Inaugurazioni
Polittico con vasi per “Paintings” di Luca Pignatelli
pittore e corto di Daniele Pignatelli regista

Luca Pignatelli
“Paintings”
Daniele Pignatelli
“Hope1”
Foyer Teatro India
Roma, lgt. dei Papareschi,
8-31 maggio 2007
M.P.Michiel.
Un’occasione unica di vedervi insieme: Luca pittore
e Daniele autore di un cortometraggio. Daniele vuoi parlare
tu della pittura di Luca?
Daniele Pignatelli.
Allora è la seconda volta che metto delle opere di
Luca nei miei film e questo è stato realizzato appositamente
per questo evento. A parte il fatto di essere fratelli i suoi
sono quadri che fanno venire delle idee. Ho usato in questi
due film i supporti dei suoi quadri realizzati su vecchi teloni
di treni-merci degli anni ’40-’50 che hanno quelle
cicatrici, dei tagli, che hanno già una memoria per
dare già un clima, imporre già un clima al film.
In questo caso i quadri sono usati proprio come degli attori.
M.P.M.
Tuttavia la pittura, naturalmente è muta, nel Rinascimento
la parola veniva rappresentata con i cartigli, qui invece
proprio con il suono fisico. Solitamente la tua pittura l’accompagni
con il suono oppure resta una icona, resta l’immagine
pura?
Luca Pignatelli.
La pittura è muta appunto e io credo in questo perché
la pittura per me rappresenta un linguaggio di rappresentazione
simbolica. Mi basta spesso il bianco e nero, ho fatto un libro
in bianco e nero e una mostra quasi in bianco e nero. L’accompagnamento
del film, è un motivo di profondo orgoglio perché
aggiunge qualcosa per… per andare più giù,
nella pancia anche del mio lavoro ma anche del lavoro di mio
fratello. La cosa è reciproca nel senso che è
un modo per leggere diversamente un’opera, è
una forma di testo fatta di immagini in movimento e di suoni.
M.P.M.
Sia le immagini che i suoni rappresentano la guerra…
Luca Pignatelli.
Noi siamo fratelli e da bambini si faceva sempre a botte e
si litigava da mattina a sera e allora abbiamo detto facciamo
una cosa sulla guerra…
M.P.M.
…bellissimo! Però una domanda è indispensabile…
Luca Pignatelli.
…il conflitto, la minaccia che esiste sempre di più,
è sempre stato uno dei temi secondo me quasi…
obbligatori c’è quasi una religiosità
nell’affrontare questa minaccia che incombe sopra i
nostri affetti sopra la nostra esistenza. C’è.
M.P.M.
I vasi riprodotti sono antichi e riproducono scene greche,
etrusche, però ci sono anche scene contemporanee…
Luca Pignatelli.
Sono dei vasi interiorizzati e poi resi più vicini
ad una mia anima profonda, quasi infantile. Vengono fuori
questi disegni infantili, che io faccio da sempre, dove ci
sono queste città minacciate, c’è un fumo
che evoca un incendio, un pericolo o un allarme, in questo
caso il vaso è stato inteso da me come lo schermo di
un cinema antico dove poter mettere, proiettare, immaginare
come un contenitore, una bottiglia d’acqua o di vino.
M.P.M.
E questo è sottolineato dal suono del video…
Daniele Pignatelli.
L’intenzione era, attraverso un piano-sequenza senza
stacchi, di realizzare un film in cui da una guerra in corso
si potesse passare, impercettibilmente, ad una festa paesana.
Il film è raccontato attraverso cinque quadri di Luca
e l’immagine simbolo è quella iniziale che è
un ricognitore, un bombardiere, che sta sorvolando delle montagne
e alla fine del piano-sequenza rimangono solo le montagne
senza bombardiere. Approfitto qui per dire che sia le parole
di Bonito Oliva sulle opere di mio fratello che quelle di
Porro sul film sono riusciti a cogliere un qualcosa di questa
vicinanza anche fraterna, che ci ha molto colpito perché
non sempre si riesce a capirle da solo se non attraverso le
parole di scrittori o poeti viventi.
M.P.M.
L’ultima domanda per Luca, la tua è una “bella
pittura”: è indispensabile all’artista
di oggi saper dipingere?
Luca Pignatelli.
No, assolutamente no, non credo che si debba saper dipingere
o saper disegnare. E’ importante riuscire però
a… ad impressionare sé stessi a rimanere anche
sorpresi da un qualcosa di non perfettamente riuscito, di
non perfettamente esatto, di non accademico, con una serie
come di contraddizioni che vanno contro quella che sarebbe
l’idea della “bella pittura”. Tanto è
vero che qua, questa “bella pittura” è
contaminata in tutti modi, in tutti i sensi, è sporcata.
M.P.M.
Grazie a Luca e Daniele Pignatelli, pittore, regista.
M.P.
Michiel
Roma, 8 maggio 2007
|
|
Lorenza
Trucchi, Paola Argan, Claudia Trenzi, Netta Vespignani
|
| Foto
© MPMichieletto |
NEWS
COLLEGATE:
Comunicato
stampa
|