Premi: 8 marzo
2009
Sara Zanin, giovane gallerista premiata
dall'Associazione Amici dell'Arte Moderna
in occasione di 'Arte: sostantivo femminile'
un impegno di vita

Achille Bonito Oliva e Sara Zanin con il 'Premio Arte:
sostantivo femminile' (Courtesy Sara Zanin)
Z2O –
Galleria Sara Zanin
Via dei Querceti, 6 – Roma
M.P.Michiel.
La prestigiosa Associazione Amici dell'Arte Moderna (A3M)
che ha come presidente il nipote-artista di Palma Bucarelli,
Angelo, in collaborazione con la Galleria Nazionale d'Arte
Moderna ovvero Maria Vittoria Marini Clarelli ti hanno omaggiato,
il giorno dell'8 marzo, quale giovane gallerista tra “le
donne che hanno fatto dell'arte un impegno di vita al di là
di ogni pregiudizio” accostandoti a nomi acclarati del
mondo dell'arte. Secondo te perché ti hanno scelta?
Sara Zanin.
E' una bella domanda perché, sinceramente, anch'io
sono rimasta sorpresa da questo omaggio, proprio non me l'aspettavo.
Mi hanno chiamata due settimane prima dandomi questa meravigliosa
notizia e sono stata ben lieta di accettare di partecipare
a questo evento. La ragione forse sta proprio che ho fatto
dell'arte un senso della vita, un impegno che ho scelto di
seguire e perseguire due anni e mezzo fa mettendo tutta me
stessa. Un impegno totale non solo negli orari di apertura
al pubblico della galleria ma ti cambia la vita tra gli artisti
che devi frequentare, le fiere, tutto ovviamente è
direzionato verso l'arte, anche i viaggi sono orientati dove
ci sono fiere o mostre importanti.
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Nelle
foto: Sara Zanin, Achille Bonito Oliva, Palma
Bucarelli jr., Maria Vittoria Marini Clarelli,
Giosetta Fioroni, Ida Gianelli, Angelo Bucarelli,
Simonetta Lux, Anna Romanello |
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| Foto
© MPMichieletto |
M.P.M.
Conosco in parte il tuo iter formativo: laurea con Simonetta
Lux, specializzazione con Enrico Crispolti, esperienze al
MLAC e al MACRO poi esperienze internazionali, il ritorno
a Roma e l'apertura della galleria Z2O (Zetadueo). Fin'ora
quale è stata la fatica più grande che hai dovuto
affrontare?
Sara Zanin.
E' stata quella di presentare artisti - ovviamente poco conosciuti
- e cercare di dargli un credito. Sono aiutata da collaboratori
e curatori che mi seguono nelle scelte e sono importanti,
però prima c'è il filtro che faccio a monte
e porre un artista, che magari non ha mai esposto in nessun
altra galleria importante, metterlo su una piazza romana e
avere un riscontro positivo dalla critica, dai curatori, dai
collezionisti è un impegno grosso... ma devo dire...
sto riuscendo, in quanto artisti, esposti proprio per la prima
volta in galleria, sono stati invitati per eventi collaterali
della Biennale di Venezia o in altre mostre importanti al
Museo PAN di Napoli o sono stati scelti da altre gallerie
tra virgolette importanti.
M.P.M.
Hai scelto una precisa linea editoriale per gli artisti con
cui collabori cioè 'under 35' questa è una scelta
appunto o un obbligo nel panorama contemporaneo?
Sara Zanin.
Sono 'under 35', anche se un artista, che ho conosciuto quando
era 'under 35', adesso ha sforato l'età però
la mia linea è seguire artisti giovani perché
è quella che io sento più vicina essendo io
del '72. E’ un lavoro che devo sentire prima io, non
solo, ma devo conoscere bene l'artista e instaurare con lui
un rapporto lavorativo, perché se non c'è un
riscontro emotivo forte non è possibile mettere su
un team, un'organizzazione e fare una bella mostra. Quindi
è una linea che ho scelto e che seguo più per
mia scelta personale che non per qualche imposizione esterna
oppure perché c'è una tendenza o regole di mercato.
No, è solo perché per me è più
facile, più bello - quella è la cosa principale
- seguire gli artisti giovani.
M.P.M.
Tra gli artisti della tua galleria almeno la metà
sono di altra nazionalità, che cosa si aspettano questi
artisti nell'esporre in una galleria in una città come
Roma adesso?
Sara Zanin.
Roma sta sempre più al cento dell'attenzione per l'arte
contemporanea questo sia per merito dei due musei, il MACRO
e il MAXXI, che dànno molto lustro alla città
ma anche per merito di Casiraghi e della nuova fiera di Roma
che sta portando diversi collezionisti e molti occhi, anche
dall'estero, che non solo vengono a Roma perché è
una città ovviamente bellissima ma che abbinano l'arte
contemporanea a questa città fino ad ora etichettata
come arte medievale. Poi anche l'apertura di Gagosian a Roma
è un segnale forte del cambiamento della città
verso il contemporaneo, un passo essenziale, il contemporaneo,
un'apertura verso la storia, verso la società, una
chiave essenziale per capire la vita contemporanea, le tendenze
degli artisti che sono anche la nostra psicologia attuale,
con l'arte contemporanea si capisce un po' la vita.
M.P.M.
Qual è infine la tua aspirazione, che cosa pensi
di creare, di produrre insomma qual è come gallerista
la tua aspirazione per il futuro?
Sara Zanin.
La mia aspirazione è vedere i miei artisti
nelle mostre più importanti, nei musei più importanti…
non so andare a Kassel e vedere le opere dei giovani artisti
che ho esposto in galleria, essere orgogliosa di aver esposto
per la prima volta questi artisti. Ovviamente questo me lo
auguro... però pian piano vedo che le cose stanno accadendo...
M.P.M.
...sono sicura che riuscirai visti fin qui i risultati...
Sara Zanin.
...ci vuole tantissima determinazione, fatica e devo
dire che l'entusiasmo è la forza principale... il motore
che porta avanti tutto e spero che mi faccia perseguire questo
obiettivo.
M.P.
Michiel 
Roma, 8 marzo 2009
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