Inaugurazioni: 3 dicembre
2009
Enrico Mascelloni per Monumental Africa:
"Altri non conoscono l'occidente e se ne fregano anche"

Monumental Africa
Almighty God, Amédékpémouléou, Mikidadi Bush Seni Camara, Ousmane Ndiaye Dago, John Goba Georges Lilanga, Lonaa, Paa Joe, Richard Onyango Cyprien Tokoudagba, Peter Maurice Wanjau
Galleria EMMEOTTO via Margutta, 8 – Roma
fino al 23 gennaio 2010
M.P.Michiel.
Una mostra su artisti africani contemporanei quasi sconosciuti in Italia se non per alcune mostre nell'attualità e la Biennale 2007 che riservò un padiglione. Monumentale è nel titolo: è una scelta iconologica collegata alla vastità del continente o anche nella preferenza di formato di questi artisti?
Enrico Mascelloni. C'è un aspetto collegato al formato perché molte delle opere in mostra sono in effetti molto grandi come l'Euridice di Almighty God o le grandi foto di Dago però non soltanto per i formati ma per l'intento di opera pubblica da collocare in un contesto che non è l'appartamento o comunque sia l'opera direttamente per il mercato. Tra questi vi sono artisti molto ambiti dal mercato ma in ogni caso le opere nascono con intenzionalità diversa.
M.P.M. Tu sei un critico militante nel senso che viaggi in paesi asiatici o come in questo caso africani ed hai commissiona tu stesso alcune di queste opere. Che cosa chiedi a loro e che cosa conoscono direttamente dell'Europa e dell'Italia in particolare dato che non sono presenti all'inaugurazione?
Enrico Mascelloni. Anche in questo caso ci sono differenze notevoli sono artisti molto cosmopoliti che hanno studiato in Europa che viaggiano molto, sono molto colti e conoscono benissimo cosa accade in occidente, ce ne sono altri che non conoscono nulla dell'occidente e se ne fregano anche. Queste diverse determinazioni non sono legate mai alla qualità perché ci sono artisti come Seni Camara che non hanno mai lasciato la Casamance e che Louise Bourgeoise ritiene tra i maggiori scultori contemporanei e ce ne sono altri molto ben al corrente su quel che accade da noi e sul grande movimento di linguaggi che c'è in Europa e non solo un po' ovunque. Quindi sono molto consapevoli del milieu internazionale dell'arte. Però, ripeto, questo diverso approccio non è mai direttamente proporzionale alla qualità delle opere. Conosco artisti coltissimi che sono pessimi artisti e altri – anche in Italia – magari poco colti ma molto bravi.
M.P.M. Tanti artisti da un unico continente dove ci sono lingue, culture, usanze molto diverse: quali sogni e quali speranze nutrono questi artisti rispetto a quello che fanno?
Enrico Mascelloni. Mah, guarda loro vivono di questo lavoro -come tutti gli artisti d'altronde- in un luogo come l'Africa dove non è molto facile guadagnare. Molti di questi artisti appartengono sicuramente alle classi e ai ceti abbienti dei rispettivi paesi e sono noti in occidente e hanno in qualche caso anche prezzi piuttosto alti e... vendono.
M.P.M. Tu li hai conosciuti personalmente tutti?
Enrico Mascelloni. Sì tutti meno uno Amédékpémouléou questa scultrice straordinaria e misteriosa... realizzava solo opere per gli altari Voodoo... l'ho cercata ma non sono riuscito a trovarla e non siamo certi che sia ancora viva, se lo è, dovrebbe avere non meno di novanta anni.
M.P.M. Hai imparato la loro lingua?
Enrico Mascelloni. No, non ho imparato la loro ma molti parlano bene sia il francese che l'inglese molto meglio di me.
M.P.
Michiel 
Roma, 3 dicembre 2009
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