Newsletter

Atelier
L'artista creatore oggi di nuove domande,
per Alessandro D'Ercole, scultore

Roma
Quartiere Portuense

M.P.Michiel+Livio Garbuglia. La tendenza contemporanea a ricreare spazi da condividere con altri artisti può sembrare una ghettizzazione, un isolamento dal resto della società urbana, vista la tendenza individualistica della natura dell’artista?

Alessandro D'Ercole. L’artista pur nel suo individualismo è impegnato nei grandi problemi del mondo come tutti coloro che vanno a fare un certo tipo di lavoro, tipo Emergency ed altri, secondo me sono degli artisti. Artisti perché, perché oggi è delegato all’artista di creare veramente le nuove domande dell’umanità, dare una spinta all’evoluzione. Quello che una volta era delegato alla politica, oggi è compito dell’arte; quindi l’arte si sta sostituendo piano piano al mondo politico. L’artista deve vivere in mezzo agli altri artisti, rispettando la propria solitudine. Quindi l’idea del kibbutz o del Bauhaus, oggi si può ritrovare in quelle comunità di artisti dove ognuno abbia la sua indipendenza, la sua autonomia ma che poi facciano parte di un gruppo allargato al fine di creare delle sinergie. Unità abitativa in cui si può vivere da soli; si può essere individualisti quanto si vuole, ricordandosi però che siamo esseri umani e facciamo parte del mondo e che quindi siamo animali sociali.

M.P.M.+L.G. Nelle tue opere scultoree notiamo compostezza, serenità, celebrazione, semplicità nell’armonia e nell’equilibrio della forma, un’idea classicheggiante della vita e dell’arte?

Alessandro D'Ercole. Mah guarda, io sicuramente ho un approccio all’arte di tipo storico. Cioè non credo nell’arte senza padri come non credo nella musica senza padri. Credo in una progressione. Non dico che questa progressione sia sempre una progressione in avanti ma credo che tutte le esperienze storiche che noi abbiamo conosciuto siano irrinunciabili. Noi, non possiamo andare a scopiazzare dagli americani o dagli altri paesi che non hanno una storia, perché abbiamo troppa storia per dimenticarcene. Siamo uomini rinascimentali, siamo uomini che hanno vissuto tutta una serie di cose e che comunque si portano nei cromosomi la storia già vissuta. Quindi a tutta quella esperienza, a tutta quella bellezza non possiamo rinunciare. Non potendovi rinunciare siamo sempre alla ricerca di un ordine che può nascere dal disordine e che anche nel kaos si può trovare. Nel frattale io cerco l’ordine, nell’universo creativo dal Big-Bang io cerco sempre un ordine, un qualche cosa che sia un mantenimento e una costanza; quasi direi un’entropia positiva. Non esiste un’entropia positiva, secondo la scienza. Secondo me, deve esistere perché ogni cosa ha il suo contrario; quindi se esiste l’entropia negativa deve esistere anche l’entropia positiva. C’è un libro di Sacchetti che dice questo. Quindi l’arte non può rinunciare al disordine ma non può rinunciare neanche all’ordine perché è qualcosa che ci portiamo dentro al quale dobbiamo lasciare un libero flusso. Anche la storia fa parte di noi e quindi è un arricchimento e non una depauperazione.

M.P.M.+L.G. Le ultime opere sono ispirate ai Re ed alle Regine hanno un senso, uno spirito audace, ribelle, aristocratico, popolare dell’arte e della vita?

Alessandro D’Ercole. Ma credo di sì. Anche gli Scacchi che avevo fatto prima avevano questo carattere. Perché io mi rifaccio sempre ad una poetica e ad una estetica di tipo medievale o rinascimentale. Il motivo è molto semplice: sono alla ricerca di valori perduti. Questa mia ricerca del Graal è una ricerca che faccio attraverso i metalli, attraverso i suoni attraverso la musica, attraverso tutto. Quando un artista lavora la materia è come se plasmasse sé stesso: si taglia, si fa male, si versa il sangue sulle opere, ma il concetto è proprio quello, manipolare la materia è manipolare sé stessi. Cercare di plasmare il proprio io e la propria personalità è il vero fine. Ci si riesce, non ci si riesce, non lo so! Allora una materia dura, rigida, non flessuosa come il ferro, diventa morbida, diventa piacevole, quasi si distende e acquista delle forme, perché attraverso l’aria, il fuoco, l’acqua e tutti quelli che sono gli elementi della natura si ricerca la formula alchemica della bellezza: come la ricerca del Santo Graal che passa attraverso questi valori. E quindi questa poetica medievale e queste figure medievali dove la Regina ha in mano la rosa alchemica dove il Re ha una corona di ferro come il Re Pescatore è in effetti la ricerca della Bellezza Pura. Io quello cerco. La cerco nelle persone. La cerco nelle cose e la trovo attraverso il fuoco, l’acqua, l’aria e attraverso la terra che serve per fare scultura, serve per modellare, serve per cambiare. I quattro elementi sono trasmutazione e la mutazione del metallo è il primo impatto, l’Athanor della vita, che serve ad arrivare ad una mutazione di sé stessi come dicevo. Questa è la mia ricerca.

M.P.M.+L.G. Grazie ad Alessandro D'Ercole, scultore.

M.P. Michiel+Livio Garbuglia
Roma, 12 ottobre 2006

   
   
Foto © MPMichieletto

NEWS COLLEGATE:

- Roma, 22 febbraio, presentato l'evento 'Arte in Farmacia' e il vernissage di
Maurizio Tiberti alla Farmacia Verbano

- Roma, 8 marzo, inaugura Alessandro D'Ercole per 'Arte in Farmacia'

- Roma, 15 novembre, 1995-2005: Decennale dell’Associazione Massenzio Arte e
IX Premio Internazionale Massenzio Arte

 

Artisti :

Categoria

Ricerca

Vola in tutto il mondo con Air France
Il tuo mondo, un mondo di libri
Inserisci l'email e prenota le tue foto gratis!
Skype: la rivoluzione dei telefoni
In partenza per una mostra? trova l'hotel più conveniente!
Sei flessibile? Scopri il giorno in cui volare e risparmia!
ADSL a partire da
€ 29 + Iva al mese!
Un modo facile ed innovativo per tagliare la bolletta telefonica
Salute e fitness, Stile di vita, Sport, Acquisti
Prestiti personali fino a € 25.000

 

 

© 2005 by Akmé S.r.l. - Marketing & Information Services