Veronese, Venere e Adone, 1570-80, cm 212x191, Madrid, Museo del
Prado
Una
tavolozza luminosa e iridescente per un fulgente classicismo mediterraneo.
Le masse plastiche vengono precisate in una limpidità atmosferica
Paolo Veronese (Paolo Caliari), Verona 1528-Venezia 1588.
Il Veronese fu il rivale in un certo senso antitetico del Tintoretto.
Alla drammaticità di cupo luminismo di quest’ultimo,
contrappone un fulgente classicismo mediterraneo, un accento sereno
e dovizioso di alta casta. Invece che fondersi come di solito nel
tonalismo veneto le masse plastiche in lui vengono precisate in
una limpidità atmosferica, e accostate in apparenti contrasti,
ottenendo però, mediante l’uso delle tinte complementari,
l’effetto della maggiore luminosità. Egli pare poi
rispecchiare nella sua arte i fasti della Repubblica veneta nel
Cinquecento.
Veronese, La Sacra Famiglia con Barbara, olio su tela,
cm 86x122, Firenze, Galleria degli Uffizi
Sacra Famiglia
Nella bellissima Sacra Famiglia con Santa Barbara (opera piuttosto
tarda) ritroviano l’opulenza serena, nelle forme ampie e ricche
di soluzioni pittoriche, nel colore addensato e caldo; mentre la
nobiltà delle figure non manca, pur nella serenità,
di una sottile vena lirica e meditativa, che si accentuò
soprattutto nell’ultimo periodo del pittore.
Veronese, Trionfo di Venezia, 1583, tela, Venezia,
Palazzo Ducale, Sala del maggior Consiglio
Veronese, Trionfo di Venezia, particolare, 1583, tela,
Venezia, Palazzo Ducale, Sala del Maggior Consiglio
L’Apoteosi di Venezia
Nell’Apoteosi di Venezia il Veronese ritrae allegoricamente
Venezia in chiave ironica. La città è una donna in
vesti ducali seduta tra le nuvole, tra un gruppetto di dei olimpici.
Veronese, La Giustiniani-Barbaro al balcone, 1560-61,
affresco, Maser, Treviso, Villa Barbaro-Volpi, Sala dell'Olimpo
Gli affreschi di Villa Barbaro.
La trasparenza dei colori e il nitore della luce
Gli affreschi della villa,opera di Paolo Veronese, realizzati quasi
certamente nel 1559-60, si integrano bene con le architetture del
Palladio, e sono dei capolavori del pittore. Solo tre anni prima
nel 1556, decorando la Biblioteca Marciana con tre tondi, ottenne
giudizi assai favorevoli e ricevette in premio una collana d’oro
dalle mani di Tiziano. Il ciclo di affreschi eseguito da Veronese
nella villa costruita dal Palladio per i fratelli Marcantonio ed
Daniele Barbaro è uno dei momenti culminanti della produzione
di Veronese e dell’intera pittura rinascimentale. La luminosa
struttura architettonica di Palladio consente a Veronese di lavorare
in spazi ampi e in ambienti disposti secondo una logica articolazione.
I temi degli affreschi seguono un complesso programma iconografico
(probabilmente dettato dai fratelli Barbaro), ma Veronese ha saputo
trasformare ogni allegoria, anche la più astrusa, in figure
tangibili, credibili. Negli affreschi scherzi ottici e trompe-l’oeil
si mescolano a grandiose figure maschili e femminili. La trasparenza
dei colori e il nitore della luce di Veronese trovano qui un apice
altissimo, che verrà assiduamente ricercato dai maestri del
Settecento veneto, in particolare da Ricci e da Tiepolo. Le figure
femminili, sono quasi sempre immagini di una florida, piena appagante
bellezza.
LIVIO GARBUGLIA
Veronese, Giunone versa i suoi doni
su.., 1553, cm 365x147, Venezia, Palazzo Ducale, Sala Consiglio
dei 10, soffitto
Veronese, Giunone che adotta Ercole,
1576-84, cm206x161, New York, Metropolitan Museum
Veronese, La Giustizia, 1551, affresco
portato su tela, cm 200x100, Castelfranco, Duomo, Sagrestia
Veronese, La dialettica, 1575-77, cm
150x220, affresco, soffitto, Ve, Palazzo Ducale, Sala del
Collegio
Veronese, L'adorazione dei Magi, 1575-80,
cm 320x234, part., Vicenza, Chiesa di Santa Corona
Veronese, Madonna tra una martire e
S.Pietro, 1560 c., cm 115x100, Vicenza, Museo Civico
Veronese, Ritrovamento
di Mosè, 1570-80, cm 50x53, Madrid, Museo del Prado
Veronese, La cena
in casa di Levi, 1573, cm 555x1280, part. Venezia, Gallerie
dell'Accademia
Veronese, Ritratto
di gentildonna, 1560 c., cm 119x103, Parigi, Museo del Louvre