Incontri
La scultura racconta le nostre origini
per Franco Adami, scultore

"L’Art
Animalier"
26 ottobre 2006
vernissage-soireè
Sede BMW Roma Est
Roma
M.P.Michiel.
Artista italiano, toscano, pisano: che cosa lo
ha spinto ad andare a Parigi?
Franco Adami.
Ho fatto il primo viaggio in Francia a 14 anni ed
ho visto cose culturalmente differenti da quelle italiane
e me ne sono innamorato. Poi sono ritornato due anni dopo
a Parigi e poi sono andato a Londra e finito le scuole a Firenze
sono tornato di nuovo a Parigi perché giudicai che
Parigi è il centro della Francia e la Francia è
il centro dell’Europa…
M.P.M. …e
lo è ancora?
Franco Adami.
Sì lo è ancora.
M.P.M. E
Roma che posto ha per l’arte?
Franco Adami.
Roma non esiste nel mondo dell’arte…
esistevano i Romani. I grandi artisti, gli artisti internazionali
sono andati via dall’Italia sono andati all’estero.
Da Fontana a Boccioni… gliene posso citare quindici…
sono tutti andati all’estero e poi sono ritornati in
Italia. Se Modigliani fosse rimasto a Livorno sarebbe insieme
ai Macchiaioli… e chi li conosce i Macchiaioli? Quando
hai passato Pisa arrivi a Carrara, nessuno conosce più
i Macchiaioli… e se vai a Firenze, qualcuno conosce
i Macchiaioli ma poi è finita lì la faccenda.
Anche a Roma li conoscete a metà. Se Modigliani non
andava in Francia non sarebbe diventato Modigliani. E’
stato un grande. Se rimaneva a Livorno era un Macchioiolo
come gli altri. A Parigi ha incontrato Braque, Brancusi e
la sua arte ha avuto una evoluzione.
M.P.M. E
oggi perché è qui a Roma con questa mostra ‘L’Art
Animalier’?
Franco Adami.
Mi hanno invitato e le spiego perché. Ho fatto
una mostra in Toscana a ‘La Versiliana’ poi sono
stato invitato a Maastricht dove il Museo d’Arte Moderna
ha comprato una scultura e poi le sculture sono rivenute a
Pietrasanta dove ho gli studi e il pittore Passeretti mi ha
detto che c’era la possibilità di fare una mostra
a Roma e siccome non avevo mai esposto a Roma sono venuto
ad esporre qui… un giorno, domani mattina tutto riparte
per la Toscana.
Il 28 sarò a Pisa dove mi daranno un premio (il ‘Galeon
d’Oro 2006’ insieme ad Antonio Paolucci n.d.r.)
e dopo devo andare in Francia perché il Museo di Dunquerke
ha acquistato una scultura. Poi devo ripartire per la Corea
dove anche il Museo d’Arte Moderna ha comprato una scultura
di quattro metri e cinquanta da mettere nella facciata dell’ingresso
del museo e mi vogliono per l’inaugurazione.
M.P.M. Ma
queste sculture che si ispirano a forme animali possono sembrare
modelli per macchine del futuro?
Franco Adami.
Sono animali stilizzati, sono personaggi stilizzati,
c’è tutto insieme. Quando si fanno le sculture
si racconta tutta la nostra vita senza saperlo, la nostra
sensibilità, le nostre origini, i nostri studi, i nostri
viaggi e ne ho fatti tanti, e senza saperlo si racconta il
mondo intero. Non ero mai stato in Cina e ora le mie mostre
sono in Cina, ce n'è una a Pechino in questo momento
al Museo d’Arte Moderna. Senza saperlo si racconta tutta
la nostra sensibilità e tutti i nostri viaggi.
M.P.M. Come
ha imparato a scolpire?
Franco Adami.
Quando sono arrivato a Parigi ho lavorato come assistente
di Zadkine che mi ha dato tanti consigli. Lui mi ha detto
di venire a Pietrasanta perché io non sapevo scolpire
il marmo. Io ero da Innocenti a Firenze, si lavorava il legno,
si faceva la scultura in legno. Io ho imparato il marmo a
Pietrasanta e poi l’ho perfezionato a Parigi con le
Belle Arti con il professor Collamarini, un italiano, friulano.
M.P.M. Grazie
a Franco Adami, scultore.
M.P.
Michiel
Roma, 26 ottobre 2006
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1. Da sinistra: Giovanni
Gherarducci, responsabile dell'allestimento, l'artista
Franco Adami e Mauro Del Corso, critico d'arte. 2.3.
Durante la presentazione del vernissage-soireé. |
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Foto © MPMichieletto |
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