
Fabio
Chiapparelli

Orari
smarriti, polimaterico, 30,5x30,5, 1992
Determinazione
spazio-tempo.
Chiapparelli portando all’estremo
limite la valorizzazione dei valori estetici, pone le figure degli
orologi al di fuori del tempo; quindi la sua opera, pur non azzardando
l’esistenza di una definizione teorica del fine dell’arte,
ne afferma comunque la insopprimibilità operando scelte operative
che nascono esclusivamente in quello spazio-tempo rappresentato
dall’opera.
Livio
Garbuglia
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