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Le parole dell'arte a cura di M.P. Michiel
(*) rimanda alla voce specifica
A
. B . C . D .
E . F . G . H
. I . J . K .
L . M . N . O
. P . Q . R .
S . T . U . V
. W . X . Y .
Z
Accademia.
Luogo di formazione tecnica per l’artista. La prima fu istituita
a Firenze da Cosimo I nel 1562 su iniziativa di Giorgio Vasari,
intesa anche come affrancamento dalla condizione sociale del pittore-scultore
di bottega e dalle corporazioni. I movimenti artistici dal XIX secolo
in avanti si svilupparono proprio in contrapposizione a questa.
In controtendenza oggi le avanguardie tendono a irrigidirsi come
Accademie.
Aerografo.
Contenitore di vernice(*) liquida con cannula ad aria compressa
per spruzzare su superfici piatte o articolate. Usato come tecnica
pittorica contemporanea applicata a velature anche per immagini
“fantasy” su carrozzerie di auto, moto e caschi.
Arancione.
E’ esattamente il colore dell’arancia matura o del disco
solare al tramonto. Nell’arcobaleno si trova tra il Rosso
e il Giallo. Come pigmento si ottiene mescolando il Rosso con il
Giallo: colore secondario(*). Complementare del Viola.
Arcobaleno.
Spettacolare fenomeno naturale di colori filmici (o spettrali) che
si mostra nel cielo sotto forma di doppio arco da orizzonte a orizzonte
in condizione atmosferica carica di umidità sospesa in contrapposizione
alla presenza del sole. L’ordine con cui si presenta è
immutabile: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco, viola
(*) nel primo arco e al contrario nel secondo, mentre il numero
(sette) e l’identificazione (i nomi) non è univoca
per tutti (scienziati, artisti, filosofi).
Arte.
Espressione sensibile dello spirito umano destinata a suscitare
meraviglia. Parlando d’arte noi in realtà parliamo
delle opere d’arte(*) e degli artisti(*)
perché l’arte in sé non è visibile, ma
percepibile con organi interiori non chiaramente identificati dagli
scienziati.
Arte Contemporanea.
Per la disciplina della storia dell’arte: periodizzazione
convenzionale dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri nell’area
europea e nordamericana; nel linguaggio corrente riferisce agli
artisti viventi o recentemente scomparsi.
Arte Moderna.
Per la disciplina della storia dell’arte: periodizzazione
dalla fine del XIV secolo al 1789 circa; nel linguaggio comune periodizzazione
dagli Impressionisti(*) alle Avanguardie storiche(*);
nei dialoghi delle persone non addette ai lavori è inteso
come riferito ad un linguaggio visivo prevalentemente non figurativo
o per analogia non facilmente comprensibile a occhio nudo.
Arte povera.
Movimento artistico generato in Italia (Roma e Torino) nel 1966
teorizzato da Germano Celant secondo il quale era necessario rifiutarsi
di dipingere e scolpire secondo i canoni tradizionali per adoperare
materiali comuni, industriali, seriali per l’appunto “poveri”
rispetto alla “nobiltà” degli attrezzi artistici
tradizionali. Analogamente mobilieri e corniciai hanno mutuato la
locuzione svuotandola del complesso significato filosofico-artistico
per intendere semplicemente quello che significa, elevando i prezzi
all'ennesima potenza.
Arte Sacra.
Superando l’assioma che l’arte è sacra per definizione
e che l’agire dell’artista (l’Artefice) è
in analogia con la creazione divina (il Creatore), tuttavia con
l’irrompere sulla scena, non solo artistica, dei movimenti
d’avanguardia e del Surrealismo è necessario dare una
voce distinta in quanto gli obiettivi divergono o non coincidono
più. Secondo i dettami della Chiesa cristiana l’arte
sacra risponde ad alcuni canoni non restrittivi della libertà
dell’artista: glorificare la bellezza del Creato e dell’immagine
dei personaggi dei testi sacri, elaborare un motivato simbolismo
e un moderato realismo per introdurre il fedele alla preghiera e
alla contemplazione.
Artista.
Chi, nonostante il parere contrario dei molti, riesce nel tempo
(prima o dopo la sua scomparsa) ad affermare la sua personale e
frammentaria pre-visione della realtà. In particolare la
produzione dell’artista suscita meraviglia nei propri simili
incapaci di fare altrettanto o viceversa spinge all’imitazione
nell’illusione di riuscire alla stessa maniera(*).
Artista autodidatta.
Ossimoro: Artista(*), colui che attraverso gli insegnamenti di un
maestro depositario di tradizione e competenze tecniche trasmette
segreti e conoscenze ai propri allievi. Autodidatta: colui che ha
studiato da solo. Il concetto che l'artista sia un professionista
dell'uso e della percezione delle immagini(*) è stato scardinato
nel corso del Novecento e con la diffusione delle conoscenze tecniche
attraverso l'informazione.
Avanguardie storiche.
