Newsletter

Inaugurazioni
Frammenti di una Roma nostalgicamente attuale
per Monica Incisa

Monica Incisa. "Roma"
Galleria A. Pallesi
via Margutta, 54 - Roma
19 novembre - 28 dicembre 2007

M.P.Michiel. Ha iniziato la sua attività come vignettista umoristica collaborando con le maggiori testate giornalistiche nazionali ed internazionali ma, onestamente, dove si è divertita di più in Italia o all’estero?

Monica Incisa. Per la parola “divertita” forse in Italia. L’estero significava Parigi e New York. Parigi mi terrorizzava perché io ero molto povera in quel periodo, perché facevo solo le vignette - i miei genitori disapprovavano quindi non è che mi dessero molto - ed io avevo appunto quattro soldi guadagnati con la Repubblica ed andavo a Parigi con un golf di mio padre - non avevo paletot - e quindi arrivavo lì e mi faceva molta paura andare ai giornali francesi erano tutti così eleganti. Poi forse ero in un momento difficoltoso, mi sembrava di essere fallitissima. Quando uno ha meno di trent’anni pensa che è già finita la vita… Poi sono andata a New York e lì, sì, mi sono divertita molto, però c’era una tale etica del lavoro ed anche lì ero terrorizzata perché io ero un po’ pigra – venendo da Roma – e poi ero sempre in ritardo per i miei appuntamenti ed allora prendevo il tassì ma era controproducente per i miei guadagni. Poi alla fine mi sono abbastanza ben sistemata, ho avuto molto aiuto, perché molta gente mi ha fatto lavorare a New York, sono stati molto, molto carini perché erano aperti a chiunque, quindi anche a me. Andavo lì, telefonavo, mai vista, né sentita e mi ricevevano, mi facevano lavorare. Mi è piaciuto molto. A Roma era divertente cercare di fare vignette politiche. Forattini è stato anche di grande generosità – come me sicuramente – e poi soprattutto mi piaceva la presenza degli altri che disegnavano. In quel periodo lavoravo spessissimo con Elle Kappa e stavamo a casa dell’uno o dell’altra a disegnare per le vignette sperando che ce le prendessero.

M.P.M. In particolare la sua collaborazione alla storica testata de “Il Male”…

Monica Incisa.…in realtà la mia collaborazione è durata pochissimo ho fatto soltanto due serie di fumetti poi “Il Male” è andato come è andato e io ero, anche lì, non proprio a mio agio… allora ero un tipo un po’ nevrotichetto…

M.P.M. …ma il suo tipo di umorismo al femminile in un mondo maschile in che cosa si differenziava?

Monica Incisa. Che ne so… io mi offendevo tantissimo… mi disse uno di “Paese Sera” che noi donne eravamo come i neri in America: non eravamo altrettanto bravi come gli altri però ci davano un’opportunità, e io ho pensato “ma brutto imbecille”… era uno un po’ impedito… non credo che volesse dire niente di veramente offensivo, però io non ho gradito affatto, perché mi diceva “fai vignette sulle donne!” io le vignette sulle donne non le volevo fare perché io sono femminista nel senso che dobbiamo avere tutti l’opportunità di commentare il mondo, no il piccolo ghetto della donna o di quello nero o di quello tre quarti e quindi lo trovavo molto scocciante. Il fatto che io sia una donna, questo basta a definire che quello che faccio è fatto da una donna. Non facevo delle vignette di tipo sul sesso o particolarmente di genere no, facevamo politica e la politica da chi era fatta? Tutta quella folla di donne io non la vedevo.

M.P.M. Parliamo adesso di questa mostra: sono collages originali particolarissimi, sembrano riprodurre una realtà parziale formata da tanti frammenti che creano una irrealtà parziale e poi ho visto che nascono da disegni originali ma presumo siano anche fotografie. Questo iter così complesso è necessario per il collages?

Monica Incisa. Il lavoro mi fa piacere che abbia un bell’aspetto in realtà il lavoro per me è una cosa più concettuale che non il ritratto ad un monumento. Mi è stato chiesto, in questo caso particolare, di fare qualcosa su Roma, perché interessava al gallerista. Ma io lavoro per lavoro quindi faccio anche quello che mi capita di fare. Cerco di dare un lavoro sulla memoria e su come si vedono le cose, per cui sono passata attraverso la fotografia e poi sono tornata alla fotografia con un passaggio attraverso il disegno perché volevo fare vedere come si guarda un posto, come lo si ricorda anche, per me è necessario perché mi interessa farlo così, però non è affatto detto, uno lo può fare anche al computer. Io preferisco usare la mano, però è del tutto personale, è una scelta di una Roma tutta personale, per cui ho messo l’autobus... diciamo che la vedo così. Poi ho cercato di pensare cosa c’è di diverso da una Roma del Seicento – per dire – cosa c’è? Ci sono un sacco di turisti, c’è un sacco di immondizia anzi ne ho fatto una proprio con l’immondizia, anche se alla fine cerchi di non essere eccessivamente negativo.

M.P.M. Lei è anche autrice di racconti, racconti per bambini, quale espressione è più consona alla sua natura se l’immediatezza dell’immagine o l’elaborazione di un testo?

Monica Incisa. Ma chi lo sa forse uno non esclude l’altro.

M.P. Michiel
Roma, 19 novembre 2007

   
   
   
   
   
Foto © MPMichieletto

NEWS COLLEGATE:

- Roma, 19 novembre, mosaici fotografici di Monica Incisa in mostra alla galleria di Alfredo Pallesi

 

Artisti :

Categoria

Ricerca

Vola in tutto il mondo con Air France
Il tuo mondo, un mondo di libri
Inserisci l'email e prenota le tue foto gratis!
Skype: la rivoluzione dei telefoni
In partenza per una mostra? trova l'hotel più conveniente!
Sei flessibile? Scopri il giorno in cui volare e risparmia!
ADSL a partire da
€ 29 + Iva al mese!
Un modo facile ed innovativo per tagliare la bolletta telefonica
Salute e fitness, Stile di vita, Sport, Acquisti
Prestiti personali fino a € 25.000

 

 

© 2005 by Akmé S.r.l. - Marketing & Information Services