Inaugurazioni: 11 dicembre
2009
Card. Francesco Marchisano alla VI edizione di
“Venite Adoremus”: l'arte, linguaggio del bello

S.E.R. Cardinale Francesco Marchisano Presidente Emerito
della Commissione Permanente per la tutela dei Monumenti
Storici ed Artistici della Santa Sede
“Venite Adoremus” VI edizione mostra internazionale
d'arte sacra a cura di Stefania Severi
Basilica di Santa Maria in Montesanto
Chiesa degli Artisti
Piazza del Popolo – Roma
11 dicembre 2009 - 10 gennaio 2010
M.P.Michiel.
Siamo alla VI edizione di “Venite Adoremus”: in un momento di congiuntura economica e spirituale una mostra che parla del Natale come può indurre a meditare le persone che vengono a visitarla?
card. Francesco Marchisano. Ha perfettamente ragione perché una mostra alle volte vale quanto vale una predica e a volte anche di più. Perché le persone sono chiamate non solo a sentire ma soprattutto a vedere. Evidentemente dipende poi dalle opere che ci sono, da come sono state esposte, come sono state fatte, che cosa vogliano dire, se è facile capire, ma l'insieme di opere artistiche è sempre un richiamo ad una riflessione importante perché la gente viene, si ferma, guarda, riflette, pensa e la loro impressione non è solo qui ma uscendo ripenseranno, rifletteranno e quindi è un'iniziativa di prim'ordine.
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| Mons. Marco Frisina Rettore della Basilica di Santa Maria in Montesanto e la dottoressa Stefania Severi curatrice, introducono e presentano la mostra |
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Foto © MPMichieletto |
M.P.M. E' stato presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa ed ha visto moltissime mostre d'arte contemporanea, come giudica l'attualità?
card. Francesco Marchisano. Ho visitato, mi creda, 76 nazioni per parlare dei beni culturali della Chiesa. Quando papa Giovanni Paolo II mi ha chiamato una sera e mi ha detto “visto che ho fatto una piccola riforma della Curia e un ufficio per i beni culturali, questo, vorrei affidarlo a lei”. Ricordo che quella sera -siamo stati due ore a parlare- io ho detto “Santità, la ringrazio, va bene, ho studiato un po' di arte ma non mi sento preparato”. Lui non mi ha detto niente, ha messo le mani conserte ha guardato il soffitto per almeno due o tre minuti poi mi fa' “Monsignore io non ero preparato per essere papa eppure eccomi qui” e così ho dovuto accettare. E' stato un momento molto bello e mi ha detto una frase, tra le tante, che ho ripetuto in tutto il mondo: “Se io come arcivescovo di Cracovia” -quando era a Cracovia- “ho potuto fare qualcosa di bene con i lontani” -non ha detto i non credenti- “è perché ho cominciato i nostri incontri con i beni culturali della Chiesa che hanno un linguaggio che tutti capiscono e che tutti accettano, il linguaggio del bello, e su questo linguaggio ho potuto innestare una via che in altro modo, con queste persone, sarebbe stato impossibile.
M.P.M. L'attuale papa Benedetto XVI ha ricevuto il 21 novembre scorso gli artisti: che cosa c'è di nuovo rispetto alla lettera che scrisse agli artisti Paolo VI nel 1964?
card. Francesco Marchisano. Ero presente anch'io, eravamo solo tre cardinali. E' stata una cosa molto bella perché non accadeva da molto tempo anche se Giovanni Paolo II ha ricevuto gli artisti quando ero presidente. Ha fatto un discorso molto, molto interessante, molto alto. Erano presenti 250 artisti e molti di loro sono stati, non solo contenti, ma edificati dal richiamo direi paterno, fraterno, che il papa faceva per quanto possono fare loro per l'Umanità aiutare l'Umanità a salire in alto.
M.P.
Michiel 
Roma, 11 dicembre 2009
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