Gruppi di artisti dislocati in varie regioni europee agli inizi
del XX secolo con in comune un ineludibile profondo desiderio di
rinnovamento del fare artistico dichiarandosi attraverso i cosiddetti
Manifesti(*).
Azzurro.
E’ il colore della parte alta del cielo terso e limpido nel
pieno giorno. E’ difficile isolarlo nella sequenza dei colori
dell’arcobaleno. Come pigmento si ottiene con il cobalto o
con il bellissimo e rarissimo lapislazzuli(*).
Bellezza.
Elemento che si coglie nell’ispirazione superiore all’Uomo,
fondamentale, imprescindibile, non individuale, su cui si fondava
la ricerca artistica. Nel corso dei secoli, fino al XX il senso
si è esteso fino a comprendere, nel concetto di bellezza,
anche quello di bruttezza(*).
Bianco.
Pare non sia un colore, tuttavia è la cosa più chiara
che possiamo immaginare di vedere privo qualsiasi altro colore.
Forse assente nell’arcobaleno. Come pigmento si ottiene dall’ossido
di zinco o dal biossido di titanio. Indispensabilissimo in pittura
per ottenere tutte le tonalità(*) da un colore pieno
e saturo. Qualunque colore accostato al Bianco acquista in delicatezza
pur smorzando la saturazione. E’ il contrario del Nero profondo.
Biennale.
Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea che si tiene
a Venezia dal 1895 con l’intento di mostrare, da parte di
un curatore all’uopo incaricato, quanto di meglio è
emerso nel corso del biennio precedente nel panorama delle arti
visive: non tutte le biennali riescono in questo intento. Nel corso
del secolo altre biennali sono stati istituite in tutto il mondo:
San Paolo del Brasile, Sidney, Montreal, Istanbul e altre.
Blu.
E’ il colore intenso e profondo del cielo al di sopra delle
nuvole o del mare profondo e aperto. Colore primario. Complementare
del Giallo. Nell’arcobaleno si trova tra il Verde e il Violaceo
ed occupa lo spazio tra 425 e 490 millimicron. Come pigmento si
usa il Blu Cyan, il Blu Oltremare (silicato d’alluminio e
solfuro di sodio) e il Blu di Prussia (ferrocianuro ferrico).
Bruno.
Colore molto scuro ma non abbastanza da essere confuso con il Nero.
E’ uno dei colori peculiari della terra (non asfaltata) che
calpestiamo. Assente nell’arcobaleno. I pigmenti possono essere
minerali (terre), artificiali e uno solo animale il Bruno di
seppia(*).
Bruno di seppia.
Colore estratto dalle viscere dell’animale omonimo appena
pescato. Nonostante questo, è un bellissimo colore bruno-nerastro
con trasparenze dorate usato come acquerello per schizzi e bozzetti.
Bruttezza.
Effetto sensibile dell’attrazione alle forze inferiori subita
dall’Uomo su cui si fonda buona parte dell’arte dal
XIX secolo. Si auspica che nel corso dei prossimi secoli il senso
si restringa fino ad espellere il concetto di bellezza(*)
oggi incluso.
Capolavoro.
Dicesi di manufatto, già elevato al rango di opera d’arte(*)
che la comunità intellettuale, unanimemente, riconosce nel
tempo, nonostante le continue revisioni, rivisitazioni e confronti.
Perché un capolavoro sia tale e apprezzabile dai posteri
sono necessarie almeno due condizioni: la prima è la realizzazione
a regola d’arte(*) (per farlo durare nel tempo),
l’altro è una certa dose di sensibilità o intelligenza
da parte dell’uomo per evitare che venga distrutto da guerre,
atti vandalici, ritorsioni criminali, attentati, alluvioni, terremoti,
ricostruzioni, restauri mal riusciti, eccetera. Poiché, non
c’è niente di più antipatico, in arte, che perdere
un capolavoro a causa della stupidità.
Cavalletto.
Per dipingere: oggetto generalmente in legno con due, tre o quattro
gambe, un’asta a cremagliera regolabile in altezza e un morsetto
in cima per fissare la tela da dipingere. I treppiedi sono portatili
per dipingere en plain air(*), quelli più grandi
e pesanti con diversi optional sono da studio, oppure piccoli da
tavolo. Secondo il Dizionario Etimologico della Lingua Italiana
Zanichelli è anche un antico strumento di tortura!
Celeste.
E’ il colore di quella parte di cielo più vicina alla
terra quando trascolora nell’azzurro. Di difficile identificazione
nell’arcobaleno il termine però intende il luogo delle
divinità. Come pigmento si ottiene aggiungendo al Bianco
un poco di Blu Cyan.
CIE.
Commission Internationale de l’Eclairage ovvero Commissione
internazionale sull’illuminazione che negli anni Trenta elaborò
un diagramma di colori convenzionalmente riconosciuto e a cui compararsi.
Colori.
