| La pittura di Marcelo Bottaro
Metafisica
della vita
nel valore autonomo delle diverse culture e civiltà
del passato.
La conquista
del guerriero universale.
La lotta
tra bene e male.
Nella riduzione e semplificazione del contesto di immagini composte
il pittore Marcelo Bottaro dimostra di risalire a modelli secenteschi,
italiani e olandesi, di osservanza caravaggesca, oltrechè
a modelli velazquesiani; è così nel partito luminoso
unitario che isola ed esalta ogni figura e oggetto nella sua peculiare
colorazione, e ne scandisce la connessione sulla diagonale che incontra
gli interni della scatola architettonica. Non manca l’osservazione
epidermica del colore, con gusto sensitivo della materia; l’autorità
dell’immobile composizione riesce in positiva, e nella sua
densità assorta in un silenzio appartato l’opera meditata
e animata per colore e per luce ha un fascino durevole e intenso,
nella migliore tradizione dell’anima-universo latino-americana.
Nella pittura di Marcelo Bottaro il metodo di illuminazione a volte
ricorre all’emersione di parti luminose entro l’ombra
(un uso della luce direzionale e orientata), con un potenziamento
degli effetti realistici e del valore cromatico. La figurazione
è risolta con estrema maestria nel gioco dell’illuminazione
e nel fascino cromatico della descrizione. Il luminismo caravaggesco
giunge per vie mediate a fecondare la palpitante, complessa, e metafisica
magia pittorica della vita di Marcelo Bottaro che attinge pure dal
colorismo fiammingo e veneto per quella sua visione possentemente
romantica e intimista. La saldezza di impasto e l’accensione
di certe note si uniscono ad una presentazione in termini psicologici
vitalmente fieri ma anche ben sensibili, a convivere con l’anima
profonda di civiltà antiche nel segno del cammino unitario
del genere umano. La pittura di Bottaro vichianamente trasferisce
sul piano metafisico, ontologico, il principio gnoseologico del
verum factum: la realtà, l’essenza delle cose sta nella
loro evoluzione storica, regolata da determinate leggi. Tale principio
di Giovan Battista Vico annuncia una svolta concettuale, nel pensiero
moderno, legata alla convinzione della storicità del reale.
Il concetto di storia è al centro della filosofia di Vico
e va inteso in senso sia ontologico che gnoseologico. Da un lato
designa la dimensione essenziale della realtà umana, la sua
essenziale storicità, il suo evolversi secondo determinate
fasi e in base a dati principi.
L’umanità descritta da Bottaro conosce, soprattutto,
la storia, in quanto è fatta dagli esseri umani. Questo criterio
gnoseologico, anticipato da Hobbes e Spinoza dà luogo, in
Vico, a una scienza nuova, che è appunto la storia. Questa
degnità descrive la legge storica fondamentale a cui l’opera
vichiana intende attenersi; che è quella della corrispondenza
fra sviluppo delle funzioni mentali dell’individuo e sviluppo
della società umana. Essa permette, di determinare il valore
autonomo delle diverse culture e civiltà del passato, il
determinarsi del concreto svolgimento storico.
La conquista
del Guerriero Universale.
La lotta
tra bene e male.
Nel tema pittorico della conquista,
Marcelo Bottaro afferma il valore dell'immaginazione, del fantastico,
della concentrazione sul potere e sul valore dello spirito, della
costruzione di forme sorprendenti e ingegnose. Il linguaggio della
sua pittura esprime il gusto inventivo, la capacità d'innovazione
poetica. Il Guerriero Universale di Marcelo Bottaro cerca di trovare
un punto di equilibrio tra la spontaneità infinita dello
spirito e l'esigenza di un'armonia, di una forma nella quale la
tensione originaria dello spirito venga ad esprimersi ed a ricomporsi.
Il Guerriero vede il mondo senza amarezza. Egli assegna a questa
verità un valore altissimo, considerandola una delle forme
di esistenza con cui è possibile porre riparo alla condizione
di infelicità e di dolore dell'essere umano. L'arte di Bottaro
suggerisce l'idea di una funzione complessiva dell'arte come critica
e rifiuto dell'esistente, cioè di condizioni di vita e di
pensiero dominate da un conformismo di massa che genera indifferenza,
egoismo, verso il problema essere umano. Nei brani della Conquista,
il rapporto con la realtà si fa complesso e mediato, di trasfigurazione
interiore della realtà stessa e di conseguente riaffermazione
della libertà spirituale dell'artista. La deformazione drammatica
della realtà, l'esasperazione del colore, l'espressionismo
vigoroso, l'immaginazione del disegno, sono la manifestazione di
più profonde, intense e drammatiche tensioni e lacerazioni
nell'atteggiamento di rivolta individuale contro un mondo piatto,
conformista e violento allo stesso tempo riaffermano comunque di
fronte alla coscienza contemporanea un'idea ed una prospettiva di
libertà e di umanità da riconquistare. Il Guerriero
Universale di Bottaro è consapevole di essere partecipe di
un momento decisivo della storia dell'Umanità, e sa che,
prima di conquistare e trasformare il mondo, deve cambiare se stesso
proprio con la conquista definitiva di conoscenza e coscienza.
