La pittura di Branimir Antonov

L’armonia della materia

La pittura di Branimir Antonov è come una materia siderale, di natura sconosciuta e mutevole, in cui sono figurate a miriadi immagini indistinte d’un fluido mondo, dalle quali un perpetuo fremito con una vicenda di distruzioni e di creazioni stupendamente facili trae un’armonia sempre nuova. Una smisurata forza di vita, espulsa dall’intimo grembo della natura, assume d’attimo in attimo espressioni di vita originaria così intense e nuove che veramente pare distrutta per lei la legge e la sua inerzia originale.
La sembianza d’arte rompe il cerchio convenzionale ond’è stretta, con una determinazione generata da una indefinita profondità che è simile all’estasi, che è come una più profonda visione della natura. Si stupisce l’artista medesimo di quell’apparizione subitanea, di quella improvvisa scoperta che, illuminandosi nel buio del suo spirito, si esterna e quasi diventa tangibile nel corpo d’arte: avvolge i contorni della realtà, quasi un’altra dimensione, in cui la nostra vita si proietta e da cui riceve le sue leggi.
Nella pittura di Branimir Antonov l’apparenza è di una rappresentazione onoraria splendida ed affermativa della maestà regale del colore: oltrepassando ogni tematica d’obbligo, il pittore ha fatto del suo dipinto un luogo di forze appena placate, il momentaneo sospeso equilibrio di intense trazioni, l’espressione di una tensione che si manifesta dal sostrato alla condotta pittorica straordinariamente ricca di getti e di contrasti. Singolare il taglio delle masse-colore nel formato teso e compresso insieme nella vicinanza serena al caos caracollante della materia cosmica: abbandonando ogni ragione tradizionale di completezza, Antonov le rompe come in una vista improvvisa e in una messa a fuoco istantanea, già compresa dai grandi Impressionisti francesi, per vitalizzare l’attimo fuggente di planetaria eredità, che coglie l’armonia del tutto e ci consente di raggiungere un equilibrio tra natura e spirito. Nell’impulso al gioco cosmico liberamente si muovono in Antonov, pur opponendosi tra loro, l’impulso sensibile e l’impulso intellettuale verso la “forma”, cercando nel contrasto sereno una conciliazione e un’armonia reciproche. Con grande libertà Antonov ha allontanato ogni vincolo che l’avrebbe costretto a mutare il tono della rappresentazione; e in fondo l’artista stesso assume la parte di protagonista con la sua posizione dominante e con il suo sguardo introspettivo che esprime una tranquilla coscienza di sé. La scena ha raccolto una raffinata vibrata composizione cromatica, di tonalità e stesure forti e leggere, di agili trapassi, di sentiti fulgori, di suprema rispondenza al clima cercato e ottenuto di espansione fantastica pervasa da una evocazione poetica visionaria e suggestiva.
Antonov, punta sull’effetto generale dei colori, manovrandone con calcolo le stesure in superfici crescenti e le variazioni cromatiche crepitanti, sottili e levitate. Il corpo d’arte è pervaso da un moto a volte direzionale e caracollante che si espande contro il fondo a superfici livellate; il pittore opera con un’estrema libertà pittorica, frazionando la pennellata fino all’addensamento della materia pittorica, con una vibrazione tonale di vivissimo empito e di intensità istantanea. Alcune opere di Antonov mostrano il crescere nell’artista di un empito più pittoricamente “introspettivo” e “drammatico”.
L’impaginazione accentua i suoi spostamenti, crescono i contrasti dimensionali, le visuali sono rialzate o ribassate, ombre e luci più dibattute, creano una suggestiva prospettiva coloristica quasi fino a rilevare l’ultimo filamento d’anima delle cose, i gruppi colori a forti rimbalzi spaziali. Anche la stesura pittorica è più urgente e spezzata, più ricca di contrapposizioni, di ombre illuminate a creare un clima interiore, la pennellata rasserenante e subitanea, definisce e accentua con pochi tocchi essenziali e mobili guizzi posizionati veloci che rompono, illuminano e agitano il fondo già serico e sensuoso della tonalità.


Il gioco eterno dello spazio

Nell’opera pittorica di Branimir Antonov, le voci, le parvenze, le trasmutazioni e le essenze sorprendenti degli elementi entrano nel lavoro d’arte e lo celebrano di suoni, di colori, di movimenti, di misteri innumerabili, di libere dissolvenze. L’anima di luce collabora al gioco eterno dello spazio, pervade la somma dell’opera, la riscalda, l’attenua, la irriga, la copre di universi oltre il tempo. Erompe la luce o la nube, i baleni o i venti del cielo. Le trasmutazioni sorprendono per le inattese visioni che fanno nascere nella creazione, per il senso misterioso degli eventi interiori, che Antonov comunica con le vicende dei suoi sembianti oltre il reale consueto.


Oltre il tempo

La traiettoria dei corpi d’arte disegna la segreta intimità dell’artista, danzante quasi sulla raccolta visione. Un bagliore verso l’orizzonte chiama sugli spazi evocati, illuminando il silenzio serenato oltre il tempo della vita che volge alla verità perenne. L’universo delle opere di Antonov si frantuma così in una miriade annunciata di materie siderali divenute, di atti di reminiscenze ancestrali, sensazioni memori e aspetti estatici.


Il mondo delle cose e dello spirito

Il pittore Branimir Antonov ha una capacità singolarmente dotata di cogliere il mondo tutto, delle cose e dello spirito con una sensibilità estremamente raffinata. Una sensibilità inebriante e l’arte ha qui il suo significato più largo; un mondo colto e vissuto coi sentimenti e coi sensi, coi sensi acutissimi, che di ogni fenomeno sia uno spettacolo nelle penombre degli ultimi abissi, o una luminosa ribalta in una azzurra nebbia, sia il gesto di un frammento stellare, sia un moto del sentimento nella luce del giorno o del senso che respira la vita, riescono a percepire ogni menomo aspetto, decomponendolo, per così dire in tutti i suoi elementi, ed ognuno di questi cogliendo o godendo.
Nell’opera di Antonov le tempeste della materia pittorica scorgono il giorno nuovo al sole del destino e come viatrici affiorate senza tregua, sorprendono sconosciute regioni dell’infinito universo umano. L’evocazione del pittore vede in sogno il teatro della vita, la moltitudine delle forme dominata da quell’idea di verità e di purezza, la grande discesa della materia integra sull’universo; la turba delle luci discendere recando la rivelazione della poesia, la sublimazione e la redenzione del pianeta che stringe in cuore la speranza eterna.
L’evocazione di Antonov diviene atto esistenziale, impegno e ricerca di una dimensione del vivere, la sua etica si pone come ricerca del senso dell’esistenza umana. L’essere umano ha dinanzi a sé un’alternativa radicale: quella tra avere ed essere. Occorre scegliere: o perdersi nel mondo del possesso e della tecnica, che è il mondo dell’oggettivazione, o vivere il mistero dell’essere nel quale si è coinvolti e che ci trascende e che dà un senso all’agire umano.
L’alienazione del mondo contemporaneo sta nel predominio dell’avere sull’essere.

LIVIO GARBUGLIA