La pittura di Rita Ferioli
Una originale
sintesi di surrealismo e metafisica
La pittura di Rita Ferioli (in arte Altair), è una originale
sintesi di surrealismo e metafisica dominata da semplicità,
geometria e sogno. Le sue percezioni surrealistiche sono caratterizzate
da una profonda conoscenza del colore, struttura, contrasto, movimento
e simbolismo. I quadri di Rita Ferioli riflettono uno stimolo interno
fuso con osservazioni della vita. La sua arte è percettiva,
espressiva, penetrante e persino inquietante.
La Ferioli produce i suoi dipinti mobili e misteriosi in cui la
rigorosa chiarezza del disegno e il rintocco scandito delle ombre
rendono ancor più magica la sospensione misteriosa delle
voci, del tempo, della vita.
La pittrice si mantiene sul registro lirico e sospeso un’evocazione
velata e affascinante. La prospettiva appare immediata, gli orizzonti
si allontanano verso una linea lontana, una sottile striscia di
luce come di alba o di tramonto che accentua il carattere sognante
della scena.
La Ferioli ha una singolare capacità di dare alla pittura
una musicalità tutta particolare assecondata dai colori scelti
e disposti nella composizione, da armonie imitative, da richiami,
da assonanze, da una quasi infinita sfumatura di ritmi.
La poetica del sublimare
Alla base della tematica della Ferioli, sta la cosiddetta poetica
del sublimare. Il sublimare è sempre dizione di oggetti che
hanno un significato per il fatto di esistere, di là da ogni
implicazione ideologica o psicologica; da soli, con la loro presenza,
danno il senso del mondo come è. Quindi poetica del sublimare
significa poetica di ciò che è sotto il limite della
coscienza pratica ed esclude l’accettazione della realtà
già valutata dalla scienza, dall’ideologia.
La verità poetica secondo la pittura di Altair non appartiene
alla coscienza pratica, ma alla coscienza che sta sotto, alla coscienza
sublimare. L’emozione poetica è propria di quei momenti
privilegiati in cui l’attenzione pratica viene meno, si squarcia
il velo opaco che nasconde le cose e queste ci appaiono nella loro
realtà. Imboccando questa poetica in modo sentito, Altair
finisce col ridurre al minimo il peso dei fatti e a ridurre lo spazio
del racconto. La vera ispirazione artistica, non può derivare
dal mondo materiale intasato di comunicazioni subdole e disorganiche.
LIVIO GARBUGLIA
critico d'Arte |