Percezione sensoriale vibrazionale dell’occhio umano in base
alla presenza di luce solare bianca; in presenza di luce di altro
colore si altera la percezione dei colori sugli oggetti. Quello
che comunemente si intende per colori sono in realtà pigmenti(*).
Quello che comunemente non s’intende per colori sono le frequenze
di vibrazione cioè le lunghezze d’onda dello spettro(*)
comparabile con i colori dell’arcobaleno(*).
Colori complementari.
E’ la coppia di colori che accostati tra di loro creano l’illusione
ottica di una vibrazione dinamica. E’ la coppia di colori-pigmento
che mescolata tra di loro non crea un altro colore ma sempre un
neutro(*). E’ la coppia di luce-colore che sovrapposta
rivela luce bianca. E’ la coppia di colori-pigmento che, qualora
ne fissiamo uno, l’impressione sulla retina stimola la visione
dell’altro. Coppie complementari per i pigmenti sono: Giallo-Blu,
Rosso-Verde, Arancione-Viola.
Colori infiniti.
In teoria la gamma dei colori è infinita, ma la nostra cultura
non ha sufficienti termini per indicare le infinite sfumature dei
colori esistenti e percepibili motivo per cui molti colori prendono
nome dall’oggetto naturale stesso: per esempio turchese e
smeraldo dalla pietra, lilla, ciclamino, viola, rosa dal fiore,
marrone, arancione, limone, albicocca dal frutto, ecc.
Colori primari.
Sono colori puri ed essenziali per la creazione degli altri colori.
Per i colori-pigmento sono il Magenta (Rosso), il Cyan (Blu) e il
Giallo. Per i colori-luce sono il Rosso, il Blu ed il Verde.
Colori secondari.
Sono quei colori che risultano dall’incontro tra due colori
primari. Per i colori-pigmento sono l’Arancione (Rosso+Giallo),
il Verde (Blu+Giallo) e il Viola (Blu+Rosso-Magenta). Per i colori-luce
sono Blu-Cyan (Blu+Verde), Magenta (Blu+Rosso), Giallo (Rosso+Verde).
Cornice.
Ciò che circonda un quadro(*), realizzata nei più
svariati materiali e colori. In alcuni casi è parte integrante,
pur essendo distinta dalla superficie dipinta; in altri la pittura
si dilata nella cornice che la contiene; è invece ritenuta
in certe esposizioni d’arte contemporanea, superflua. Al di
là della evidente funzione protettiva ed esornativa il bisogno
della cornice resta parzialmente misterioso.
Dada.
Movimento artistico casualmente così autodenominato (neologismo
svuotato di significato) ora storicizzato come Avanguardia storica(*)
nato a Zurigo nel 1916 nel disgusto verso tutte le manifestazioni
d’ipocrisia della civilizzazione moderna in particolare della
borghesia di allora.
Deriva.
Principale attività dei situazionisti(*) che consiste
in escursioni urbane senza particolari mete con spreco programmatico
del tempo senza produrre alcunché di utile né tantomeno
di artistico.
Dipingere.
Atto meccanico che consiste nel trasferire colori-pigmento sopra
un supporto fisso o mobile a volte appoggiato verticalmente su un
cavalletto(*). Chiunque può apprendere la tecnica
meccanica del dipingere (pare che l’azione possa essere compiuta
anche dagli animali) tuttavia solo all’artista è concesso
il privilegio di inoltrarsi, senza paura, nel territorio della creazione
artistica. Quando il supporto è posto orizzontalmente a terra
a volte si denomina dripping(*).
Dripping.
Tecnica pittorica meccanico-emozionale “inventata” da
Jackson Pollock che consiste nel far gocciolare i colori-pigmento
direttamente sulla tela posta orizzontalmente a terra.
En
plain air. Dipingere "all’aria aperta"
che comportava una maggiore luminosità dei colori e dei toni
in contrapposizione alla tradizione dell’Accademia(*)
che prediligeva la pittura in studio. Termine associato agli Impressionisti(*).
Epistemologia.
Per la complessità del significato si rimanda alla consultazione
di testi di filosofia, logica, linguistica, pedagogia, psicologia,
psicanalisi, sociologia, antropologia, teologia, astronomia…
Falsario.
Persona con notevoli conoscenze chimico-tecnico-artistiche nell’ambito
delle arti pittoriche. La differenza tra un artista e un falsario
è praticamente nulla e si risolve nelle intenzioni.
Falsificazione.
L’azione di riprodurre un’opera e spacciarla per autentica
da parte di un falsario(*) al fine di divertirsi e arricchirsi
in maniera indebita a scapito dei cosiddetti “connoisseur”.
L’accezione odierna è recente (sec. XVIII) collegata
anche al crescente fiorire del concetto moderno di mercato d’arte.
Pare che nessun museo, consapevolmente o meno, sia immune dal possedere
un falso.
Fauves.
