La scultura di Belisario Mancini
Unità e polivalenze
Ciò che in pittura Belisario Mancini ottiene, e comunica in emozioni e racconto, è una somma di esperienze: l’artista genialmente e inventivamente operante tramite il plexiglas, l’attenzione agli equilibri che gli vengono dalla sua mente di nobiltà artigiana, e l’insieme di una personalità sperimentale, quale è la sua. Personaggio, quindi complesso per la sua composizione che porta il realismo, base della sua ispirazione, a trasformarsi in ideale bellezza. Belisario trasferisce la limpida e insieme solida natura di scultore in una pittura che proprio della scultura mantiene risultati ottici, come la vibrazione del colore che quasi si alza dalla tela, meglio si innalza. Tale tensione verso l’alto, con immissione in un clima di serenità in una natura modernamente inquieta, viene trasferita sul quadro però capovolgendo il concetto verticale della scultura in una narrazione del paesaggio nella sua orizzontalità. Belisario Mancini va analizzato, approfondendo come vuole e merita il discorso sul pittore, guardando all’interezza della sua personalità che nella pittura trova un felice vertice per misurarsi nella pittura contemporanea, tormentata alla ricerca di forme e materie. E’ una situazione che Belisario Mancini vive, tra l’astrazione del suo scolpire suggerita dal materiale della sua scultura ed il realismo al limite del neoromantico della sua vocazione di pittore.
Una scultura di Mancini donata al comune di Serrone
Serrone - “Belisario Mancini prosegue un sogno di bellezza, ma opponendosi d’istinto alle facili seduzione dell’estetismo, escludendo le bellurie indolori della “maniera” a favore di una sofferta ed insieme beatificante assunzione del bello Poetico” . Così è stato scritto su questo artista, in una presentazione ad una mostra romana del ’900 dell’ altra sera nel corso della quale è statad donata una suggestiva scultura in plexiglas al Comune di Serrone, ricevuta dal Sindaco Maurizio Proietto. Belisario Mancini, già premiato a Serrone con “ Il Rocca D’Oro” 2003 è uno scultore che recentemente è stato accreditato anche presso l’Ambasciata Americana; ha sulle spalle tantissimi riconoscimenti e ha esposto in tutto il mondo. E’ uno scultore schivo, molto serio nel realizzare le suo opere, tutte in plexiglas, unico al mondo, che modella con le sue mani. Un’arte contemporanea, che certamente non è facile subito da capire, e che invece ha molto, molto da dire e da esprimere... Belisario Mancini, si avvicina all’ arte di plexiglas lavorando presso una ditta che realizza, tra l’altro, complementi d’arredo per importantissimi musei. Però lo scultore è approdato a questa nuova tecnica dopo una più che ventennale attività di pittore. In mezzo all’arte Bellisario si è maturato ed è cresciuto, grazie alla madre musicista e sensibile pittrice. Negli anni difficili della guerra e dell’immediato dopoguerra Bellisario ha continuato a dipingere, prima in ambito figurativo, poi sempre più con cipiglio materico fino a realizzare pittorilievi. Ama l’arte antica e moderna . Numerosi sono stati i critici ed i giornalisti che si sono occupati di lui e, altrettanto, numerosi sono i suoi lavori esposti nelle diverse gallerie, anche in Vaticano dove ha lavorato. «Io oggi mi sono subito ritrovato bene qui perché ho avuto un’accoglienza più che famigliare», ha detto l’artista . «Accettiamo il dono molto volentieri, soprattutto dalla persona da cui viene sia per il valore simbolica e materiale che ha. Lo terremo nella debita considerazione» ha risposto il sindaco. Subito dopo è seguito con i presenti un dibattito sull’arte moderna. Belisario Mancini, ha promesso che farà un’altra scultura per il premio “Rocca D’oro” edizione 2004.
Giancarlo Flavi - Cronache Cittadine |