|

Testo del
critico d'arte LIVIO GARBUGLIA
GIORGIONE

Giorgione, I tre filosofi, tela, 1500 c., Vienna, Kunsthistorisches
Museum
La
pittura tonale. Il rapporto tra pittura e natura con la resa della
luce e dell’atmosfera. Il sentimento romantico
Giorgione, Castelfranco Veneto (TV) 1477/78-Venezia 1510.
In Giorgione si ha uno sviluppo della pittura tonale, che assorbe
anche la scoperta leonardesca dello sfumato, ed un approfondimento
poetico del messaggio pittorico, che esplora significati misteriosi
e densi, con affinità al mondo musicale. Nelle due tavole
degli Uffizi con il Giudizio di Salomone, e Mosè alla prova
del fuoco giovanili, la collaborazione interviene nelle figure (specialmente
nel Giudizio di Salomone); ma autografi sono gli ampi e profondi
paesaggi, quasi dominati rispetto ai personaggi umani. Il ritratto
di guerriero con scudiero, detto il Gattamelata, e di una bella
impaginatura, con la natura morta dei pezzi di armatura in primo
piano, il dipinto risulta di una qualità pittorica alquanto
alta e di un sentimento romantico, che lo collegano strettamente
al mondo giorgionesco.

Giorgione, Ritratto di giovane donna, Laura, Vienna, Kunsthistorisches
La Giuditta
Nella Giuditta (1503) il tramonto sullo sfondo consente a Giorgione
di sperimentare gli effetti prodotti dalla luce radente, una tappa
importante per la conquista per la tecnica del “tonalismo”.

Giorgione, Adorazione dei pastori, tavola, 1504 c., Washington,
National Gallery
L’adorazione
dei pastori
Nell’adorazione dei pastori (1504 c.) le figure sono raccolte
in un angolo del dipinto, per lasciare il massimo spazio possibile
al paesaggio, che non è più semplicemente uno sfondo,
ma partecipa in modo diretto al soggetto, grazie alla sottile definizione
atmosferica di ogni particolare.

Giorgione, La Tempesta, olio su tela, 1506 c., Venezia, Galleria
dell'Accademia
La tempesta
Il paesaggio naturalistico ritorna protagonista indiscusso nella
Tempesta (1506 c.). Per la architettura sullo sfondo e per i ricchi
vegetali Giorgione trova in questa sua famosa opera un ricco e sfumato
impasto cromatico. Il dettaglio degli alberi consente di apprezzare
la fine tessitura luministica che dà al dipinto conservato
a Venezia, alle Gallerie dell’Accademia una inedita suggestione.

Giorgione, Venere dormiente, di Dresda, tela, 1510 c., Dresda, Gemaldegalerie
La Venere
di Dresda
Il corpo della Venere di Dresda (1510) nuda sembra seguire la morbida
serenità delle linee delle colline, distendendosi nel quieto
chiarore del paesaggio: il corpo d’arte sembra un segno destinato
dell’atteggiamento contemplativo spesso dimostrato dal cavaliere
di Castelfranco Veneto nei confronti della bellezza, della natura,
del destino degli umani. Notiamo nell’opera la sottile trama
della luce atmosferica, la quieta e agile penombra, lo spazio quietamente
illuminato corrisponde alla tipica vena di intimismo che va alla
figura romantica rappresentata da Giorgione.

Giorgione, Guerriero con scudiero, particolare, Firenze, Galleria
degli Uffizi
Assorbimento
del disegno nel colore stesso
La grandezza di Giorgine sta proprio nella sorprendente capacità
di fondere non solo le componenti figurative del quadro, le parti
che compongono l’impianto, ma anche i colori; fino ad una
sparizione, quasi ad un assorbimento del disegno nel colore stesso.
|