“Belve” detto dal critico francese L. Vauxcelles per
definire un gruppo di pittori che al Salon d’Automne di Parigi
del 1905 avevano scandalizzato per l’uso aggressivo nei loro
quadri, di colori puri e complementari. Termine attualmente in disuso
per gli artisti contemporanei.
Febbre creativa.
Postulando che la passione per l’arte è una forma di
malattia non è difficile associare la locuzione ad un aumento
di creatività corporea (in quanto coinvolge tutti gli organi)
dovuto a vera o presunta ispirazione. E’ definibile come una
spinta di energia (o calore interiore) di grande potenza alla quale
l’artista non può sottrarsi; tale spinta lo guida e
lo stimola a realizzare a tutti i costi (con grande dispendio di
tempo, risorse materiali e immateriali) quello che è già
compiuto nella sua mente. Tanto più forte è la spinta
di energia (temperatura della febbre) quante più sono le
probabilità di realizzare un’opera d’arte(*).
Forma.
Aspetto intelligente, intellegibile, visibile, tangibile, misurabile
di un pensiero. La forma è un’idea che sfida la materia
esistente, probabilmente modificandola. Le forme più intelligenti
sono quelle relative all’essere umano poste nello spazio.
Anche in arte.
Fotografia.
Supporto di carta speciale su cui sono tracciati segni relativamente
durevoli con l’ausilio della luce. Rivoluzionario sistema
di riproduzione di immagini, scoperto all’inizio dell’800,
che ci illude rappresenti il reale o il vero; tuttavia senza la
fotografia (b/n e a colori) la storia dell’arte avrebbe avuto
un altro corso.
Frottage.
Puerile tecnica di riproduzione di un oggetto con superficie scabra
sovrapponendogli una carta o una tela e strofinandola con una matita.
Utilizzata da Marx Ernst (1925) nell’ambito delle diverse
tecniche meccanico-emozionali reinventate dai surrealisti.
Fumetto.
Racconto per vignette di immagini disegnate in b/n o a colori. Il
termine riferisce alla “nuvoletta” che contiene i dialoghi
dei protagonisti. Nato come forma di linguaggio popolare negli Stati
Uniti alla fine dell’800 oggi è inteso come forma artistica
a sé stante.
Futurismo.
Movimento artistico molto italiano nato inizialmente come avanguardia
poetica (Manifesto 1909) teorizzato da Filippo Tommaso Martinetti
e successivamente sottoscritto (Manifesto dei pittori futuristi
1910) da pittori, scultori ma anche musicisti e altri toccando tutte
le arti. In contrasto con le stagnanti istanze borghesi questi artisti
erano attratti dalla dinamica quale velocità, progresso,
accelerazione meccanica non più quindi in armonia con il
creato naturale ma in armonia con il creato dello stesso Uomo: cioè
la città. In campo pittorico si distinse l’aeropittura:
rappresentazione di paesaggi come visti da un aereo in volo (oggi
si direbbe “panoramica a volo d’uccello”!). Per
i legami del movimento col regime fascista, la nascente disciplina
di storia dell’arte lo accantonò come fenomeno artistico,
è oggi rivalutato per la sua notevole influenza su altre
avanguardie europee coeve.
Galleria.
Termine che genericamente indica uno spazio che longitudinalmente
mette in collegamento un ambiente con un altro. Nell’accezione
artistica contemporanea è uno spazio che dovrebbe mettere
in collegamento l’ambiente del gallerista (acquirenti o collezionisti)
con l’artista.
Giallo.
E’ il colore di alcune terre e pietre, molti fiori e frutti
(ginestra, margherita, ecc.). E’ collegato per analogia al
disco solare allo Zenit (giustamente inguardabile ad occhio nudo)
e al colore dell’oro (luce fatta materia). Colore primario.
Complementare del Blu. Nell’arcobaleno si trova al centro
dello spettro dei colori tra l’Arancione e il Verde; nonostante
occupi pochissimo spazio (da 575 a 585 millimicron) è quello
che meglio si distingue tra gli altri per luminosità. Il
Giallo più del Bianco esprime il senso della luminosità
terrestre. Come pigmento esiste una variegata gamma di possibilità
tra pigmenti minerali naturali (ocre e terre), artificiali (gialli
di cadmio, cromo, zinco, ecc.) e vegetali (gomma gutta, giallo indiano).
Gipsoteca.
Luogo dove sono raccolte statue in gesso riproducenti opere antiche
in origine di altro materiale (marmo, bronzo, ecc.). Inizialmente
furono le Accademie a possederle per lo studio e il disegno specialmente
del nudo(*).
Gouache o Guazzo.
Tecnica pittorica per la carta eseguita con colori gommosi con effetto
di trasparenza analoga all’acquerello ma con colori più
densi.
Graffiti o Graffitismo.
