Simone Martini, Maestà, affresco,
1317, Siena, Palazzo del Comune
L'eleganza
e lo slancio idealistico del gotico
Simone Martini,
Siena 1284 c.-Avignone 1344.
L’Annunciazione ora negli Uffizi a Firenze (firmata
e datata 1333) proviene da una cappella nel duomo di Siena, dunque
proprio dal cuore del centro rivale di Firenze. E questo eccezionale
capolavoro può essere emblematico della squisita “poesia”
senese, rispetto alla solida “prosa” fiorentina. Una
calligrafia dotata di tutta l’eleganza e di tutto lo slancio
idealistico del Gotico più tipico, disegna le due longilinee
e aristocratiche figure, con una continuità di tensione che
va dallo svolazzare del manto dell’angelo, fino all’arcuarsi
della Vergine ritrosa sul seggio. Il vaso con gli splendidi gigli,
al centro, serve di raccordo nella pausa tra i due personaggi. La
plasticità è sottomessa al linearismo, le dorature
immettono in quanto figurato la stessa preziosa sostanza dell’ampio
fondo aureo. Senza esserne troppo costretta, la rappresentazione
segue il ritmo ternario suggerito dal trittico che la incornicia.
Amico del Petrarca, Simone Martini condivide col poeta di Laura
il possesso di capacità estreme di armonia e suggestività
linguistiche: e ad Avignone, dove finirà la sua avventura
terrena, contribuirà decisamente a determinare il preziosismo
di quel “Gotico Internazionale”, che dominerà
per un ampio periodo negli ambienti più aulici d’Europa.
LIVIO
GARBUGLIA
Simone Martini, Annunciazione con i Santi
Ansano e Margherita,
tempera su legno, cm 265 X 205, Firenze, Galleria degli Uffizi
Simone Martini, San Ludovico di Tolosa
incorona Roberto d'Angiò,
tavola, 1317, Napoli, Museo di Capodimonte