L’opera di Antonio
Cinelli continua a dipanarsi armoniosamente, mantenendo una
sua intrinseca validità e consentendo che il dibattito
teorico che stimola fortemente possa estendere le sue conclusioni
anche all’aspetto, così vicino, di una nuova sensibilità
per il fatto figurativo. Cinelli si accontenta di prendere per
mano l’osservatore, in attesa che il suo sguardo si posi
sul suo mondo, come bosco metafisico. Un mondo che lo porti
a riflettere sul valore della bellezza, non come la contemporaneità
la intende, ma come gli antichi filosofi la intendevano: ogni
gesto, ogni azione, ogni opera non dovrebbe mai prescindere
da questa irrinunciabile presenza.