Duccio di Buoninsegna, Maestà,
tempera su tavola, cm 214 x 426, particolare,
Siena, Museo dell'Opera del Duomo
I
primi segni della civiltà gotica
Duccio di Buoninsegna,
Siena 1260 c.-1318.
Con Duccio prende avvio l’epoca d’oro della scuola senese,
interprete della pittura bizantina, che contende alla Firenze di
Giotto la supremazia politica e artistica all’inizio del Trecento.
Nella Maestà (Rucellai) del senese Duccio
lo schema ritorna simile a Cimabue, ma rivissuto secondo una sognante
squisitezza, che rimarrà alla scuola di Siena. Il trono è
più nervosamente sottile che in Cimabue, gli angeli inginocchiati
si librano nell’aura paradisiaca; un bordo dorato serpeggiante
disegna il manto della Vergine, che sorregge un bambino più
tenero e sciolto. Mentre a prima vista i suoi dipinti sono ben radicati
nella tradizione orientale, è possibile ravvisare i primi
segni della civiltà gotica, tanto da influenzare gli esordi
di Simone Martini e dei Lorenzetti.
LIVIO
GARBUGLIA
Duccio di Buoninsegna,
Maestà, retro, Deposizione dalla Croce, tempera su
tavola, 1308-11,
Siena, Museo dell’Opera del Duomo
Duccio di Buoninsegna,
Storie di Maria, vetrata,
1287-88 c., Siena, Duomo
Duccio di Buoninsegna,
Madonna in Maestà (Madonna Rucellai), 1285, tempera
su tavola, cm 450x290,
Firenze, Galleria degli Uffizi
Duccio di Buoninsegna,
Maestà, retro, Cristo davanti ad Hanna ed il diniego
di Pietro,
tempera su tavola, 1308-11,
Siena, Museo dell’Opera del Duomo