbalzano i
volumi facendo risaltare le forme. Reveylant ama giocare con gli
effetti di luce riuscendo a dare un’anima ai suoi paesaggi,
morbidi e delicati come il soffio di un respiro.
Treviso, 2004.
DOTT.SSA
LUCIA MAJER
Testo
del Cav. Orfango Campigli
“Le immagini emergono da"wn
sapiente e raffinato lavoro grafico, i nostri occhi si sono posati
con la gioia del cuore rer godere la bellezza creativa, incantevoli
paesaggi dove il protagonista è l’albero, stupende
nature morte, suggestivi luoghi abitativi immersi tra giorno e notte
tra ombre e luci.
È una pittura, quella di Reveylant, che rende leggibile un
messaggio ghe nasce$spontaneo dal suo stato d’animo, dalla
sua sensibilità. Interessante è la tecnica usata dal
pittore che si richiama al divisionismo, anzi meglio, al puntinismo.
L’artista Reveylant avendo come base di partenza il disegno,
accosta innumerevoli punti di colore!gino a formare l’immagine.
In questo modo coglie dal vero la luce che cambia su ogni soggetto
o elemento. Coglie la profondità e altro. È un lavoro
veramente certosino che Reveylant compie con grande serietà,
con passione e studio.
CAV.
ORFANGO CAMPIGLI
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