La pittura di Bertina Lopes

Ho visto mostre di Bertina, ho sfogliato i suoi cataloghi.
La cosa che colpisce di più è la sua ricchezza espressiva, assente da ogni banalità: una diversità che testimonia la sua grande padronanza della tecnica.
Descrivere la sua arte non è facile e si deve ricorrere all'aggettivo "bertinese", l'unico che può descrivere tanta ricchezza di tecniche e di modi espressivi.
Inoltre lei ha anche la forza di rappresentare un paese giovane come il Mozambico.
Si tratta di una donna che proviene da lì, che è conosciuta nel mondo e che ama Roma e la nostra Italia.
E anche adesso, che è più Italiana che Mozambicana, resta nel cuore di quella terra meravigliosa che è il Mozambico.
Una terra amica dell'Italia e di cui l'Italia porta l'orgoglio di aver contribuito al processo di pace in quel paese.

Finalmente dopo tanti anni di guerra.
L'Italia e il Mozambico sono veramente paesi amici, anche grazie al lavoro di tante persone, di artisti come Bertina Lopes, degli amici della comunità di Sant'Egidio e del nostro governo.
Io stesso ho avuto il piacere di incontrare spesso rappresentanti del Mozambico.
Bertina è cittadina Italiana e Mozambicana.
E' una grande artista.

ON. FRANCESCO RUTELLI
Ministro per i Beni Culturali


La passione civile ed estetica di Bertina Lopes

Bertina Lopes è stata festeggiata, circa quattro anni fa, da una mostra veramente bella che si tenne al Palazzo della Cancelleria in Roma col titolo Frammenti di lontane e in quella occasione tutta sua vicenda, umana e artistica, è stata ripercorsa con dovizia di particolari e con grande coinvolgimento emotivo. È emersa chiara l’immagine di una donna e di una artista che ha posto al centro della sua storia una passione totale che è insieme civile e estetica, politica e generosamente volta verso un’idea di universale pacificazione e solidarietà. Elementi, tutti questi, che rendono il suo messaggio forte e sincero, conferendo al insieme delle produzione un significato che va sovente anche oltre l’intrinseco contenuto della singola opera per assurgere a monito universale.

Basta meditare sui titoli che l’artista conferisce ai suoi dipinti e alle sue sculture. Sono essi stessi, già di per sé, una sorta di narrazione favolosa in cui si mescolano principi morali e ricordi di popolare saggezza. Racconta la sua vita Bertina Lopes, ed è come se si rivolgesse a un pubblico di eterni giovani che siano in grado di aderire spontaneamente alla stupefazione promanante dalla narrazione di chi ha visto le cose del mondo restando sempre immune dal contagio del male e del dolore, pur avendolo sperimentato più degli altri e avendone subito dure conseguenze. Eppure la forza dell’arte di Bertina Lopes è proprio qui, in questa attitudine, che grandi critici e semplici fruitori del le hanno ampiamente riconosciuto, a pensare l’arte come immagine che tutto riscatta e tutto sublima, pur senza mai nascondere nulla della cruda realtà ma accettandola per quella che è, un’inesauribile spinta verso la creazione e, in conseguenza, verso l’uscita dal quotidiano per attingere un livello superiore di consapevolezza e di conoscenza.

Nell’ opera di Bertina Lopes, sembra quasi che siano chiamati a una grande adunata spunti provenienti da mondi diversi e lontani ma unificati da un punto in comune, quello di essere generati dalle forze elementari della Natura e del Sentimento, per si ha come l’impressione di vedere, nel libero evolversi delle forme dell’artista, echi remotissimi di culture apparentemente estranee l’una all’altra. Si comprende come in Bertina Lopes premano le esperienze coltissimi di Ricasso o di Klee, accanto alle forme totemiche che circolano in tante antiche civiltà, agli scemi mentali delle civiltà aborigene, alle suggestioni visive depositate nel mondo portoghese da cui la pittrice proviene accanto al sedimento di tradizioni e persino oggetti della sua terra di origine:il Mozambico. Non esistono nel suo immaginario livelli “colti” e livelli “popolari” ma esiste un unico che scatena una sorta di turbino delle forme di volta in volta evocanti realtà ben note all’autrice o scaturenti soltanto da una specie di esaltazione mentale sfociante in immagine del tutto fantastiche. Queste, sovente, proiettano l’osservatore verso una metafisica appassionata dove appaiono mondi lontani dalla realtà del quotidiano e che fanno pensare a nuove e inattese esperienze.

I grandi temi di Bertina Lopes sono quelli della Pace e della Libertà, inseguiti nella esperienza quotidiana e nel più lontano e in conoscibile al di là. Sono più di quaranta anni che l’autrice opera nel nostro Paese e ha saputo viverci da par suo in una continua ansia intellettuale e sentimentale, senza mai deviare da quel principio di intendere l’arte come militanza e impegno che l’ha portata ad avvertire lo spirito di un popolo intero come fosse quello di un individuo singolo. L’Africa, nella sua opera, “respira”, soffre, geme. Continuamente minacciata lotta, si difende e rivendica per sé il diritto a una esistenza piena e felice.Dai volti sbalorditi e solenni che l’autrice fissò nel suo primo periodo alle Cosmogonie che sempre più hanno invaso il suo spazio creativo cìè una commovente continuità, di stile e di intenti.

È singolare proprio l’evoluzione stilistica di Bertina Lopes se si pensa che ci troviamo di fronte a un’artista che ha avuto innumerevoli e proficui contatti, forti e generosi sostegni e, tuttavia, dal punto di vista stilistico, non sembra avere debiti verso nessuno, tanto personale e sicuro è il suo universo espressivo. Altri artisti hanno avuto in sé le tensioni morali e intellettuali di Bertina Lopes ma il mondo di formulare questi pensieri è rimasto in lei del tutto originale e autonomo. La sua arte, presa tutta insieme, è come una “ballata” che ripercorre, di tapa in tapa, un lungo cammino di emancipazione, di gioia e di tormento, tanto che emblematico appare uno dei titoli più suggestivi elaborati dall’autrice: La vita è un’eruzione vulcanica. È il titolo che potrebbe forse essere applicato a tutto il suo lavoro che è stato giustamente paragonato, da acuti esegeti, a una sorta di “grido” che attraversando l’Africa e lottando per l’indipendenza e la libertà del suo Paese arriva ai cielo.

CLAUDIO STRINATI