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Inaugurazioni: 14 maggio 2009
Antonella Masetti Lucarella per la Komen Italia:
un'occasione straordinaria per un contributo così particolare

Antonella Masetti Lucarella
Galleria EMMEOTTO
via Margutta, 8 – Roma
promossa dalla Susan G. Komen Italia
fino al 6 giugno 2009

M.P.Michiel. Una mostra con ritratti di donne belle per ricordare che la bellezza di una donna è anche la bellezza della sua integrità di persona, chi l'ha contattata per questa mostra e perché?

Antonella Masetti Lucarella. Da sempre dipingo figure femminili e una grande scommessa in questi vent'anni di attività è stata quella di cercare di restituire a qursta figura un suo spessore, una sua identità, cosa che, secondo me, da tempo ci hanno in qualche modo privata. I rotocalchi, un certo tipo di fotografia rimandano un'immagine femminile estremamente patinata, lieve, leggera. Quindi intanto volevo vincere una scommessa con me stessa, dimostrare come una donna possa dipingere delle donne e ci sono delle caratteristiche impalpabili come la sensualità, la seduzione, che sono totalmente diverse se dipinte da una donna. Le donne lo sentono, lo capiscono molto bene. Questo è un discorso razionale a posteriori perché quando dipingo lo faccio d'istinto e credo sia stata questa potenza del mio tipo di dipingere la figura femminile che ha generato un gemellaggio con la fondazione Komen perché quando è nata la fondazione -dieci anni fa in Italia- è stato quasi naturale che loro si rivolgessero ad una artista già nota che lavorasse da sempre sul femminile dove -è ovvio- c'è anche il dolore ma non necessariamente si deve indulgere su questo aspetto. Nel momento in cui io onoro la figura femminile restituendole la sua identità ho creato automaticamente un aggancio con una fondazione che si occupa di una causa così nobile. Per me artista, poi, è un'occasione straordinaria di poter dare un contributo in modo così particolare.

   
   
   
   
 
Foto © MPMichieletto

M.P.M. Allora come riesce l'arte a contrastare proprio quell'aspetto patinato dove alla fine la figura della donna subisce un'aggressione è quasi sbranata dai media...

Antonella Masetti Lucarella. L'arte lo può fare senz'altro purché ci sia di fondo la qualità. Io mi batto molto da figurativa nel difendere la qualità nell'arte pur lasciando intatto il codice stilistico di ogni artista. Ritengo che ogni artista abbia il diritto sacrosanto di esprimersi come gli è più congeniale, figurativo, astratto, concettuale, ma una cosa fondamentale nell'ambito di qualsiasi declinazione stilistica è la qualità e gli interlocutori lo sentono, lo avvertono.

M.P.M. Anche se l'immagine risulta, diciamo, forte allo spettatore?

Antonella Masetti Lucarella. Qui tocchiamo un altro tema che è stato inquinato da certa cultura accademica. Si pensa spesso che la bella arte debba ritrarre belle cose. Non è così, la bella arte è bella arte al di là di ciò che ritrae quindi questo è un binomio fondamentale che spesso nell'arte contemporanea è stato stravolto all'opposto perché sembrava che fosse di tendenza. Sembra, tutt'oggi, che per essere di tendenza si debba necessariamente parlare di un corpo nell'accezione più dolorosa. Le donne artiste spesso fanno questo. Rinnego o per lo meno mi affianco a quel tipo di immagine nel senso che il corpo contiene varie accezioni e posso sicuramente avere il diritto di fare un quadro con una forza emotiva straordinaria...

M.P.M. ...la capostipite di questa tendenza sembra essere stata Frida Khalo...

Antonella Masetti Lucarella. ...esattamente una donna metaforicamente squartata, una figura repellente, perché no, può contenere arte ma per cortesia non negatemi la possibilità di disegnare il corpo negli altri suoi aspetti, che è ancora nostro, nella sua sensualità, nella identità, nella sua pesantezza. C'era una frase meravigliosa di Picasso letta nella sua biografia in cui lui, dopo aver ritratto le donne, chiedeva ai suoi amici “Ma si sente il sudore?”. Allo stesso modo io decido se un ritratto è finito quando ho disegnato un'identità, quando ho la sensazione che questa figura, disegnata dal niente, è diventata una persona, quando ho la sensazione che abbia una sua storia che comunque racconti. Questa è la differenza e in quel momento io ritengo che c'è stato un tentativo serio di fare arte.

M.P.M. Chi sono queste donne sono ritratti di donne vere o sono ispirazioni?

Antonella Masetti Lucarella. Non ci sono assolutamente figure vere, ci sono sicuramente delle ispirazioni perché essendo un'artista figurativa del Tremila ho all'interno molte influenze. Intanto sono italiana, quindi mi porto dietro il Rinascimento nel mio DNA, poi però sento una influenza cinematografica, teatrale, fotografica. Sono ragazze che emergono da qualsiasi ispirazione, una summa di figure immaginarie e di figure familiari introiettate che poi riemergono con l'aspetto di una figura, di una sorta di archetipo femminile perché se le si guardano bene non sono necessariamente ragazze del nostro tempo. Il taglio grafico tradisce la contemporaneità ma non necessariamente le donne perché loro potrebbero essere di un'altra epoca.

M.P. Michiel
Roma, 14 maggio 2009

La Susan G. Komen Breast Cancer Foundation nasce nel 1982 per svolgere un ruolo di primaria importanza nella raccolta e distribuzione di fondi a sostegno della ricerca scientifica sui tumori al seno.
La galleria Emmeotto aderisce alla campagna raccolta fondi promossa dalla Komen Italia devolvendo a questo scopo parte della somma ricavata dalla vendita delle opere in esposizione.

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