La pittura di Gilberto Grilli

...In pittura abbiamo il post-cubismo, l'astrattismo espressionista, il realismo, la pittura materica, la pittura informale, i pittori astratto-geometrici, i pittori della realtà, il neofigurativismo e ancora, oltre al cosidetto ritorno all'ordine, tanti "ismi", dei quali spesso è difficile dare una definizione, una catalogazione, o perchè nascono e muoiono senza infamia e senza lode, o perchè non di rado sono, soltanto frutto non di ricerca artistica ma di confusione mentale. La pittura di Gilberto Grilli, ora lentamente, ora a gradni sbalzi, cerca di inserirsi in quella che è la vita, più che come fatto estetico, come fatto etico-sociale.
Questo processo di ricerca, frutto spesso di inquietudine, di incertezza, porta l'artista ad una apparente discontinuit; che in realtà non è altro che la rappresentazione della verità che è nella natura umana. Spesso Grilli evita di pensare alla Maestà della Divinità, cercando di estrinsecare quanto è in lui di divino, per guardareintorno a se, con un preciso proposito: quello di liberare nell'individuo quanto c'è di conscio e inconscio.

ALBERTO MORAVIA


Caro Gilberto, una cosa da notare è che spesso, almeno in molti dei fenomeni contemporanei della cosidetta Arte d'Avanguardia, che si trova di fronte a casi di scontata Retroguardia, almeno in Italia, attribuibili ad una radicale ingnoranza storica, o se si vuole ad una mancanza di vera cultura. Così, questi, nella loro apparente inutilità (tutto può essere utile) se non altro, servono a rendere maggiormente palese, come oltre a giustificare ansie ci sia uno stato di confusione che non di rado tormenta l'uomo , e specialmente l'artista di questo periodo della nostra storia che, sebbene penoso, è interessantissimo da vivere. Coraggio quindi, giovane artista, sono sicuro che ci incontreremo ancora, perchè le qualità umane e artistiche che esprimi con la tua pittura sono le stesse in cui ho sempre creduto.

PAOLO VOLPONI


"Armandosi" degli strumenti essenziali di lavoro, - tavola e pastelli - ,Grilli prepara "l'habitat " più congeniale alla vita dei suoi personaggi con sapienza degna di uno scenografo. Il pastello sfuma dalle sue mani con abile maestria senza che altri "medium" intervengano a misurarsi con la perfezione della sua mano, che è la sola, a stendere il colore nello spazio riservato alla pittura con una gestualità affine a quella degli "action painter" amricani.
E' così che crea un fondo è così che crea i primi piani: con estrema disinvoltura e ineguagliabile dinamismo manuale. Infine crea l'aria, trasudante dal supporto, con una "spazzata" di mano che sembra cancellare il tutto! Il risultato che ne deriva, è la "progettazione" di uno spazio vivibile, anzi, - come poi vedremo -, intensamento vissuto e drammaticamente sentito nella sua globalità.
Poi crea le autorità ecclesiastiche, ponendole al centro di un palcoscenico illuminato da spot teatrali: i vescovi, - personaggi del suo "dramma" -, come dotati del soffio vitale prendono vita abbigliandosi di paramenti, mitra e pastorale, come da sempre impone la tradizione religiosa cattolica, e si aggirano inquieti, negli spazi angusti di cattedrali spartane.
Poi, un'apparizione inaspettata: un fuoco minaccioso di un rosso ardente, stuzzica le autorità ecclesiastiche con le lusinghe del suo mistero, della sua forza e del suo calore, i personaggi si guardano sbigottiti, ma poi finiscono per stabilire un rapposto dialettico, quasi interattivo, con tali forze oscure.

GABRIELE MAZZANTI


L'Alta Val Metauro è da sempre terra di artisti.
La sua incomparabile bellezza esalta la sensibilità di poeti e pittori. La Capitale è per tutti Urbino, patria del divino Raffaello. Gilberto Grilli è nato a Mercatello sul Metauro, ha studiato ad Urbino è passoto poi, come altri prima e dopo di lui, a Firenze a parlare come Macchiavelli ed a ispirarsi , come Alfieri, ai grandi di ieri e di oggi: è stato allievo di Pietro Annigoni.
Grili è presto detto, si muove nel solco di una grande tradizione, una tradizione che il mondo ci invidia. Su di lui non hanno operato le suggestioni tecnologiche e le velleità moderniste dell'informale obbligato, comoda scorciatoia per tanti, troppi, tristi epigoni. Il fatto è che Gilberto Grilli, sa disegnare, sa dipingere e sa di avere una concezione del mondo che lo rende unico.
Il risultato è nelle sue opere. Nei suoi ritratti tesi alla esplorazione introiettiva, nella personalissima e suggestiva rilettura delle forme clacciche nella faticosa ricerche di ambigue atmosfere in improbabili chiese, nella stupenda realtà pittorica dell'assenza del reale che si concreta in un colore che si fa forma sprigionando una liberatoria angoscia.
In una continua ricerca dell'essenziale che ci sentiamo di incoraggiare in un artista dalle grandi capacità tecniche e dalla grande ricchezza interiore.
Potrebbe portare alla perfezione.

ALBERTO BERARDI