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Inaugurazioni: 19 novembre 2009
Soyle Yli-Mäyry: l'arte può essere il ponte
fra diverse nazioni, diversi popoli

Soyle Yli-Mäyry
Tra memoria e sogno

Galleria Il Saggiatore
via Margutta, 83/b – Roma
fino al 3 dicembre 2009

M.P.Michiel. La sua pittura è molto diversa da quello che noi mediterranei siamo abituati a vedere. Fa pensare ad qualcosa di “esotico” è così?

Soyle Yli-Mäyry. E' molto importante quello che mi domandi. Sono quarant'anni che dipingo dopo aver fatto i miei studi a Stoccarda. E' da notare come le persone si  sono staccate dalla natura  -oggi abbiamo il computer, siamo nell'era digitale- però l'arte è importante per capire cosa succede dentro le persone in questo mondo costruito dall'uomo. La visione è importante, è come la musica non servono le parole.  Io vengo da un  paese piccolo come la Finlandia che ha cinque milioni di abitanti, la lingua finlandese è parlata solo là, però, io faccio mostre in 25 paesi e non mi serve la lingua per le persone: perché è importante che vedano quel che faccio. L'arte può essere il ponte fra diverse nazioni, diversi popoli.

   
   
   
 
Foto © MPMichieletto

M.P.M. Qual è la tecnica pittorica, perché vedo dei colori puri non mescolati?

Soyle Yli-Mäyry. Uso la spatola per ottenere un effetto tridimensionale. A volte mi domando perché dopo dieci ore che sono davanti a un quadro e continuo a raschiare con la spatola mi sento sempre molto, molto felice? Perché sono come un'archeologa -dato che siamo a Roma-  perché gli archeologi passano ore e ore a cercare, trovare e pulire i reperti e anche loro sono felici!
Senza colori non c'è la vita ma non ho un colore preferito perché  tutti sono importantissimi per me perché ogni colore ha la sua anima e nei quadri i colori parlano tra loro  sono come le persone e il mio compito, con la spatola,  è tenere ordine tra questi colori. Dico: oggi è la giornata del giallo! Allora il giallo ha possibilità di parlare di esprimersi e gli altri devono stare un po' in disparte.

M.P.M. Questa descrizione mi fa pensare alla filosofia di Rudolf Steiner…

Soyle Yli-Mäyry. sì, amo quella filosofia.

M.P.M. Come è entrato Steiner nella sua vita?

Soyle Yli-Mäyry. Nella scuola che ho frequentato a Stoccarda  perché lui era originario di quella città e lì c'era il suo istituto. E' stata un'esperienza a parte che non si può raccontare in poche parole. Un’esperienza molto importante perché comprende tutta la crescita della persona.

M.P.M. Quindi la sua è una pittura di ricerca del colore…

Soyle Yli-Mäyry. Sono molto intuitiva quando lavoro e lo sono anche i popoli dei paesi dell'Asia infatti i miei lavori sono molto apprezzati per questa intuitività che secondo me in Europa non c'è... noi siamo molto razionali. Il nostro è un compromesso tra la cultura e la intuitività. E questo è il perché faccio moltissime mostre fin dal 1989 in Giappone, Cina, Singapore, Taipei. Però non dobbiamo dimenticare che la mia pittura non ha niente a che fare con il Giappone, è totalmente diversa e tornerei a dire che forse è quella dimensione intuitiva che fa apprezzare i miei quadri.

M.P. Michiel
Roma, 19 novembre 2009

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