L’uso, spontaneo, popolare, giovanile, con spinta di protesta,
di dipingere con vernici in bombolette spray, superfici urbane (muri
di cinta, edifici, treni della metropolitana). Nasce, con queste
premesse negli anni ’70, nel quartiere del Bronx newyorchese
viene poi imbrigliato e canonizzato quando entra nel giro delle
grandi gallerie. Rimane tuttavia la forma più spontanea di
espressività giovanile metropolitana a scapito dei monumenti
nelle città d’arte. Graffito e Murales(*)
sono pittura parietale pubblica e si differenziano, oltre che per
le premesse ideologiche e culturali, anche per l’uso tradizionale
della tecnica dell’affresco o dell’encausto dei muralisti
(pur con sperimentazioni di vernici industriali di alcuni artisti).
Grottesca.
Nella Roma rinascimentale “grotte” erano denominate
gli edifici romani antichi, allora seminterrati e oggetto di spedizioni
esplorative da parte degli artisti i quali dalle decorazioni che
ornavano questi ambienti (Domus Aurea, p.es.) traevano ispirazione
per decorare a fresco o a stucco o in pittura gli ambienti privati,
pubblici e sacri.
Happening.
Dall’inglese “evento” o “accadimento”:
l’artista intende intrattenere e coinvolgere il pubblico in
una situazione artistica con apporti di pittura, musica, danza,
parola, ecc. al fine di restringere il divario venutosi a creare,
nel tempo, tra l’arte e la vita che però tale rimane
in queste artificiali situazioni.
ICR.
Istituto Centrale del Restauro creato a Roma nel 1939 e primariamente
diretto da Cesare Brandi con la finalità della formazione
professionale dei restauratori, di coordinare le soprintendenze
e unificare le tecniche di restauro(*).
Immagine.
Tutto ciò che è "visibile" attraverso gli
organi esteriori o interiori. E' una visione soggettiva della percezione
di una realtà. Gli artisti(*) sono i maggiori produttori
di immagini.
Impossibile.
Concetto sconosciuto alla rappresentazione pittorica. La forza del
pittore sta nella possibilità di dipingere tutto ciò
che ancora non esiste o ciò che ancora non si vede.
Impressionisti.
Gruppo di artisti associati nella comunanza dell’idea di pittura
collegata alla percezione-impressione della luce e dei colori en
plain air(*) nei suoi mutevoli aspetti, mentre il soggetto
del quadro rimane indifferente al loro interesse emotivo.
Kitsch.
Parola tedesca che indica cattivo gusto e in particolare oggetti
di cattivo gusto. E’ antitetico al concetto di avanguardia.
Tuttavia nel tempo, il termine, ha perso la sua connotazione negativa
per indicare una categoria estetica. Quando infatti si presenta
in forma naturale e spontanea, il kitsch, contiene contemporaneamente
sia elementi tranquillizzanti (la oggettiva “familiarità”
di elementi di quotidiana ordinarietà) che inquietanti (per
lo stesso motivo).
Libro
d’artista. Anche Artist’s book; nasce
negli anni ’60 attraverso la Pop Art, la Concept Art, Fluxus,
del Nouveau Réalisme, del Neodadaismo e si ispira all’oggetto-libro
utilizzando, per la fattura rigorosamente manuale, qualsiasi materiale
e tecnica a disposizione. In un’ottica di crescente tecnologia
della comunicazione e di capillare diffusione dell’oggetto-libro,
il libro d’artista diventa così libro-opera d’arte
e luogo di trasmissione della conoscenza, della memoria e delle
emozioni collegate utilizzando qualsiasi “alfabeto”
per descriversi.
P.S. non è necessario essere artista per realizzare un libro
d’artista, tuttavia la condizione di artista porta generalmente
alla realizzazione del libro-opera d’arte.
Liquin.
Medium di grande versatilità per la pittura a olio.
Maniera.
Termine adottato da Giorgio Vasari per indicare semplicemente lo
“stile”, cioè il modo di comporre l’immagine
dei grandi artisti dalla fine del Duecento al Rinascimento, nella
prima edizione (1550) delle “Vite dei più eccellenti
pittori, scultori e architettori”. Successivamente, la critica
d’arte (G. Bellori e poi L. Lanzi), mutuò l’accezione
da neutra (o positiva) a negativa, accusando gli artisti di incapacità
artistica e addirittura di decadenza rispetto alla insuperabile
potenza creativa dei grandi rinascimentali.
Manierismo.
Complessa stagione artistica, cronologicamente successiva a quella
del Rinascimento dove, tuttavia, affonda le radici. Il termine è
dal Seicento usualmente inteso in senso denigratorio rispetto all’arte
dei grandi del Rinascimento (Leonardo, Raffaello, Michelangelo)
sottolineando, gli aspetti anticlassici, irrazionali, artificiosi,
non naturalistici. Secondo questa critica d’arte gli epigoni
dei grandi maestri non furono più in grado di continuarne
la tradizione che traeva ispirazione dalla natura e dagli antichi
ma guardavano direttamente ai loro maestri contemporanei “imitandoli
nella maniera”. L’improvvisa morte di Raffaello (1520)
e il drammatico “sacco di Roma” (1527) determinarono
la frattura che storicamente consentì agli artisti presenti
a Roma di accollarsi l’eredità raffaellesca (e michelangiolesca)
e di diffonderla prima nelle altre corti italiane e successivamente
in quelle europee.
