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Surviving Picasso
1996
regia di James Ivory,
con Anthony Hopkins, Natascha McElhone

Synopsi

Sopravvivere a Picasso non doveva essere una facile impresa. Secondo Arianna Stassinopoulos Huffington autrice di Picasso, creator and destroyer nella sua “Introduzione” alla biografia del più grande artista del XX secolo solo Françoise Gilot riuscì a passare indenne attraverso le lame affilate della sua relazione con Picasso. Se il libro della scrittrice è completo dalla nascita alla morte ed oltre, il film, pur tratto dal suddetto testo si ‘limita’ a raccontare il decennio in cui Picasso convisse con la giovane pittrice, pur inserendo dei flash-back riferiti alle situazioni sentimentali del passato dall’incontro con la moglie Olga Koklova nel 1917 alle contemporanee relazioni con Marie-Thérèse Walter e poi con la fotografa surrealista Dora Maar.
Il taglio della sceneggiatura vuole mettere in evidenza proprio la personalità dell’uomo Picasso (un ottimo Hopkins, ma poco picassiano) ponendo volutamente in secondo piano l’artista con l’introduzione della voce fuori campo di Françoise (Natascha McElhone) che racconta o commenta di volta in volta gli episodi e le situazioni più rappresentative per far giungere, allo spettatore, il crescendo di infelicità che maturò in lei dal primo incontro al ristorante, ai momenti condivisi di vita familiare fino alla inevitabile decisione di lasciarlo prima di soccombere psicologicamente come era accaduto alle numerose donne che l’avevano preceduta.
Dopo la separazione da Françoise, dalla quale ebbe due figli (Claude e Paloma) Picasso, nonostante settantenne si lega a Jacqueline Roque ma da quel momento si rifiutò di vedere i figli (perché “nessuno lascia Picasso!”) ed allora Françoise reagisce dando alle stampe la “sua” biografia su Picasso (Vita con Picasso) e iniziando una dura battaglia legale per il riconoscimento di paternità.
Il film si chiude con Françoise che, su richiesta di Picasso apre la parata che precede una corrida a cui sta assistendo con la nuova compagna mentre la voce fuori campo, sempre di Françoise lo ringrazia per tutto quello che le aveva dato, nel bene e nel male: “ma io gli ero grata di tutto, più di ogni cosa di avermi reso forte, abbastanza forte da fare qualsiasi cosa, persino di sopravvivere a dieci anni di vita con lui”. Così, il regista James Ivory, ha voluto inserire un parziale lieto fine su una storia che coinvolse anche gli eredi in una querelle decennale per il riconoscimento di paternità e della conseguente miliardaria eredità. (M.P. Michiel)


Anthony Hopkins ( Picasso) con Natascha McElhone ( Françoise)

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