Paolo Uccello, Diluvio Universale, particolare,
affresco, 1450,
Firenze, Chiostro Verde, Santa Maria Novella
Incanto
prospettico e fantasia gotica. Il fascino eroico e cavalleresco
Paolo Uccello (Paolo di Dono), Firenze
1397-1475.
La nuova disciplina della prospettiva ebbe un fanatico a Firenze
specialmente in Paolo Uccello, che vi si applicò con una
dedizione quasi maniaca, testimoniata dalle tracce biografiche,
dalla pittura, da certi disegni di indicibile, strenua applicazione.
Temperamento per il resto piuttosto antinaturalistico, astratto,
legato anzi a residui della fantasia gotica Paolo Uccello, proprio
nell’incanto prospettico, trovò però la strada
dell’espressione di una sua arte ancora oggi altamente suggestiva
e di gusto modernissimo, che ha fatto parlare per lui di precorrimento
del Cubismo o della Pittura Metafisica.
Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, particolare, tempera su
tavola, cm 182 x 323,
1456 c., Firenze, Galleria degli Uffizi
Battaglia di San Romano
La Battaglia di San Romano, soggetto della
tavola degli Uffizi, fu vinta nel 1432 dai fiorentini contro senesi
e truppe dei Visconti; e fu dipinta da Paolo Uccello in tre episodi
(un altro è al Louvre e altro alla National Gallery di Londra),
probabilmente nel 1456-57 quando per conto dei Medici fu celebrato
il condottiero Niccolò da Tolentino, che aveva comandato
le schiere di Firenze. In effetti i tre dipinti compariscono nel
XV secolo nel palazzo mediceo di via Larga, posti in alto nella
camera di Piero de’ Medici e poi di Lorenzo il Magnifico;
e nel 1598, perdutasi la memoria del preciso fatto raffigurato,
sono citate semplicemente come giostre antiche. Poi finirono nel
guardaroba del Granduca, dove si trovano ancora nel 1784; ma vendute
perché probabilmente incomprese nel loro altissimo valore,
nel secolo seguente due di esse finirono all’estero. Si trattava
invece forse del più maturo capolavoro di Paolo Uccello,
dove l’applicazione prospettica continua (si vedano le lance
spezzate a terra che segnano le convergenti in profondità),
gli scorci insistiti e audaci (nei cavalli o nei cavalieri abbattuti),
il gusto delle forme ridotte alla loro pura volumetricità
(i combattenti corazzati, come automi! Le palizzate di lance, i
cimieri fantastici, gli archi, ecc.) creano un clima astratto ed
intensamente suggestivo, alla scena di combattimento; che si svolge
davanti ad uno sfondo collinoso, pure geometrizzato ma animato da
figurine di soldati e animali in corsa.
LIVIO GARBUGLIA
Paolo Uccello, Battaglia di San Romano, tempera su tavola, cm
180 x 316,
1456 c., Parigi, Museo del Louvre