Parmigianino, Ritratto di giovane donna (L'Antea), tela,
1524-27, Napoli, Museo Naz. di Capodimonte
Caposcuola
del Manierismo emiliano
Parmigianino (Francesco Mazzola), Parma 1503-Casalmaggiore 1540.
Caposcuola del Manierismo emiliano, il Parmigianino parte dal Correggio
ma innestandovi l’esperienza di Raffaello, e certe influenze
senesi del Beccafumi (altro manierista toscano), né ignorando
le circolanti stampe tedesche. A Roma poi tra il 1525-1527 studierà
Michelangelo ed avrà contatti con Rosso Fiorentino. Nella
Madonna di San Zaccaria agli Uffizi, constatiamo la distanza ormai
raggiunta da Correggio, nell’atmosfera, non più intimistica
ma da sortilegio, del paesaggio popolato da rovine romane; nei ritmi
non più dolci ma serpentini delle figure cesellate; nell’atmosfera
serotina e inquieta, animata da foschi bagliori. Ma la Madonna dal
collo lungo cui attese per sei anni dal 1538 fino alla morte, lasciandola
non interamente compiuta è un’opera ancora più
emblematica della luminare ricerca di questo maestro, parallela
a quella dei suoi grandi colleghi toscani, anche se diversamente
strutturata. All’aristocratica figura della Vergine, iperbolicamente
allungata, corrispondono le colonne dello sfondo, l’anfora
recata dall’angelo, dietro cui si stringono in gruppi alcuni
compagni, in un denso intarsio di teste. Si tratta di un capolavoro
riassuntivo della pittura del Parmigianino e della chiave per intendere
la sua interpretazione del Manierismo: sofisticata e flessuosa eleganza
delle figure, fino ai limiti della verosimiglianza anatomica e membra
innaturalmente allungate. Siamo così dinanzi ad una immagine
di estrema ricercatezza, tipicamente manierista nella sua mira,
ad una inaudita bellezza, di un senso certo più profano e
intellettualistico che religioso e spontaneo. Inquietanti presenze
e misteriosi simboli dànno alla scena un valore distante
e riservato.
LIVIO GARBUGLIA
Parmigianino, Madonna col bambino e angeli (collo lungo), olio
su legno, cm 216x132,
1534-40, Firenze, Galleria degli Uffizi
Parmigianino, Visione di San Girolamo, tavola, 1526-27, Londra,
National Gallery