Inaugurazioni:
16 aprile 2009
Claudio Verna: saturazione e potenza luminosa
del colore
il codice che governa il mio lavoro

Claudio
Verna
Galleria EMMEOTTO
via Margutta, 8 – Roma
Galleria Ricerca d'Arte
via Giulia, 180 - Roma
fino al 14 maggio 2009
M.P.Michiel.
Una mostra dove il colore è l'unico protagonista?
Claudio Verna.
Il colore è il protagonista assoluto, lavoro soltanto
sulla potenza luminosa del colore... in realtà non
disegno neanche l'immagine, la figura, la superficie sono
determinate per forza di colore è talmente assoluto
il protagonismo del colore e della luce che mi sembra quasi
di non poter aggiungere altro sul colore.
M.P.M.
Qui mette in mostra dei quadri molto grandi, degli acrilici
invece nell'altra galleria sono di dimensione più piccola...
Claudio Verna.
...ma sono acrilici anche lì in realtà io sono
tornato all'acrilico otto anni fa dopo trent'anni. Ho usato
gli acrilici dal '68 al '72 poi per trent'anni l'olio e ora
son tornato all'acrilico. Con il colore a olio facevo pochi
quadri ma sono incontentabile per cui alla fine ero arrivato
a fare dieci quadri l'anno e veramente non ne potevo più.
Volevo farli con più leggerezza, con più scioltezza,
farne anche qualcuno in più perché l'acrilico
si asciuga prima e mi consente una maggiore velocità
d'esecuzione e di fare qualche quadro in più ma non
per un'esigenza di mercato, proprio per accelerare la ricerca.
Quindi è cambiato completamente in modo di lavorare
perché mentre col colore a olio ogni pennellata lascia
la traccia esatta - quella è e quella rimane - il pigmento
acrilico invece si scioglie con l'acqua, la pennellata scompare
così devo lavorare più sulle marezzature, sulle
velature, sulle sovrapposizioni e non più tanto sul
gesto; rimane fondamentale il codice che governa il mio lavoro
il massimo di saturazione del colore, il massimo di potenza
luminosa.
M.P.M.
Quindi è una “necessità interiore”
non un'esigenza puramente tecnica?
Claudio Verna.
Io mi definisco pittore perché penso di potermi esprimere
solo con il colore. Noi vediamo il mondo attraverso il colore,
il disegno è un'invenzione, noi un albero lo vediamo
perché vediamo dove finisce il colore e vediamo quella
cosa che gli sta dietro ma non è che c'è un
disegno a destra e a sinistra, invece molta pittura moderna
è un disegno colorato. Io non voglio fare un disegno
colorato io voglio disegnare e dipingere con il colore.
M.P.M.
Il colore è un evento che – nella sua complessità
- percepisce solo l'uomo, è tipicamente umano nel senso
che non appartiene solo al pittore cioè appartiene
all'essere uman, ecco quando ha avuto la coscienza della percezione
del colore, quando questa peculiare percezione?
Claudio Verna.
La coscienza è venuta lavorando, nel corso degli anni
mi sono reso conto sempre di più che mi interessava
focalizzare il motivo del colore quindi è una cosa
che è venuta lentamente, ma l'inizio non è stato
così. Da ragazzo sono andato - per caso - a vedere
la mostra di un pittore nel retrobottega di un negozio di
mobili e mi sembrò una porta spalancata verso la libertà,
straordinario... niente mi entusiasmava e mi emozionava, vidi
questa mostra e capì che era un mondo straordinario
e meraviglioso, non fu una scelta capì che sarebbe
stata la mia vita, non ebbi alcun dubbio. Tutto il resto,
l'approfondimento, la cultura, la conoscenza, gli incontri
tutto fu una conseguenza naturale di una non-scelta. Mi sono
identificato subito e questo non me lo può togliere
nessuno, il successo, i soldi, niente, è una non-scelta.
Diciamo, come dice Guido Strazza “mi sono sentito vocato”,
mi piace l'idea.
M.P.M.
Come si viene nominato Accademico di San Luca che è
uno dei più alti riconoscimenti nel campo della pittura?
Claudio Verna.
Nell'Accademia di San Luca si viene votati dagli
altri membri, ci sono tre votazioni: prima si viene proposti
dalla classe dei pittori... perché l'Accademia di San
Luca - nessuno forse lo sa - è formata da tre classi
quella dei pittori, degli scultori e degli architetti e possono
essere al massimo 30 per classe e i pittori sono 23. Prima
si viene proposti da qualcuno poi si viene votati dalla classe
dei pittori poi da tutte le classi insieme ci sono quindi
tre votazioni progressive e alla fine si viene votato infine
me l'hanno comunicato e non so neanche chi mi ha proposto
e votato. Mentre l'Accademia dei Lincei dà il Premio
Feltrinelli su proposta di uno scienziato dopo di che una
commissione eletta da loro, in questo caso presieduta da Maurizio
Calvesi, mi hanno dato il premio che danno ogni cinque anni
ai pittori.
M.P.M.
E' nato a Guardiagrele in Abruzzo: c'è un ricordo
pittorico legato al suo paese natale?
Claudio Verna.
Assolutamente nessuno perché ho passato solo
i primi cinque anni e poi sono andato in Umbria dove ho vissuto
l'adolescenza. Io sono abruzzese i miei sono abruzzesi e per
carità... il carattere e tutto proviene da lì
però mi sono formato in Umbria, è l'Umbria la
regione di riferimento per me, la religiosità, la mitezza
dell'Umbria... per esempio passeggiare in mezzo agli ulivi
è una delle cose più emozionanti. C'è
l'orizzonte delle colline, – non è quello del
mare, delle montagne che è un orizzonte limitato –
quello dell'Umbria è un orizzonte molto umano, molto
dolce, con il senso della misura, della grazia – non
del grazioso – anche mediterraneo naturalmente.
M.P.
Michiel 
Roma, 16 aprile 2009
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