| La pittura di Patrizia
Ottaviani
Testo del critico d'arte
Livio
Garbuglia
Una testimonianza
della sacralità della vitaUNA TESTIMONIANZA DELLA SACRALITA'
DELLA VITA
Nella pittura di Patrizia Ottaviani vi è una considerazione
unica e oggettiva attorno alla quale ruota la ricerca interiore
della pittrice. Il carattere dell’arte, è nello spirito
che vi spira al di dentro. Tutto è reale e tutto è
vero ciò che veramente vive nello spirito dell’artista.
Per la Ottaviani l’istinto estetico non è assolutamente
una liberazione da noi stessi, ma solo una liberazione dai nostri
istinti e dalle nostre abitudini peggiori, è una conferma
della parte migliore di noi stessi, una conferma della nostra segreta
fede nello spirito umano. Per la pittrice l’arte è
l’immagine di un sentimento memore, nel testimoniare la sacralità
della vita che si è innalzato a contemplazione universale.
Ogni vera rappresentazione artistica è sé stessa e
l’universo, nella verità umana solidale.
La pittura della Ottaviani celebra la ricchezza dorata e la luminosità
crepuscolare della pasta cromatica, per la immediatezza con cui
la pennellata traduce rapidamente e compiutamente sulle tele e sulle
tavole il fantasma interiore dell’artista. Ottima è
la composizione, asimmetrica, mobile, che forma spazi liberi nei
quali i corpi sono collocati con corrispondenze ritmico-compositive,
ma insieme in posizioni semoventi ed instabili, quasi precarie nello
sfiorare il suolo-atmosfera con un passo-movenza come di danza ripreso
dai gesti, contro un’apertura vertiginosa di spazio-cielo
reso contrastato dal rapporto luce-oscurità.
L’impostazione prospettica, per cui la scena è colta
da un punto di vista anticonvenzionale e totalizzante nell’economia
della lettura dell’opera, dà un senso di leggera vertigine
proprio per la riconoscenza del senso dell’umano. La sontuosità
decorativa delle opere pittoriche, la intelaiatura prospettico-illusionistica,
la ricchezza cromatica, esigono il ritmo armonioso delle figure,
legate in ampie cadenze curvilinee, che rendono la spiritualità
ecumenica e dirompente della Ottaviani, inquieta del suo tempo.
Gli amanti si volgono rapidi colorandosi di blu o di rosso. Alla
presenza della meravigliosa creatura l’amato prova la sensazione
d’essere avvolto subitamente in un etere apparso, in un’aura
vibrante che pare isolarlo dall’atmosfera comune e quasi rapirlo.
I corpi appaiono nel silenzio ritmico, facendosi accompagnare dalla
musica e dalla danza alla soglia del mondo visibile, rischiarano
i fondi più segreti della volontà che li produce.
La loro intima essenza è là, scoperta e messa in comunione
immediata con lo spettatore. Vivono una suprema ora di fiamma e
di bellezza, prima che ogni fascino sia svanito, prima che ogni
grazia dimenticata dal tempo. La figura femminile sente la bellezza
dei suoi propri occhi, la sofferenza del pianeta, la forza dei suoi
capelli piegati dalla tempesta, tutta la potenza dei ritmi e degli
impeti di un’anima terrestre.
LIVIO GARBUGLIA
|