52a Biennale di
Venezia: Vernice
“Trascendental Realism: the art of Adi Da Samraj”,
curatore Achille Bonito Oliva

Adi Da Samraj
“Trascendental Realism: the art of Adi Da Samraj”
Venezia, Palazzo Bollani
8 giugno-21 novembre 2007
M.P.Michiel.
Adi Da Samraj artista, scrittore, fotografo: è la prima
mostra in Europa, lei come lo ha conosciuto?
Achille Bonito
Oliva. Attraverso le opere.
M.P.M.
E basta?
Achille Bonito
Oliva. Sì, attraverso le opere solamente.
M.P.M.
E’ un modo sufficiente per conoscere un artista?
Achille Bonito
Oliva. Beh, se ho scritto il testo vuol dire che
è un modo sufficiente per conoscere.
M.P.M.
Questo è dovuto alla sua esperienza di studioso, di
critico?
Achille Bonito
Oliva. Forse alla qualità delle opere.
M.P.M.
Il titolo è “Realismo trascendentale” che
sembra un ossimoro, due elementi che si contrastano, che lottano…
Achille Bonito
Oliva. …beh no, è il tentativo dell’artista
di rappresentare lo stato delle cose, la realtà così
com’è senza né un’ottica troppo
oggettiva né soggettiva, quindi è come se la
realtà dell’immagine va incontro allo spettatore
nella sua sostanza materiale e spirituale.
M.P.M.
Questo è quello che ha detto alla presentazione e che
è scritto anche in catalogo… però è
la realtà comunque dell’artista, è la
sua realtà…
Achille Bonito
Oliva. E’ ovvio è la sua realtà
che si oggettiva nella realtà dello spettatore.
M.P.M.
L’artista è nato negli Stati Uniti, ha una cultura
occidentale ma sembra possedere questa energia di una cultura
invece opposta e poi lei ha parlato di “epifania-apparizione”
che suona come un termine prettamente occidentale?
Achille Bonito
Oliva. Epifania proprio nel senso letterale come
apparizione, che nel caso di Adi Da produce un incontro con
lo spettatore, come dicevo prima, al di là dello stile
pop dell’immagine a colori acrilici alla fine si stabilisce
un rapporto di conoscenza della realtà. Queste immagini
non danno l’idea di essere artefatte o artificiali,
producono un incontro che io sento, per quanto mi riguarda,
da quando le ho viste, una realtà che investe un’energia
non solo materiale, cromatica, mistica ma anche spirituale.
M.P.M.
Che lei sappia, l’artista ha fatto studi antroposofici
riguardo al colore e al concetto di spiritualità delle
immagini?
Achille Bonito
Oliva. Ma anche se non avesse fatto questi studi
è evidente che c’è questa preoccupazione
di fondo. L’artista può anche non aver letto
un libro ma riesce a visualizzare un pensiero visivo lo stesso.
M.P.M.
Grazie ad Achille Bonito Oliva, curatore.
M.P.
Michiel
Venezia Biennale, 8 giugno
2007
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