Manifesto.
Testo scritto e sottoscritto dagli artisti fondatori di un determinato
movimento per rendere pubblico e quindi opponibile ai terzi le proprie
idee sull’arte.
Marrone.
Esattamente il colore della pregiata varietà della castagna.
E’ una varietà della vasta gamma dei Bruni(*).
Mio.
Aggettivo possessivo: che appartiene a me. Nel mondo dell’arte
contemporanea è invalso l’uso e l’abuso di questa
particella pronominale per intendere una proprietà materiale
e/o immateriale nonché commerciale, generalmente riferita
a cose (per l’artista: “le mie opere”, per il
collezionista: “i quadri della mia collezione”, per
il gallerista: “le opere della mia galleria” ), ma estendibile,
se necessario, anche a persone (per il gallerista: “i miei
artisti”; per l’artista: “i miei critici”,
“i miei collezionisti”) e a elementi chiaramente di
natura immateriale (chiunque: “la mia arte”). E’
consolante sapere che dopo tutti questi passaggi di proprietà
buona parte delle cose definite arte diventa patrimonio dell’Umanità.
Mostra.
Secondo l’etimologia sta a designare un prodigio che si mostra
quale volontà divina. Nel senso corrente è una semplice
esposizione di quadri, sculture ma anche di oggetti senza necessariamente
una valenza artistica. Infatti sono più utilizzati i termini
Vernice(*) o Vernissage(*).
Muralismo.
Movimento artistico, non univoco, nato negli anni Venti in Messico
sulla spinta ideologica della Rivoluzione messicana (1910) con intenti
dichiaratamente politici di una pittura pubblica su grandi superfici
che potesse raccontare l’epopea nazionale a tutto il popolo
non necessariamente istruito. Contrapposta alla pittura da cavalletto
e di piccole dimensioni, ritenuta individualistica e piccolo-borghese,
utilizzava, di preferenza, la tecnica dell’affresco o dell’encausto
ma aperta a sperimentazioni con vernici industriali. I maggiori
rappresentanti di quest’arte furono Diego Rivera, David Alfaro
Siqueiros e Josè Clemente Orozco che realizzarono murales
soprattutto a Città del Messico, Guadalajara e Chapingo,
ma anche negli Stati Uniti, elaborando, pur nella individuale diversità,
una commistione tra le istanze rivoluzionarie di divulgazione popolare
e esperienze artistiche elitarie derivanti dal contatto con il Rinascimento
italiano. In Italia “Il Manifesto della pittura murale”
(1933) di Sironi adattava lo stile monumentale, sottolineando la
funzione educatrice oltre che sociale, del linguaggio della propaganda
di governo fascista utilizzando le forme e i volumi umani della
pittura masaccesca.
Muse.
Per gli antichi greci erano dee che simboleggiavano le più
alte manifestazioni dello spirito umano. Personificate in nove fanciulle,
rappresentavano altrettante espressioni artistiche: Calliòpe
(poesia epica, lirica ed eloquenza), Clìo (storia), Polìnnia
(inni sacri ed eroici) Euterpe (poesia mèlica e suono del
flauto), Tersìcore (danza e canto corale) Erato (poesia amorosa,
mimica e geometria), Melpòmene (tragedia) Talìa (commedia
e poesia giocosa e pastorale) Urània (poesia astronomica
e didascalica). Ritenute figlie di Zeus (padre degli dei) e di Mnemòsine
(che presiedeva alla memoria) risiedevano sul monte Elicona e accompagnavano
Apollo nelle sue attività artistiche. Analizzando l’ascendenza
mitologica si può convenire che l’ispirazione artistica
è cosa divina (Zeus) in concessione ad alcuni uomini (artisti)
i quali attraverso l’arte della memoria (Mnemosine) di un
tempo e un luogo perduti e pallidamente intuiti nelle visioni ispirate
dalle Muse, possono rendere partecipi gli altri uomini di verità
incontrovertibili ma non dimostrabili in alcun altro modo.
Naif.
Dal francese “nativo, ingenuo”. Riferisce, in arte (pittore
o stile) a ciò che, in assenza parziale o totale di conoscenze
tecniche e connessioni culturali “dotte”, rivela comunque,
una potente ispirazione poetico-artistica, tanto da destare interesse
e meraviglia in coloro che invece hanno sia l’una che l’altra
prerogativa. I pittori, definiti anche autodidatti o neoprimitivi
si differenziano dai pittori spontanei popolari, dai bambini, dagli
alienati e pur nella diversità della loro personalità
o nazionalità si può riscontrare come costante comune
l’interesse per gli elementi della natura e una decisa sensibilità
cromatica.
Nero.
