Frida 2002
regia di Julie Taymor,
con Salma Hayek, Alfred Molina, Antonio Banderas
Synopsi
Una storia, quella di Frida Kahlo, talmente vera da risultare
incredibilmente cinematografica ma stranamente, soltanto quando
la giovane interprete di Frida, la messicana Salma Hayek, riuscì
ad ottenere i diritti per la sceneggiatura, il film venne realizzato
e scelto nel 2002, come film d’apertura alla Mostra internazionale
del cinema di Venezia.
I due grandi nodi di dolore, quello fisico, le malattie contratte
da bambina, lo spaventoso incidente che la ridusse quasi in fin
di vita, e quello sentimentale, l’incontro del destino con
l’uomo della sua vita, il grande artista di murales Diego
Rivera, si presentano subito, non a caso, nella prima inquadratura
del film che vede Frida nel suo letto, a sottolineare proprio la
presenza costante del dolore fisico a cui lei contrapporrà,
sempre, invece, la sua metafisica vita di colore. Da lì si
snoda una cronologia a flashback dal 1922 al 1954 anno della sua
morte. A cominciare dal primissimo incontro con il famoso pittore
quando lei è ancora adolescente (che sposò, divorziò
e risposò); il suo interesse per il partito comunista e la
pittura; l’incidente dove una sbarra di ferro le trapasserà
metà corpo e la renderà inabile alla vita comune e
alle maternità ma la cui forzata immobilità nei letti
e nei busti di dolore la spingerà a dipingere tutte le sue
passioni con tutti i colori; il ménage con il suo amato Diego,
le rivalità con le altre donne nella vita di Diego (Alfred
Molina), i tradimenti di lui persino con sua sorella, la presenza
nel fervido contesto culturale artistico messicano negli anni ’30-’40
di personaggi come Siqueiros (Antonio Banderas), Tina Modotti (Ashley
Judd), Lev Trockij (Geoffrey Rush) ed altri. L’incontro con
i surrealisti Breton e Man Ray che la invitano ad esporre a Parigi
e dai quali prenderà le distanze. Le importanti commissioni
di Diego negli Stati Uniti che spinge Frida ad accompagnarlo malvolentieri.
Infine, l’epilogo del film che, come all’inizio, la
vede in un letto, ma stavolta per l’amputazione del piede.
Il desiderio di una mostra nella sua terra che si realizza nel 1953
ma Frida ormai troppo malata per presenziare arriva in ambulanza
e in barella all’inaugurazione ed è la sua consacrazione
di persona e di pittrice. (M.P.Michiel)