Newsletter

Inaugurazioni: 7 marzo 2009
Francesco Parisi: "sono quadri di un incisore
non sono quadri di un pittore"

Francesco Parisi
olii, pastelli & incisioni
Galleria Russo
via Alibert, 20 - Roma
7-28 marzo 2009

M.P.Michiel. Esponi olii, pastelli, incisioni, tecniche che necessitano di una padronanza e nello stesso tempo di libertà esecutiva per esprimere quelle energie del talento che innegabilmente possiedi: come sei arrivato al risultato che vediamo in mostra, qual è il tuo percorso formativo?

Francesco Parisi. La mia formazione è avvenuta in modo canonico: Liceo artistico, Accademia di Belle Arti. All'interno di questi canali istituzionali, però, non sempre si trovano punti di riferimento nei docenti, spesso non ci sono professori che rispondano alla tue richieste e domande. Le soluzioni bisogna cercarle anche fuori dall’aula. Con un poco di intelligenza e con la chiara idea di quello che si cerca si possono incontrare personaggi che possono contribuire alla tua formazione e che ti possono instradare, non solo insegnarti a tenere in mano uno strumento.
Piú della tecnica è importante avere una direzione, un indirizzo culturale. E’ da li che si deve partire.
Faccio un esempio: a sedici anni le scelte culturali sono, in linea generale, dettate esclusivamente dal caso, dai libri che scegli in libreria agli artisti che ammiri. In Accademia i docenti ci parlavano, quando andava bene, di Caravaggio, di Rubens o di Michelangelo e in libreria si comprava solo letteratura amena. Ecco perché la maggior parte dei miei colleghi in Accademia ha fatto la tesi su Caravaggio.
Se si riesce a trovare anche una sola persona che ti indichi cose più ricercate o meno viste sei fortunato. Io ho avuto la fortuna di averne incontrate più di una.

M.P.M. ...quindi la tua vera formazione è stata al di fuori della scuola...

Francesco Parisi. ...il liceo e l'accademia li ho frequentati per far piacere ai miei genitori. Come dicevo i maestri bisogna trovarli da soli. E’ una ricerca, come per i libri e le belle letture dove un libro rimanda ad un altro.
Quando i maestri muoiono rimane la biblioteca. Quella è la mia scuola, la mia torre d'avorio, il mio rifugio, li ho tutto quello che mi serve. Non sento il bisogno di avere rapporti con gli altri artisti, non mi serve nessun altra cosa, mi bastano dei libri e un tavolo da lavoro, delle matrici e dei bulini. D'estate vado in provincia di Urbino dove ho una casa antica e dove mi dedico solo all'incisione e alla lettura.

   
   
   
   
   
Foto © MPMichieletto

M.P.M. So che tu eri l'unico studente del corso di xilografia...

Francesco Parisi. L’anticonformismo non c’entra: avevo studiato alcune cose e mi ero appassionato a quella tecnica. Gli altri studenti non erano andati oltre Morandi. Se Caravaggio avesse fatto incisione probabilmente si sarebbero dedicati a lui anche nell’aula di grafica. E’ solo una questione di conoscenza. Si studiano le cose del passato per fuggire da un presente poco interessante e questo ti permette di non confrontarti con i tuoi contemporanei, ti confronti solo con quelli che tu hai reputato i tuoi maestri. Un esempio: da ragazzino andavo alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna per vedere un’opera di Giulio Bargellini, l’autore delle lunette musive dei propilei di sinistra dell'Altare della Patria, che poi fu l'argomento della mia tesi di storia dell'arte. Bargellini fu il maestro di Alberto Zivèri che a sua volta fu il maestro di Duilio Rossoni. Essendo io allievo di Duilio Rossoni avevo trovato in questa linea una continuità, un filo conduttore come fossi in rapporto diretto con lui. Ci può essere un rapporto diretto con Caravaggio? Troppo lontano. Sono piccoli dialoghi, ma sono quelli che mi interessano.

M.P.M. La differenza tra il paesaggio vero e proprio e il paesaggio della carne che sono i soggetti in mostra, ecco cosa stimola il tuo fare arte nella differenza?

Francesco Parisi. Tutta la mia arte è incentrata sull'incisione, compresa la pittura. I miei sono quadri di un incisore, non sono quadri di un pittore.
Nel paesaggio la mano è più libera, non ha dei margini, delle linee che si é obbligati a seguire come nella figura.
Nel paesaggio manca l'elemento letterario, nel nudo invece trasfondo i temi che si ritrovano nella mia opera grafica. Il nudo é l'aspetto palese del mio essere incisore.

M.P.M. Nel centenario del Futurismo - avanguardia delle avanguardie - ormai tutti abbiamo digerito questa rivoluzione ed ora il concetto di avanguardia si è esteso nel sociale e nella politica, tu cosa ne pensi?

Francesco Parisi. Appena posso prendo la macchina, con mia moglie, mio figlio, me ne vado ad Urbino in un casale del Seicento e lì dentro incido e studio. Questo, credo, risponde alla domanda sulla politica, sul sociale e sul mio interesse per le avanguardie.

M.P.M. Sei più interessato alle 'avanguardie' del Cinquecento?

Francesco Parisi. No, non sono un passatista, preferisco solo restare isolato senza avere un dialogo con la contemporaneità, con le avanguardie o le retroguardie. L'unico mio approccio con la contemporaneità, peraltro fastidioso, è andare a fare la spesa al supermercato.

M.P. Michiel
Roma, 7 marzo 2009

NEWS COLLEGATE:

- Comunicato Stampa

- GUARDA IL VIDEO DELL'INAUGURAZIONE

 

Artisti :

Categoria

Ricerca

Rentheart
Vola in tutto il mondo con Air France
Il tuo mondo, un mondo di libri
Inserisci l'email e prenota le tue foto gratis!
Skype: la rivoluzione dei telefoni
In partenza per una mostra? trova l'hotel più conveniente!
Sei flessibile? Scopri il giorno in cui volare e risparmia!
ADSL a partire da
€ 29 + Iva al mese!
Un modo facile ed innovativo per tagliare la bolletta telefonica
Salute e fitness, Stile di vita, Sport, Acquisti
Prestiti personali fino a € 25.000

 

 

© 2005 by Akmé S.r.l. - Marketing & Information Services