Inaugurazioni: 22 aprile
2010
Roberta Genova racconta il 'se ipsum fecit' di
Salvatore Carpinteri

Roberta Genova curatrice della mostra e discendente dell'artista con Romina Del Re Perera gallerista (Foto © MPMichieletto)
SE IPSVM FECIT
Dipinti e poesie di Salvatore Carpinteri
Galleria d'Arte Perera
via Margutta, 76 - Roma
22 aprile-2 maggio 2010
M.P.Michiel.
Chi era Salvatore Carpinteri, puoi fare un ritratto della sua vita?
Roberta Genova. Salvatore Carpinteri è stato innanzitutto uno studioso, un filologo, un’appassionato di lettere, di letteratura classica. Aveva nella sua casa migliaia di libri, una biblioteca più vasta di quella comunale del paese in cui viveva. Io l’ho conosciuto innanzitutto così per la biblioteca polverosa dove andavo a frugare da bambina e soprattutto ricordo questa figura che dipingeva continuamente, soprattutto nel periodo della sua maturità artista ha dipinto quasi un quadro al giorno. Era anche una persona di una sensibilità incredibile nei confronti della natura e di tutto ciò che è la femminilità in tutte le sue espressioni natura che è madre natura, che è una donna che alla fine non ha mai avuto perché Carpinteri non è mai riuscito a coronare un sogno d’amore. Nelle sue poesie si legge in modo anche leopardiano quando lui parla di questa “rosa” che non è mai riuscito a cogliere e in tutte le sue rappresentazioni artistiche troviamo questi fiori nel vaso che non riesce a contenere come ha descritto bene Renato Mammucari. Una natura che è a volte nel pieno della sua bellezza ma a volte è sfiorita. In questa mostra ho voluto descrivere il legame forte tra pittura e poesia anzi la sua prima passione proprio per i suoi studi umanistici è stata la poesia, lui scriveva note, appunti sui libri che studiava e già negli anni del liceo esprimeva questo sentimento artistico. In un secondo momento -in particolare dopo una delusione- perché lui si era specializzato a Roma in Archeologia Cristiana ha avuto un diverbio con un professore e da lì non ha voluto sostenere neanche la discussione di specializzazione e chiudere il suo percorso universitario; è tornato a Canicattini Bagni “questo nido di case fiorite” come lo definisce Paolo Giansiracusa il critico che ha ha fatto una bellissima recensione alla mostra antologica a Siracusa e lì nella solitudine in questo paesaggio ibleo, in questo paesino liberty ha conosciuto un pittore -Intelisano- con lui ha iniziato a dipingere en plein-air nelle campagne iblee assolutamente autodidatta infatti il “se ipsum fecit” del titolo vuole marcare il duplice senso cioè da un lato il fatto che la sua firma è in tutti i suoi autoritratti quindi una forte attestazione e dall’altro il fatto che si è fatto veramente da sé e conoscendo la pittura è diventato il suo primo amore e ha abbandonato la poesia e per un ventennio si è dedicato solamente alla pittura, la poesia ritorna dopo l'inizio della malattia (il morbo di Parkinson) che gli impediva di dipingere e quindi con la macchina da scrivere ha scritto e trascritto tutte quelle poesie che prima erano note e appunti le ha fatte diventare pubblicazioni.
M.P.M. Ho visto un diario scritto in alcuni punti con una calligrafia molto precisa e in altri con una calligrafia distorta non si capisce se è la stessa persona...
Roberta Genova. ...è proprio il segno forte che ho voluto, questo trapasso dal suo star bene alla malattia anche se per me quello che emerge è la sua forza. In un passo dice “alma poesia” alla poesia lui dà una funzione liberatrice del suo tormento della sua sofferenza che è riuscito a placare con l'arte pur con questa scrittura tremolante e indecifrabile fino all'ultimo.
M.P.M. Negli anni '60 aveva 33 anni e si dedica alla pittura che è anche una scelta da solitario quali erano allora i suoi riferimenti d'artista al di là dell'amico pittore che frequentava?
Roberta Genova. Sì quello è stato il suo primo approccio all'arte dal punto di vista delle tecniche artistiche ma non si è mai aperto a correnti con contatti contemporanei, più che altro è stato uno studioso di arte dei suoi migliaia di volumi artistici che anch'io ho consultato e su cui ho studiato: possiamo ritrovare Van Gogh con la serie dei girasoli -che qui non è presente- è una pittura impressionista e la corrente francese è molto forte, poi in alcune sue opere c'è un del divisionismo. Sviluppa una pittura particolare che è questo astrattismo ovvero una pittura figurativa tendente all'astratto che per un autodidatta come lui era un segno creativo molto forte.
M.P.M. Il paese di Canicattini Bagni nell'entroterra siracusano era il suo luogo d'elezione, ecco cosa ha rappresentato questo paesaggio intorno a lui, ce lo descrivi?
Roberta Genova. Canicattini è un paese liberty, intanto ha una bellezza architettonica molto forte ma soprattutto è il paesaggio, la natura cui Carpinteri era molto legato, faceva lunghe passeggiate negli ulivi, nel carrubo, nelle sue poesie si evince molto dal paesaggio che abbiamo esposto, dedica tantissime poesie agli alberi, alle pietre, al tipico muro a secco, tutte rappresentazioni figurative che emergono sia nella poesia che nella pittura però è anche metaforico la natura alla fine è donna, è madre qualcosa che lo riunisce con l'universo e quindi è una forma di spiritualità pagana che rappresenta effettivamente la sua religione.
M.P.M. C'è un quadro ispirato direttamente a una poesia o viceversa dove c'è proprio questo raffronto tra le parole e l'immagine?
Roberta Genova. Tutti, tutti. Ho voluto anche nel catalogo riportare questo accostamento -sperando che l'artista sia concorde- e ho scelto alcuni versi accostandoli ad alcune opere proprio per far vedere come sia fortissimo questo legame e quel sentimento che lui aveva dentro.
M.P.
Michiel 
Roma, 22 aprile 2010
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