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Testo del critico d'arte LIVIO GARBUGLIA

MASACCIO


Masaccio, Il pagamento del tributo, particolare, affresco, 1425,
Firenze, Cappella Brancacci, Santa Maria del Carmine

La ricerca di una nuova energia plastica. L’avvento della nuova civiltà pittorica dell’Umanesimo. Lo sviluppo della scienza prospettica

Masaccio (Tommaso di Giovanni Cassai), S. Giovanni Valdarno 1401-Roma 1428.
Nel 1424 in coppia con Masolino, Masaccio affronta il ciclo di affreschi della cappella Brancacci nella chiesa di Santa Maria del Carmine, a Firenze. Le scene dedicate alla vita e ai miracoli di San Pietro, segnano l’avvento della nuova civiltà pittorica dell’umanesimo, attraverso lo sviluppo della scienza prospettica. Nella veduta d’insieme della parete sinistra della cappella Brancacci, nella scena più famosa, affrescata da Masaccio, Cristo indica a San Pietro come procurarsi la moneta per pagare le tasse. Masaccio ha concentrato tutta la tensione espressiva nel grandioso gruppo di personaggi, con gesti eloquenti ed espressioni ferme che esaltano la statuarietà solenne delle figure.

Masaccio, Trinità, affresco, 1426-28,
Firenze, Santa Maria Novella
Masaccio, Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso, affresco,
1424-25, Firenze, Cappella Brancacci, Santa Maria del Carmine


Trinità: l’insegnamento di Brunelleschi

Uno degli elementi fondamentali della nuova pittura quattrocentesca sarà la prospettiva, intesa come precisa costruzione geometrica in cui le forme si subordinano alla loro collocazione spaziale. Brunelleschi, il grande architetto rinnovatore, insegnerà la prospettiva a Masaccio, intervenendo forse direttamente in quella complessa e di grande esattezza, della Trinità affrescata da Masaccio in Santa Maria Novella.


La prospettiva

La prospettiva comporta una complessa casistica, non soltanto geometrica ma formale, quale la prospettiva aerea per le vedute a distanza e quindi sfumate dall’atmosfera; il rapporto proporzionale tra figure e sfondi architettonici o aperti; il degradare delle forme in successiva distanza; lo “scorcio”, cioè la rappresentazione abbreviata degli oggetti collocati entro la profondità. Essa suggerisce inoltre la sintesi e l’analisi geometrica dei corpi. Applicata anche nel Rinascimento nordico, la prospettiva sarà tuttavia sentita, come elemento strutturale determinante, soprattutto dagli italiani: da Masaccio allo steso mistico Angelico, da Paolo Uccello a Andrea del Castagno e Domenico Veneziano, da Piero della Francesca al Mantegna a Melozzo, ai veneti, da Antonello da Messina al Perugino e al Signorelli. In questi maestri la prospettiva, con le sue rigorose leggi costruttive, varrà quasi come una rivelazione della architettura ideale secondo cui è foggiato il mondo della visione e delle forme: e sarà forza potenziante gli stessi elementi umanistici configurati, secondo quell’aspirazione all’identità scienza-arte che caratterizzò questa epoca.

LIVIO GARBUGLIA


Masaccio, Trittico di San Giovenale, tempera su tavola, 1422,
Cascia di Reggello (FI), Pieve di San Pietro.
   
Masaccio, Crocifissione, tempera su tavola, 1425-26,
Napoli, Museo di Capodimonte
Masaccio, Madonna in trono, tempera su tavola,
1426-27, Londra, National Gallery

 

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