La pittura di Patrizio Beccaria

Un segno rapido per campiture policrome a rappresentare immagini semplici, ma non racchiuse nel solo spazio del quadro occupato dalle stesse forme del suo messaggio immediato. Si può pensare guardando queste opere che ognuno - volendolo- può partecipare insieme all'autore alla loro esecuzione mai finita, ad una sola condizione: quella di essere e sentirsi onesti.

Ruggero Pentrella
(Direttore del Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo Roma)


I colori esplodono. E poi? Dove vanno? Si perdono nella spazio? Ma poi i colori esistono davvero? O è la nostra visione, il nostro occhio, il modo in cui guardiamo a produrli? Ed i colori che vedo io, sono poi i colori che vede l'uomo seduto accanto a me? E' per rispondere a queste domande che qualcuno si fa pittore. E passa il resto della sua vita a conoscerne le sfumature, il modo in cui ciascuno trapassa e si confonde nell'altro. Tanto di colore, tanto di forma: Cèzanne (ed ogni pittore dopo di lui) ricerca questo equilibrio…Queste cose mi sono venute in mente guardando le opere di Patrizio Beccaria che -tra le altre cose- ha esposto per i bambini alla English Bookshop di Via Ripetta citando in catalogo Karol Wojtyla, e che evidentemente sa aggiungere al gusto della semplicità quello della complicazione e miscelare sapientemente i due ingredienti.

Renato Nicolini
(Presidente Palazzo delle Esposizioni Roma)


Beccaria esplora un nuovo mondo, il suo, quello più segreto ed intimo e lo fa con dolcezza e delicatezza; negli occhi i colori della "sua Polinesia" e nel cuore il bisogno dell'avventura e della scoperta, ma sotto la scorza dura e resistente alle peggiori tempeste vi è l'anima dolce e sognatrice alla scoperta del mondo…

Roberto Sabatelli
(Direttore della Civica Pinacoteca Amedeo Modigliani)


Il pittore Patrizio Beccaria e la principessa Barbara Massimo