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Inaugurazioni: 11 giugno 2010
Roberto Andreatini: il tempo come la sottile fatica
dell'artista


Roberto Andreatini
La sottile linea del tempo

Galleria Il Saggiatore
via Margutta, 83/b – Roma
fino al 3 luglio 2010

M.P.Michiel. 'La sottile linea del tempo' è il titolo della tua personale, che cosa metti in mostra?

Roberto Andreatini. Una parte del mio lavoro più recente che parte dalla 'Genesi', una serie di disegni in bianco e nero affiancati a delle sculture che servono a visualizzare a tutto tondo il disegno che diventa una sorta di progettazione ma nello stesso tempo è 'genesi' perché riparto un po' da zero cioè vorrei ricominciare da capo cancellando una parte del mio lavoro che non mi interessa più -anche se me lo tengo ben stretto-; poi riscoprire tecniche antiche come la pirografia una tecnica ormai poco usata o desueta e infine il colore che come scultore ho usato molto poco, mai superando il valico della pittura ma mantenendo il colore come sostegno al segno, quindi al disegno.

   
   
   
 
Foto © MPMichieletto

M.P.M. Infatti la domanda è proprio sul disegno che è una fase irrinunciabile ma per alcuni scultori rimane nella fase progettuale invece per te è parte sostanziale della tua ricerca.

Roberto Andreatini. Sì è doppiamente questo, è una progettazione vera e propria ma è anche un disegno a sé stante che può vivere di luce propria, può essere un elemento che può vivere al di là della realizzazione dell'eventuale scultura infatti in questa mostra ci sono anche bozzetti di sculture che verranno poi realizzate come sculture in grandi dimensioni come quella che si trova nella piazza del Popolo a Latina ('Clessidra astrale', 2005 n.d.r.); quindi il disegno è progettazione ma nello stesso tempo elemento singolo e a sé stante.

M.P.M. Sei stato assistente di Valeriano Trubbiani che influenza ha avuto nella tua storia di artista?

Roberto Andreatini. Prima che assistente sono stato allievo di Trubbiani poi è nata una collaborazione o meglio lui ha ritenuto di prendermi come amico e come persona capace di sostenerlo in alcune situazioni perché mi sono sempre interessato di fotografia e curavo la sua immagine per i vari cataloghi Bolaffi Arte e altri, poi l'ho seguito nelle mostre più importanti in Europa e in Italia diventando una sorta di assistente-curatore e quindi l'influenza di un maestro così grande è inevitabile che te la porti dietro. Ho avuto la fortuna di avere Valeriano Trubbiani ma anche di avere Pericle Fazzini.

M.P.M. Tu hai uno studio a Priverno ecco come vive un artista con lo studio in un piccolo centro con vicino una città accentratrice come Roma cioè cosa succede in provincia?... perché qui succedono molte cose.

Roberto Andreatini. Questo è un insegnamento che mi ha lasciato Valeriano Trubbiani lui è sempre vissuto ad Ancona -una periferia- e mi ha sempre detto che se avesse vissuto a Roma non avrebbe avuto tempo per fare le cose perché Roma ti fagocita, ti fa perdere tempo, ti fa rendere il tempo piccolo e allora il problema è proprio questo o lavori o fai le 'public relations' e allora lui diceva 'preferisco lavorare' tanto è vero che nel suo studio ancora oggi c'è una frase che ha scritto sul muro, te la dico in marchigiano: 'fatiga e sta’ zitto' quindi per lui il lavoro è prima di tutto poi il resto si fa ma è il lavoro che parla per l'artista, quindi io cerco di lavorare e poi le cose verranno fuori.

M.P. Michiel
Roma, 11 giugno 2010

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- Guarda il video dell'inaugurazione

- Comunicato Stampa

 

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