Beato Angelico, Annunciazione, tempera su tavola,
1435 c.,
San Giovanni Valdarno, Santuario Santa Maria delle Grazie
Scienza
prospettica, limpidi colori e sentimenti
di lirica poesia
Beato Angelico (fra’ Giovanni
da Fiesole), Vicchio di Mugello 1395 c.-Roma 1455.
L’eredità di Masaccio viene sviluppata nel Quattrocento
fiorentino, in una varietà di indirizzi dovuta alle singole
personalità dei principali maestri e alle diverse istanze
culturali e poetiche, che nel corso del tempo coesistono o si succedono.
Uno dei primi scolari di Masaccio è indubbiamente l’Angelico;
anche se le sue condizioni di religioso convinto, la sua fervida
aspirazione ad una sorta di predicazione per immagini, il suo legame
ininterrotto con la tradizione mistica espressa nel Trecento, ne
fanno più un modernista - come è stato detto - che
un artista veramente moderno. Ma senza Masaccio non si sarebbe data
la concretezza anche se celestiale delle figure, e degli ambienti
dell’Angelico; il suo luminismo diurno, la sicura struttura
spaziale delle sue figurazioni. Come avviene nel dipinto Incoronazione
della Vergine, - databile al 1435 c. da Santa Maria Nuova e
conservato oggi agli Uffizi – notiamo come pur nel fulgore
paradisiaco del fondo aereo, i santi e gli angeli si dispongano
in una grande profondità; e quale chiarezza li caratterizzi
nella loro tipologia devota, nel loro prezioso cromatismo.
LIVIO GARBUGLIA
Beato Angelico, Madonna delle Ombre,
affresco, 1450 c., Firenze, Convento di San Marco
Beato Angelico, Pala di Annalena, tempera
su tavola, 1434, Firenze, Convento di San Marco
Beato Angelico, Trasfigurazione, affresco,
1439-42, Firenze, Convento di San Marco
Beato Angelico, Incoronazione, tempera su legno, cm 114x113,
1435,
Firenze, Galleria degli Uffizi