| La pittura di Amedeo
Bigotti
L’aspra istintività delle percezione, la pura passionalità nella ripresa delle immagini sono le fondamentali peculiarità della poetica di Amedeo Bigotti. Non lontano dalle forti ed incisive pennellate al “ vetriolo” di Ernest Kirchner e dalle esagerazioni e distorsioni cromatiche di Oscar Kokoschka , egli trasmette nelle sue opere profonde sensazioni di disperata energia, convalidata da colori applicati “ a tocchi” densi, fortemente matrici.
Da qui una teoria di opere le cui superfici appaiono come una sorta di “ ribollire” cromatico, all’ interno del quale la figurazioni si qualificano e si determinano mediante tonalità vibranti e sensuali e secondo linee angolose tipiche dell’ espressionismo. A ben vedere gli elementi strutturanti le opere del Bigotti, sono anti-naturalisti, con prospettive distorte ed immagini ridotte all’ interno di spazialità concettuali, cariche di pathos.Superando i limiti del segno e lontano da ogni forma tipicamente accademica, egli ricerca un genere d’ arte espressivo ed atto a far emergere le istanze piú profonde della sua complessa concettualità.
Vi è infatti, nelle sue opere, una forza dinamica fremente di vitalità, definita secondo colori a volte cupi, pastosi, violenti, sempre convincenti e capaci di riflettere una forte personalità. E’ questo ambito che si deve leggere il percorso formativo, l’ iter artistico di Amedeo Bigotti che, non lontano dai “fauves”, ricerca nella vita qualità del colore, l’intima essenza della realtà.
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