Inaugurazioni
"Simbolismo polimorfo" nella cotta infinita dell'arte
per Antonella Cappuccio, artista

Antonella Cappuccio
"Enigma/Mystica"
Galleria L'Archimede
Roma, via del Vantaggio, 23A
11-26 novembre 2006
M.P.Michiel.
La prima domanda, assolutamente sul titolo della
mostra: ‘Enigma/Mystica’ un titolo misterioso
e sull’utilizzo di nuove tecniche rispetto ai lavori
passati. Cose nuove, allora ci racconti…?
Antonella
Cappuccio. Allora, devo premettere che lavoro da
quarant’anni ed ho una formazione del mestiere, del
lavoro del pittore, molto robusta. Non posso mettermi nella
categoria degli accademici, in qualche modo, per l’uso
di tutte le tecniche, dalla preparazione delle tele ai pigmenti
ai colori, all’incisione… ma insomma ho una conoscenza
dei materiali di tipo accademico. Ho percorso prima il surrealismo
poi il neo-manierismo e adesso questa pittura si può
definire ‘simbolismo polimorfo’. ‘Simbolismo’
perché chiaramente esiste in tutte le forme di immagini
che lei vede ma ‘polimorfo’ perché c’è
l’uso del materiale che è strumentale all’immagine
che è strumentale al pensiero del quadro. Quindi andiamo
all’accoppiamento tra materiali come l’oro e la
polvere di ferro, argento e sabbia, argento e ferro, vetro
e specchio e via via. L’utilizzo di queste materie sono
funzionali al pensiero, all’immagine.
M.P.M. E
l'enigma?
Antonella
Cappuccio . Mah e l’enigma è quello
dell’arte… non c’è niente di più
enigmatico dell’arte. Questi sono dei cruciverba che
è un gioco popolare che gioca sui piani. L’arte
invece è un gioco su altri piani nel senso che è
un gioco di rimandi, di finestre che si infilano uno dopo
l’altro, e che quindi si riportano a delle suggestioni
visive.
M.P.M. Confrontando
queste opere con quelle precedenti si nota che le figure erano
spesso intere, complete, invece vedo che qui c’è
un’attenzione più per la suggestione e per il
volto. Allora questa ‘mutazione’ che significa?
Antonella
Cappuccio. Essendo tutto frammentario, spezzettato
come una griglia di enigmistica per l’appunto, abbiamo
delle parti, un parziale… e questo rimanda un gesto,
una mano, un particolare e tu lo ricostruisci mentalmente.
Come in questo dove leggi ‘ITALIA’ e in orizzontale
leggi ‘ARTE’ e in ogni lettera compare un autore
che parla per l’appunto della pittura che va da Simone
Martini a Clerici. E’ chiaro quindi che è tutto
un gioco concettuale ma che non è scevro dall’utilizzo
delle tecniche: lì c’è un pezzo di affresco,
lì di mosaico… lì c’è un
piccolo bassorilievo fatto in terracotta, lì un’altra
piccola sculturina…
M.P.M. …sì
sì, ma chiedevo perché è arrivata a questa
trasformazione…
Antonella
Cappuccio. …è l’innamoramento
dell’arte, è la cotta infinita per tutte le possibilità
che l’arte ti concede proprio come mestiere del pittore…
poi l’artista gioca sui piani dei concetti.
M.P.M. Dalla
sua biografia ho letto che è nata a Ischia, un’isola,
però anche l’artista è un’isola
in effetti. Come si rapporta con gli altri artisti sia quando
li incontra fisicamente sia come idee?
Antonella
Cappuccio. Rimango un’isola, rimango libera.
Io credo che le suggestioni viaggino nell’aere nel senso
che sono lunghezze d’onda e a volte si vanno assomigliare
e danno un’affinità elettiva con un altro pittore.
Ma è bello scoprirlo dopo. E’ bene essere solitari
e dobbiamo rimanere solitari per dare il meglio e il peggio
di ciò che abbiamo. Voglio sbagliare da sola ecco!
M.P.M. L’ultima
domanda, diciamo più mondana, in questo senso: come
percepisce, la sua fama come artista, in quanto l’artista/pittore
non gode di una fama così grande come l’artista/attore
o l’artista/cantante allora come percepisce la sua fama
nel mondo della comunicazione?
Antonella
Cappuccio. Le dico una cosa, la pittura per me è
come la poesia è per i pochi eletti che la cercano.
Non è popolare, non lo è mai stata. E’
un’arte elitaria devi cercartela, è proprio segreta
.. per cui non è come il cinema che entra in casa o
come anche la televisione. E’ un’altra cosa…
è più segreta… anche perché il
pittore te lo godi da solo in una stanza, ti guardi il quadro…
è un’arte deliziosa privata intima non è
eclatante, non è spettacolare, è proprio…
ci vuole molto amore, te ne devi innamorare. E’ così.
M.P.M. Grazie
ad Antonella Cappuccio, artista.
M.P.
Michiel
Roma, 11 novembre 2006
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