E’ il colore del cielo in una notte d’inverno senza
stelle e senza luna. Pare non sia un colore, tuttavia è la
cosa più scura che possiamo immaginare di vedere privo di
qualsiasi altro colore. Assolutamente assente nell’arcobaleno.
Come pigmento naturale si ottiene dalla calcinazione dell’avorio
(nero coprente profondo e vellutato) o dalla carbonizzazione dei
tralci di vite (nero che tende all’azzurro). Indispensabile
in pittura per ottenere tutte le tonalità delle ombre terrene.
Qualunque colore accostato al Nero acquista luce e brillantezza.
E’ il contrario del Bianco puro.
Nudo.
Corpo umano privo di abiti. E’ il tema conduttore nella storia
dell’arte dalla Preistoria ai nostri giorni con significati
e valenze complesse e variabili in relazione all’epoca, al
luogo e al contesto in cui si mostra la nudità. Il nudo più
bello secondo la tradizione cristiana è quello del Cristo
risorto.
Opera
d’arte. Oggetto di qualsiasi materia e forma
fatto da qualcuno a cui la comunità riconosce la capacità
di un fare inimitabile a regola d’arte(*). Dopo Duchamp
non è più così certo.
Osservazione.
Preferita, precoce, consapevole attività dell’artista
fin dall’infanzia. E’ forma empirica di conoscenza a
disposizione di chiunque, tuttavia solo l’artista lo trasforma
in attività quotidiana usufruendo, nel tempo, della possibilità
di percepire così l’essenza delle cose (animate o inanimate)
in quanto in realtà ciò che osserva, non sono le cose
in sé ma la luce che muta sulle cose stesse.
Ozio creativo.
La locuzione è definibile un ossimoro per l’accostamento
di due parole con apparente opposto significato. Infatti se “ozio”
è chiaramente un tempo e uno spazio da trascorrere inoperosi
e “creativo” è riferibile ad un’azione
manuale continua e finalizzata, la combinazione di questi termini
è in realtà uno stato mentale e fisico che consente
al corpo di essere inoperoso (spesso in stato di veglia dormiente
o sonno vigile) e alla mente di perlustrare territori dove è
necessario muoversi rapidamente per sorprendere “l’idea”
o farsi sorprendere da essa. Non è riferibile al meritato
riposo dopo un grande impegno creativo, piuttosto alla fase che
segue quest’ultimo quando non è ancora iniziata la
fase operativa vera e propria. Non è l’opposto della
febbre creativa(*), piuttosto è l’attesa aperta
di mente e di cuore di ciò che gli antichi greci chiamavano
Muse(*).
Pennello.
Insieme alla tavolozza(*) e ai colori(*) è
lo strumento che più caratterizza il pittore ieri come oggi.
E’ un’asta a sezione cilindrica sulla cui cima sono
trattenuti da fascette di metallo peli animali o sintetici. Serve
per trasferire il colore-pigmento dalla tavolozza al supporto.
Pigmenti.
Sono la base materiale di natura minerale (terrosa) o organica (vegetale
o animale) mescolabile con solventi e agglutinanti per la fabbricazione
dei “colori” per l’uso artistico o meno.
Pittura.
Materia colorata aderente ad un supporto che se fatto a regola
d’arte(*) dura nel tempo permettendo ai posteri di apprezzarne
il valore e lo sforzo dell’artista o del gruppo di lavoro.
Per una parte degli artisti dal XIX secolo questa preoccupazione
non rientrava nei loro propositi creando già oggi seri problemi
di conservazione.
Pixel.
Nel linguaggio informatico è l’unità che aggregata
crea il supporto luminoso dello schermo E’ in realtà
composto da una triade di colori, Rosso, Verde e Blu.
Quadro.
Oggetto tridimensionale formato di quattro lati composto dalla tela(*)
montata su telaio(*) con, ma non necessariamente, una cornice(*).
Può essere quadrato, rettangolare ma anche ovale o a forma
di cerchio.
Regola
d’arte. Particolare e personale capacità
dell’artista di manipolare la materia per trarne il vantaggio
di farla durare nel tempo così come è stata immaginata
che durasse o forse di più.
Restauro.
Intervento sull’architettura e sull’opera d’arte
(con diverse modalità nei secoli) con lo scopo di ritardare
il degrado naturale del manufatto. La qualità e la quantità
degli interventi di restauro danno conto del valore culturale dell’opera.
Oggi tende ad essere conservativo, reversibile e non intrusivo.
L’ente preposto è l’Istituto Centrale del Restauro
ICR(*).
Rosso.
E’ il colore primordiale del sangue non rappreso, ma anche
di molte pietre, molti fiori e frutti. Nell’arcobaleno si
trova prima dell’Arancione ed occupa lo spazio tra 645 e 700
nanometri. E’ un colore primario. E’ complementare del
Verde.
Situazionismo.
