Tiziano, Amor Sacro e l'Amor Profano, tela, cm 118x279, Roma, Galleria
Borghese
La
forza cromatica entro la luce tonale. La forza opulenta e la trionfale
intensità coloristica
Tiziano Vecellio, Pieve di Cadore (Belluno) 1488/90-Venezia 1576.
Un diverso genere di classicismo che quello dell’Italia Centrale
(fondato soprattutto sul “disegno”) viene raggiunto
nell’area veneta grazie al genio di Tiziano, dalla lunghissima
operosità e della fama internazionale. Allievo dei Bellini
e poi coinvolto nella bottega di Giorgione, Tiziano si differenzierà
progressivamente da quest’ultimo per un maggiore calore compositivo
e coloristico, per una sicurezza più impetuosa e una più
appassionata e istintiva eloquenza. Mentre Giorgione è un
romantico, Tiziano ha la robustezza di un classico.
Tiziano, Assunta, 1516-18, tavola, Venezia S. Maria Gloriosa de'
Frari
L’Assunta. La venustà
di Raffaello, la terribilità di Michelangelo, la verità
del colore
Con l’Assunta dei Frari (1518, tavola, S. Maria Gloriosa
de’ Frari) il maestro di Pieve di Cadore trapassa ad un monumentalismo
emulo di quello romano, ma fondato oltre che su grandiose impalcature
e su movimentate declamazioni, sulla forza cromatica entro la luce
tonale. L’enorme pala collocata sull’altare maggiore
della gotica basilica francescana sancisce la piena conquista della
supremazia sull’arte veneziana da parte di Tiziano. La grande
opera segnò una tappa importante per Venezia: l’apparizione
delle grandi figure di tipica consuetudine michelangiolesca.
Tiziano, La Venere di Urbino, tela, cm 119x165, Firenze, Galleria
degli Uffizi
La Venere di Urbino. Serena sensualità
La Venere, detta di Urbino, per la sua provenienza, fu dipinta
nel 1538 per il duca di Urbino Guidobaldo II ed è uno dei
capolavori della maturità di Tiziano. Nella sua franca sensualità,
il nudo femminile disteso domina il primo piano del dipinto, risaltandone
le carni dorate al contrasto con i bianco lenzuolo e la tenda verde
di fondo; così come alla nota accesa dei fiori tenuti in
mano dalla giovane, corrisponde il rosso dei cuscini. Ma a destra
di apre lo sfondo della camera movimentato dalle vivide figure di
due ancelle intente a cercare abiti nei cassoni; ed al di là
di una finestra aperta la luce de cielo serotino e il soffio dell’aria
esterna immettono un più ampio respiro dell’ambiente.
Così il dipinto si equilibra dal raccolto calore di alcova
del lato sinistro, alla profondità spaziale e all’atmosfera
più sottile del lato destro; e per questa varietà
si accresce il fascino dell’immagine, di una trionfante ma
non oppressiva anzi serena sensualità.
Grande ritrattista
Grande ritrattista, Tiziano raffigurò tra l’altro
nel 1536-37 i due duchi di Urbino, Francesco Maria della Rovere
ed Eleonora Gonzaga; seppure in questa occasione con una certa compostezza
aulica che frenò le due doti migliori.
Tiziano, Ritratto di giovane donna (Flora), 1515, olio su tela,
cm 79x63, Firenze, Galleria degli Uffizi
Flora. Impronta giorgionesca e trionfale,
intensità coloristica
Databile sul termine della prima fase di Tiziano, circa il 1515,
la Flora è una celebre opera che mantiene ancora l’impronta
giorgionesca, tra romantica e sensuosa; ma con una larghezza più
opulenta della forma, ed una sua più trionfale intensità
coloristica, da cui già risult la diversa personalità
del Vecellio.
Tiziano, Autoritratto, cm 86x65, Madrid, Museo del Prado
Autoritratto di Berlino. La prestanza
di un grande
L’Autoritratto di Berlino risale al 1562, se davvero può
identificarsi col dipinto osservato dal Vasari nello studio dell’artista,
nel 1566. E’ un’opera sorprendente, confrontabile solo
con gli ultimi autoritratti di Rembrandt. Nell’Autoritratto
di Tiziano però non regnano l’amarezza o la rabbia
di invecchiare: è invece l’affermazione di autorità
di un uomo che non soltanto non si arrende, ma si attribuisce la
prestanza di un grande. La grossa catena d’oro regalo di Carlo
V, ricorda che siamo in presenza di un cavaliere dell’Impero,
ma non è più che un particolare disciolto nello sfavillio
della casacca chiara.
LIVIO GARBUGLIA
Tiziano, Allocuzione di Alfonso d'Avalos,
1540-41, tela, cm 223x165, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Baccanale (gli Andrii), tela,
cm 175 x193, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Carlo V a cavallo, 1548, tela,
cm 332x279, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Cavaliere di Malta, tela,
cm 122x101, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Concerto campestre, Parigi,
Louvre
Tiziano, Danae, 1553, part., tela cm
129x180, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Danae,
tela, 1545, Napoli, Museo di Capodimonte
Tiziano, Danae,
tela, cm 128x178, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Diana e
Atteone, tela, Edimburgo, National Gallery of Scotland
Tiziano, La Deposizione,
tela, cm 351x389, Venezia, Gallerie dell'Accademia
Tiziano, La Madonna
del coniglio, tela, cm 100x142, Parigi, Museo del Louvre
Tiziano, La Madonna
tra S.Antonio e Rocco, tela, cm 63x92, Madrid, Museo del
Prado
Tiziano, L'Annunciazione, cm 410x240,
Venezia, Chiesa di San Salvatore
Tiziano, L'incoronazione di spine, tela,
cm 140x140, particolare, Monaco, Althe Pinakothek
Tiziano, Ritratto del doge Francesco
Venier, tela, cm 113x99, Castagnola, Lugano, Fondaz. Schloss
Rohoncz
Tiziano, Ritratto di gentiluomo, tela,
cm 133x82, Londra, National Gallery
Tiziano, Salomè con la testa
del Battista, tela, cm 90x72, Roma, Galleria Doria Pamphilj
Tiziano, Santa margherita e il drago,
1565 c., tela, cm 242x182, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Venere benda Amore, tela, cm
118x185, Roma, Galleria Borghese
Tiziano, Venere con musico, 1550 c.,
tela, cm 136x220, Madrid, Museo del Prado
Tiziano, Venere e Adone, 1553, tela,
cm 186x207, Madrid, Museo del Prado