La
scena equestre con il Drago
La scena equestre con il Drago, così
costruita nello spazio libero assume per tutto una drammaticità
estremamente agitata nel contenimento del ritmo coloristico, e del
movimento delle forme, anche per lo stabilimento di flussi e rimandi
che obbligano ad un percorso visuale continuo e connesso, ma ad
ogni tratto ricco di fratture e di antagonismi: aggiungendo nei
vortici compositivi la plastica-sentimento, frammentata ed aspramente
immediata alla lettura nell'accensione del colore, il ritmo discontinuo
delle distanze, Bottaro ha raggiunto per via stilistica una forza
di rappresentazione tragica della lotta tra il Bene ed il Male che
ha una pulsazione raramente tanto esaltata e vocante.
LIVIO
GARBUGLIA
La pittura di Marcelo Bottaro
Recensione da "Rassegna
d'arte sudamericana"
Marcelo Bottaro
"Con tratti forti e pieni di luce plasma sulla tela la sua
visione del mondo, raccontandoci i momenti salienti della scoperta
del nuovo continente e l'eco che tale evento ancora oggi permea
l'immaginario collettivo". (Javier Rodriguez)
Ma non solo conquistatori ieratici e cavalli appena accennati: l'essenza
delle sue opere è data da motivi ricorrenti di senso intimo
e universale insieme, l'essenza sta nell'Origine, nella Madre Terra
come origine, nelle costole come origine, nella circolarità
degli eventi e della vita incarnata nel boomerang.
Marcelo Bottaro è nato nel 1958 in Venezuela. Attualmente
vive e lavora a Roma, ed è responsabile delle attività
culturali presso l'Azienda Agricola "La Casella" in Umbria.
Esposizioni principali: Museo Francisco Narvez, Margarita, Venezuela
- Galleria O.Blagnac, Tolosa, Francia - Museo d'Arte contemporanea,
Bogotà, Colombia - Atrium Centre Cultural, Martinica, Francia
- Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma - Realizzazione di un'opera
di 7 metri presso l'osteria dell'Orso, Roma - Esposizione nelle
sale del Vittoriano, Piazza Venezia, Roma.
La pittura di Marcelo Bottaro
Viaggi, conquiste
e colonie
Un racconto interattivo che indaga nelle radici profonde della
nostra civiltà per esaltare i valori naturali ancora non
perduti.
Non vuole essere un giudizio storico, non un'accusa né un
lamento, vuole soltanto riportare alla luce l'essenza dell'uomo
naturale quale fonte determinante di ciò che siamo e di ciò
che saremo, soffermandoci in quel particolare istante cosmico che
si tradusse nella scoperta del nuovo mondo per gli uni, e il confronto
con una realtà al di fuori dell'ordine naturale per gli altri.
Marcello Bottaro, ci dona il risultato di lunghi anni di ricerca
pittorica impregnata di tanti stili e ben rappresentativa degli
aspetti multietnici che conformano la cultura latinoamericana. Con
tratti forti e pieni di luce, il pittore gioca con gli elementi
e plasma sulla tela la sua visione del mondo, raccontandoci i momenti
salienti della scoperta del nuovo continente e l'eco che tale evento
ancora oggi permea l'immaginario collettivo.
Il lavoro di Bottaro si fonda sulla materia, completamente realizzato
nei boschi con un rituale di preparazione delle tele, appone del
catrame e della carta di riso fino ad ottenere l'ambientazione dove
si svolge la scena, dando espressione all'aria, all'acqua, al fuoco
e alla terra con una pittura attuale, materica e fluida nel contempo.
Il racconto pittorico si svolge nei boschi Umbri della Casella,
seguendo un sentiero contornato di totem ed elementi tribali simili
a quelli trovati dai conquistatori durante la esplorazione del nuovo
mondo. Alla mostra sul bosco è stato abbinato un video clip
che rappresenta il racconto pittorico in chiave multimedia e sarà
proiettato alla fine del percorso.
Javier J.
Rodriguez
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