Inventato nel 1957 a Cosio d’Arroscia (Imperia) dal pittore
Pinot Gallizio e Asger Jorn con la realizzazione dell’Internazionale
Situazionista. che consisteva nell’opporre un’attività
artistica antindustriale. Deriva dal Lettrismo(*) che a
sua volta deriva dal Surrealismo(*).
Spettro.
Il ventaglio di lunghezze d’onda visibili dall’occhio
umano come percezione di colori comprese tra 380 mu (millimicron:
milionesimo di mm) il violetto e 780 mu il rosso.
Storia dell'Arte
(*). E’ la storia dell’Umanità raccontata attraverso
i dipinti, le sculture, l’architettura e la vita degli artisti
inseriti nel loro tempo. E’ solitamente un raccontare cronologico
(dalla Preistoria al Contemporaneo), anche se in arte non esiste
il progresso contino: ciò che si comprende in una direzione,
viene, al momento, perso nella sua opposta.
Street-art.
Arte che si realizza e/o si fruisce per la strada indipendentemente
dalla tecnica espressiva (graffiti, stencil, adesivi, mosaici, volantini,
elementi segnici i più diversi) e dall’obiettivo prescelto
che può essere una brutta architettura suburbana periferica
o pregiati monumenti antichi, con il solo fine di “marcare
il territorio” e rendersi visibili il più possibile.
E’ una derivazione del writing tradizionale proponendo in
un contesto urbano fortemente telematizzato, nuovi agglomerati segnici
(logotipi) formati di lettere e figure. I primi ad essere notati
furono i francesi negli anni ’90 dove il collettivo “Space
Invaders” invase, appunto, i muri delle città, di figurine
mutuate da un famoso videogioco e riproposte su piastrelle. Tag
è la firma dello street-artist.
Surrealismo.
Termine coniato da Guillaume Apollinaire (1917, sur-réalisme)
per la critica del balletto di Erik Satie Parade (scenografia
di Picasso). Successivamente Andrè Breton utilizza il termine
per definire un percorso artistico-letterario-figurativo (che poi
diventerà movimento d’avanguardia) collegato all’inconscio
e diretto dalla casualità e finalizzato a far emergere, non
fino alla luce piena, ma solo fino all’ombra, la parte più
oscura della nostra umanità.
Tavolozza.
Quale strumento tradizionale del pittore è una piccola tavoletta
di legno o carta impermeabilizzata con un foro laterale per impugnarla
che serve da base per impastare e mescolare i pigmenti (a olio o
no) da stendere poi sul supporto scelto. Qualunque altra superficie
liscia è funzionale allo stesso modo (vetro, ceramica, metallo)
ma spesso gli artisti preferiscono averla. In senso figurato s’intendono
i colori fondamentali e abitualmente utilizzati dal pittore. Per
esempio: la “tavolozza” di Rembrandt era formata da
quattro colori.
Tela.
La migliore per la pittura(*) è di lino ma ci sono
anche di cotone (più economica) e di canapa (più grezza)
e di seta (nel passato soprattutto per gli stendardi).
Telaio.
Quattro assi posti in connessione angolare per dare supporto alla
tela per dipingere(*).
Trementina.
Essenza di trementina: si estrae dal pino marittimo ed è
un olio essenziale molto utilizzato per la pittura ad olio sia per
usi pittorici (sgocciolature, effetto acquerello, effetto gocce
sul colore, ecc.) sia per la pulizia dei pennelli stessi.
Vernice.
Nel senso corrente è un composto colorante decorativo o protettivo.
Termine utilizzato dal “Popolo d’Italia” 4 gennaio
1931 per l’inaugurazione della I Esposizione Quadriennale
d’Arte Nazionale nel Palazzo delle Esposizioni a Roma per
non utilizzare il francesismo Vernissage(*).
Vernissage.
Francesismo che designa il giorno dell’inaugurazione di un’esposizione
- mostra(*) - artistica.
Wunderkammer.
Dal tedesco “stanza delle meraviglie”. Luogo dove venivano
conservati per essere mostrati a pochi, oggetti di varia natura
e provenienza (naturalia) ma con in comune la rarità e/o
la preziosità (mirabilia) con lo scopo di rendere visibile
e tangibile l’unità e la diversità dell’armonia
del creato. Embrionale idea di quello che diventerà il museo
moderno.
YBA.
Young British Artists
Zaffiro.
Color zaffiro, cioè azzurro trasparente mutuato dalla stessa
pietra dura, una varietà di corindone.
Zenit.
Retta ideale, perpendicolare all’orizzonte terrestre coincidente
col punto più alto del giro del sole. La luce zenitale è
quella della massima luminosità terrestre.
Zinco.
Metallo utilizzato in lastre per la realizzazione di incisioni.
Zodiacali.
Segni zodiacali. Prima della diffusione attraverso i “media”
della consuetudine dell’oroscopo, la rappresentazione pittorica
dello Zodiaco, quale passaggio stagionale e corrispondenza caratteriale
umana, era dotta pratica diffusa per le pareti e per i soffitti
delle dimore signorili.
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