ARTISTI A. Ancillai, D. Calvelli, P. Cento
LUOGO Torretta Valadier, Ponte Milvio – Roma
PATROCINIO XX Municipio
INAUGURAZIONE Sabato 7 gennaio 2006, ore 18.00 Concerto JAZZ Ceccarelli - Allulli
DURATA dal sabato 7 gennaio al mercoledì 11 gennaio 2006, orario 11.00 – 20.00
Pamela Cento ci stupisce ancora presentandoci “Il Mondo Perduto”, ultima e originale ricerca artistica sulle immagini che prosegue quella strada che intraprese a Napoli nel ’98 quando, nel prestigioso Istituto per gli Studi Filosofici, il Senatore e Professore di Filosofia Morale Aldo Masullo tenne una conferenza sulla sua opera di videoarte “Close-up”, accompagnata dalla performance-video “W l’Italia” dove la Cento, semplicemente scrivendo sullo schermo televisivo, che mandava immagini, la frase che coincide con il titolo, ci proponeva l’ Italia che risentiva dello strascico di mani pulite e piangeva per la morte di Diana Spencer, sovvertendo il senso delle immagini stesse, in un gioco di sensi che faceva davvero riflettere creando forti suggestioni emozionali. Questa volta non c’è più il televisore, ma una cornice barocca che racchiude il disegno di un bambino, dove tutti gli elementi, dalla casa blu al Sole che sorride, ci portano in un viaggio a ritroso, in quegli stati d’animo dell’infanzia dove la realtà è pura e senza filtri, realtà immaginata di un bambino che, adesso, è contrapposta a immagini statiche, (quelle che continuamente la carta stampata ci propone), videoproiettate sulla tela stessa. Immagini molteplici che diventano arte associandosi allo stesso spazio e al medesimo disegno forte della sua serializzazione. Non è assolutamente un discorso sull’infanzia negata, quanto un discorso sulla realtà negata; la Cento ha oggi, più di ieri, l’esigenza assoluta di circumnavigare attorno e dentro i fatti drammatici che stanno sconvolgendo il mondo: la violenza, l’inquinamento, l’assenza di comunicazione diretta, il potere economico in mano di pochi, il potere politico e di informazione che non rappresenta il popolo…Discorsi concreti creati con immagini in bianco e nero sempre più virtuali che, confondendosi con il disegno dal tratto semplice e colorato, creano straniamento trascinandoci nei meandri delle nostre speranze violate; sbattendoci, come contro un muro, davanti alla necessità e all’evidenza di combattere per recuperare ciò che è stato perso. La Cento, come in tutte le sue opere, non dà giudizi morali sulle questioni che tratta con le sue opere asciutte ed essenziali, ma lascia che l’interpretazione, ed eventuali giudizi, vengano direttamente dal fruitore dell’opera: l’artista propone molteplici guide di lettura e non giudizi o conclusioni di discorsi, questo è ciò che spetta al fruitore, con la sua “regia”. Anche questa volta, la Cento ci regala Arte di forma e contenuto di altissimo livello.
Roberto Ronca
(Centro Arti Visive Area 51, curatore Biennale delle Arti Visive dell’Unità di Italia, (www.area51gallery.com)
I reperti multimediali di Pamela Cento sono testimonianze delle icone mediatiche contemporanee, dialogano e hanno viva voce, richiamando il proliferante universo delle comunicazioni quotidiane: icone sintomatiche d’una continua interferenza o travaso tra l’implosiva sfera del privato e l’assediante “vita moderna”. La visione simultanea dei telecomunicatori e delle telecatastrofi, per un unico ambiente conferma una sorta di eroismo spazio-tempo segnato dalla dominante di un assillo per larghi confini civiltà-mass-media e riflesse profondità all’ordine di una “uno mystica et psichica”: che vogliono e possono contenere i muti drammi della decadenza delle cose, e quelli silenziosi, per i rumori attutiti dalle distanze esistenza-creazione-individuo. La serie di opere d’arte-mediatica-liberativa di Pamela Cento, dà la misura di una fantasia che l’artista sa controllare, in una visione dominata, ordine rapporto ragione-passione-libero volere, grandi energie erompenti, in contrasto o convulse, che si colgono in seguito, nell’armonia del corpo d’arte, nei rapporti che ci sono tra la volontà creatrice e il risultato. L’opera della Cento è immagine composta e impositiva, aspira a delineare la fondamentale situazione-misura-creazione dell’essere umano nell’universo inclusione-esclusione, alla quale i flussi arte-media-essere dell’involucro creazione-individuo danno una virtuale espansione misura-essere-esistenza-attuale. Livio Garbuglia
BIOGRAFIA
Pamela Cento, vive a Roma, si occupa da anni di arte sperimentale e utilizza per le sue opere tutti i linguaggi, dalla videoarte alla pittura, dal teatro alla performance, dalla fotografia alla poesia.
Ha fatto numerose esposizioni tra cui ricordiamo:
Galleria d’arte “Italarte” di Pino Purificato (Roma), Galleria “Gard” (Roma), Galleria “Centro Studi ‘70” (Napoli), Teatro Ateneo (Roma), “Museo nazionale di arte moderna” (Roma), “Salone internazionale del Mobile” – (Milano), “Festival Teatino” (Isole Tremiti), Teatro “Colosseo” (Roma), “Teatro Ateneo” – Università La Sapienza (Roma), “Palazzo Baleani” – Università La Sapienza (Roma),
Sulla sua opera sono stati fatti seminari presso:
“Istituto per gli studi filosofici” Palazzo di Cassano (Napoli)
“Università degli Studi La Sapienza” presso il Teatro Ateneo, cattedra di Lettere e Storia del Teatro, e presso Palazzo Baleani.